La maturità è anche comprendere i nostri limiti.
Non perché questo sia restringente, o comunque «limitante», anzi.
I nostri limiti non dicono solo quello che non siamo capaci di fare, al contrario: sono la manifestazione di quello che siamo capaci di fare.
Ho raggiunto l’età di 47 anni, ho fatto tanto, ho spaziato in molti campi dello scibile – chi mi segue dagli albori lo sa – e mi sono imbattuto, il più delle volte, nel fallimento. Nei miei limiti.
E come potrebbe essere altrimenti, se l’obiettivo era quello di superarli?
Arriva un’età, forse una maturità, in cui finisce il momento della ricerca del superamento di sé e inizia quello del consolidamento di sé.
Mi direte: «È arrivato un filino tardi, Flavio», ma è normale.
Ho fatto della trasformazione e dell’esplorazione la mia missione, e quindi scardinarmi all’inverosimile è sempre stato nel patto iniziale.
Ora però credo di aver raggiunto un punto in cui posso dire: «Ok. Basta. Torno a casa».
So cosa so fare.
Il resto lo lascio a quelli che verranno dopo di me.
So raccontare storie.
So stare davanti e dietro la macchina da presa.
So scrivere.
Questo piccolo articolo del diario di oggi è la mia personalissima costituzione per i prossimi dieci anni.
Non voglio più perdermi in software complicati per terzi – al massimo me li faccio per me – non sono bravo nel servizio vendite, nel seguire il mercato, ecc.
Cloto era nato come strumento personale di scrittura e poi un piccolo omino nel mio cervello si è preso la briga di sussurrarmi all’orecchio: «Ma fanne un prodotto, cosa vuoi che sia» (ultime parole famose).
E io, dispiegate le vele dell’entusiasmo, mi sono lasciato portare in questo nuovo mare.
Ma quello che ho scoperto non sono state le terre che sognavo.
Piuttosto, nuove terre, un po’ aliene, nuove rispetto a quelle che avevo già esplorato.
E per la prima volta nella mia vita, ho avuto nostalgia.
Nostalgia di quell’aria nella quale ero cresciuto, di quelle terre nelle quali avevo già giocato e vissuto.
Non sono uno nostalgico e lotto per non esserlo. Il concetto di «Ai miei tempi era meglio» è per me insopportabile, perché in un certo senso lo vedo come un «Stai invecchiando».
Ma forse è così. Forse sto invecchiando, spero come il vino buono.
Non sto dicendo «Le mie terre erano meglio», ma piuttosto: «Queste nuove terre non fanno per me. Io vengo da un altro mondo».
Chissà se questa sensazione è qualcosa che ci attraversa tutti, a un certo punto.
Un sentirsi parte di qualcosa che si è perso.
Per fortuna, non ho perso niente, anzi forse ho trovato qualcosa.
Me stesso.
Alla prossima pagina.
Grazie, sempre interessante leggerti, ascoltarti Flavio! Io cerco non pormi dei limiti, ci provo…Invece non sopporto nessuno che vuole limitarmi e purtroppo succede spesso ultimamente!
Molto jmportante ritrovare se stessi a un certo punto della vita e’ un.grande traguardo, in questo.mondo frenetico.che cambia ogni secondo con.la nuova teniligia, grazie Flavio., sei.una meravogliosa persona, buona notte *👍🙏🩵
Ciao Flavio più ti ascolto e più mi sento come se avessi perso tempo..il mio tempo ..nel capire gli altri e nn seguire e capire me ..ai ragione sul trovare se stessi e ciò che sappiamo fare io forse o capito e devo aiutare me stessa e convincermi che so fare delle cose ma per insicurezza ( della serie dove vuoi andare …) o sempre detto davanti a complimenti cge ciò che facevo e ciò xhe faccio e un hobby e cercavo altro …invece no mi devo dire che son brava come ai fatto tu con te stesso ..grz Flavio
Come sempre ascoltare o leggere le tue riflessioni mi sono molto utili per guardarmi dentro ,grazie
Si chiama maturità! E bene si! Scusa se mi permetto… ma arrivata tardi rispetto a chi? Ognuno fa il suo percorso più o meno accidentato proprio per capire quale delle sue doti coltivare e farne un lavoro. Avendone tu tante…
Io a breve spegnerò sessanta candeline e ti posso dire che l’età tra i 40 e i 50 anni per me è stata la più bella, proprio perché finalmente puoi tirare qualche somma. La mia è stato un risultato leggermente negativo e l’ho interpretato come un incentivo per il futuro. Ad maiora semper!
Si molto. Grazie Flavio.
Ciaoooo Flavio Secondo🐞”Ritornerai a volare 🐞ogni tuo male 🐞si scioglierà”🐞Hai tante cose belle🐞dentro Te🐞La magia della luce 🐞ti accompagni a casa🐞Ringrazia il cielo🐞
Grazie, il mio punteggio per Lei è 5 credo sia il massimo, mi piace riscoprirla sotto questa forma, percepisco una grande profondità d’animo, la seguirò molto volentieri.
Io sono molto nostalgica: i mie tempi erano meglio di ora, e sono sempre rimasta attaccata al mio territorio, ho cambiato 4 case a pochi chilometri di distanza una dall’altra forse sono sempre stata vecchia.
È stato un piacere ascoltarti. Io con la sopraggiungere della vecchiaia ho imparato a vivere alla giornata e a bearmi du ascoltare o leggere cose piacevoli come i tuoi scritti.
Un saluto
Flavio ti trovo e con piacere ti seguirò da oggi e con ttt i miei77 anni l’avidita atavica della lettura mi appassionerò a te ogni lunedì che mi piace la tua voce e quello che descrivi.
Molto
Ascoltando e poi rileggendo mi sono resa conto di essere sullo stesso binario di un ritorno collettivo e di stringere in mano il biglietto ancora da obliterare: una intrusa! , ho pensato, una che aveva ben chiaro il suo limite ma che ha osato e allora perché non obliterare il mio ticket pagato anche a caro prezzo? La saggezza dimentica davanti ai sogni il suo limite, per fortuna il tempo rimette tutto al suo posto: i sogni nel cassetto e nella mente la casa con il suo limite invalicabile.
Grazie per questo argomento così sentito.
Queste nuove terre non fanno per me!
Per gli incapaci come me….hanno il sopravvento…..ed allora mi arrendo……aspetto l’arrivo del nipote che sblocca il disastro!!!!!
Complimenti! Ti seguo già dal Paradiso delle Signore……ma trovo fantastico i tuoi scritti…. Letti da te che li vivi o vissuti
Sono riflessioni che è bene affrontare proprio perché, a tratti dure, rafforzano. Soprattutto per un Artista, e soprattutto se ostinato esploratore come te. Per me sono i contrasti con il presente, l’incomprensione, a farmi sentire la non appartenenza e indurmi a ritroso alla ricerca del tempo perduto.Aborro la nostalgia, mi riconosco nel ritorno a casa, e mi ripeto che si parte per tornare. Sul fermarsi a lungo nutro dubbi, e già il consolidamento è un viaggetto. Molta consapevolezza nel tuo ragionamento, maturità e coscienza di sé. Sei una guida.
È stato piacevole ascoltare…
Non so dare giudizi sull’onda di un’ emozione.
Ho necessità di metabolizzare 😊
Ho trovato me stesso molto tempo fa; la vita mi ha fatto crescere e maturare molto giovane! E, come psicologo, devo fare psicoanalisi. E sai cosa volevo, Flavio? Andare su un’isola, senza tutta questa tecnologia, perché me la cavo benissimo anche senza.
Buongiorno, perché la penso come Flavio. Sento che questo “nuovo mondo” non fa per me… non mi si addice. Ad esempio, i cellulari ormai ci “controllano” letteralmente; dobbiamo aggiornare app che peggiorano sempre di più e ci “minacciano” dicendo che se non le aggiorniamo non potremo più usare la maggior parte delle app e non abbiamo il diritto di lamentarci! È assurdo! Quindi non mi piace l’intelligenza artificiale. E quello che mi irrita è che la gente non si lamenti. Io appartengo decisamente al vecchio mondo; era tutto più semplice, ci divertivamo di più e c’era più creatività. Sono esausto, stanco, ed è per questo che preferisco leggere un buon libro o guardare un buon film. Saluti
Anche io la penso esattamente come te…..la maturità è anche conoscere e riconoscere i propri limiti…..anche se ormai ho un’ età abbastanza matura…..non pongo confini alla mia conoscenza e voglia di mettermi in discussione…..cosa che purtroppo oggi , soprattutto tra molti giovani ,non vedo….. è come se si sentissero già arrivati.
A volte mi sento una aliena in questo mondo, così lontano dalla mia essenza ,quasi privo di empatia……pertanto compagna di viaggio è spesso la nostalgia…..quel sentimento che mi riporta indietro nel tempo e dove mi è possibile rivivere ricordi e profumi.
Alla prossima Flavio
Più ti seguo più ti apprezzo: sei proprio una bella persona…..
Inizio da questo “ I nostri limiti non dicono solo quello che non siamo capaci di fare, al contrario: sono la manifestazione di quello che siamo capaci di fare.” Hai perfettamente ragione, perché ho agito così sempre, nel mio lavoro e nella mia famiglia, ho intrapreso progetti, ho superato ostacoli che non pensavo di poter affrontare , ma ci sono riuscita, ma non è finita, perché ogni giorno è una sfida e spero di continuare ad avere la forza di andare avanti
Bello il tuo scritto, Flavio, importanti le riflessioni che svolgi, ma non condivido le conclusioni a cui sei giunto per due ordini di ragioni. La prima legata al fatto che il tuo dato anagrafico e il tuo livello di versatilità, sensibilità e intelligenza emotiva impongono nuovi stimoli e curiosità e rinnovate esplorazioni e ricerche a cui, sono certa, non potrai sottrarti. Se posso dire la mia, non dovrai sottrarti. Sarebbe un peccato. L’età che potrà declinare questo tuo ragionamento è, a mio modo di vedere (e di sentire), ancora molto lontana. La seconda attiene al fatto che certe attitudini, certe attribuzioni personali non vanno soffocate e la sperimentazione serve non solo a misurarsi ma a godere del risultato di ciò che un’idea è stata capace di produrre. E non sono i riscontri più o meno positivi che possono e devono condizionare a tirare i remi in barca e attaccare le scarpette al chiodo. Queste tue riflessioni sono certamente il dato tangibile della tua intelligenza matura e lo sono di fatto tutte le iniziative in cui ti cimenti. Intelligenti pauca dicevano i latini.
Dei miei limiti ho fatto una coperta
con cui avvolgere le mie fragilità.
Li ho rafforzati con messaggi di saggezza ,
colorati con pennellate di emozioni e infine conservati come un fiore nel diario.
Ed ora il tuo messaggio è un vento che ridesta l’indole curiosa e sempre attiva… è un tacco che rimbomba in una grande piazza nel tempo del ritorno tanto atteso.
Grazie.
Fa sempre piacere ascoltarti
Complimenti…
Ciao Flavio hai ragione!! Bisogna valutare i propri limiti e fermarsi, schiarire le idee fa bene, molto bene tornare a casa
Mi è piaciuto molto questo tuo commento.
Sì stai invecchiando.
Comincia ora ad assaporare e gustare con con calma la mole di lavoro che hai svolto sino ad oggi.
Queste sono valutazioni di chi ha lavorato tanto.
…sempre rimando attivi, guai ad adagiarsi….
Un saluto. Alla prossima.
No non stiamo invecchiando è un pensiero bellusdima e profondo spesso mi ridico le stesse cose, a volte penso ma perché perdere tempo dietro cose che non riguardano più me perché fare una cosa o l’altra se potessi scegliere , ma non posso poi devo fare quello che non vorrei e continuo a sognare i miei sogni e di ciò che amo e non potrò mai fare ciao Flavio sei un grande e come avevo previsto Tancredi e diventato bravo , e come a detto la zia Contessa Adelaide (ti faranno santo) a parte tutto grazie per ciò che fai e sei saluti family
Tutto vero, tutto già vissuto
Questo pensiero mi è piaciuto molto perché infatti non bisogna guardare al passato con nostalgia, ma come qualcosa che ti ha portato ad essere quello che sei. Il futuro è tutto da scrivere. Io ho scritto dei piccoli racconti e pallore pensavo che non sarebbero serviti mai invece adesso i miei nipoti me li chiedono la sera prima di dormire, e ho contattato una casa editrice per vedere se sono validi per farci un libro per la buona notte. Comunque grazie
Bellissimo. Molto toccante.
Ci si riconosce.
a 47 anni sei ancora giovane ancora tanta vita A casa o ovunque ancora ricordi ed esperienze c on affetto e auguri per nuovi successi alla prossima
Caro Flavio ho dimenticato, sei bravissimo, la casa è il porto sicuro, viaggiare apre la mente E lo spirito
Caro Flavio, tu scrivi forse sto diventando vecchio, io sono vecchia. Ho 74 anni ho vissuto assistendo a tantissimi cambiamenti, i miei ricordi sono tanti, sono miei ed è dolce navigare in questo mare.
Take lifel as it comes and follow your instincts.Home is where your heart is and where your roots lay .Thank you for your diary please continue.Joy
ti ringrazio per il diario sempre coinvolgente ed emozionante alla fine riconoscere i limiti per qualcosa è una forma di libertà per fare esperienze che ti piacciono di più e come hai detto tu stesso ritrovare te che è buon punto di arrivo .Buon proseguimento alla prossima un abbraccio
Ciao Flavio non so se la conosci ma ti consiglio di vedere su raiplay la storia della Ignis, leggendoti mi hai fatto pensare un po’ al personaggio di Giovanni Borghi che era sempre avanti, lungimirante con una visione proiettato nel futuro ma al tempo stesso con le radici nella sua casa a cui poi ha fatto ritorno. Se ti capita guardalo, un abbraccio
Ciao Flavio Ho appena ascoltato il tuo tra “racconto e devo dirti che ti ammiro molto perché vorrei fare anche io la stessa cosa vorrei dire basta torno a casa ma non ci riesco non lo so forse per paura probabilmente sì ma non riesco forse perché sento troppa responsabilità sulle spalle o forse perché penso metaforicamente parlando di anni essermi presa un carico che inizialmente non mi competeva e che adesso purtroppo si è radicato E da qui non riesco a scappare ma la cosa strana perché allo stesso tempo non so staccarmi Ho lottato tanto nella vita e a volte mi sento svuotata mi sento con me se tutte le battaglie che io ho combattuto non mi hanno portato a nulla a volte leggo ascolto parole che parlano di forza di tenacia quella donna è fortissima è rimasta accanto al suo uomo per tutta la vita malgrado eccetera eccetera quella donna è fortissima è rimasta lì malgrado eccetera eccetera però poi tutti gli altri ti dicono non restare torna a casa che te lo fa fare e allora qual è la scelta giusta la scelta giusta è fare ciò che ognuno di noi si sente di fare giusto o sbagliato che sia.
Grazie Flavio
Sento che stai vivendo una crisi d’identità e vuoi cambiare qualcosa della tua vita
Caro Flavio come ti comprendo benissimo ho la stessa sensazione 😊sarà l’età 😉grazie come sempre
I limiti servono a poterli superare e ad andare avanti. E porsene altri. E’ una gara con se stessi. Dobbiamo sempre vincere
molto interessanti i tuoi pensieri . Tornare a casa per me significa ascoltare una “nostalgia” che indica però un nuovo percorso in cui condividere sensazioni, limiti e ascpettative.
Ciao….il tempo….la mia riflessione è il tempo…..quel che mi resta …che è sicuramente meno di quello trascorso. A una determinata età . Questo è il mio limite. La
vita smette di insegnare e inizia a camminare con te, guardando la persona che sei diventato. L’introspezione però resta sempre la nostra bussola onesta.
Buona vita e alla prossima lettura
Bellissime ,consapevoli riflessioni che condivido. Io ho molti limiti ma con il tempo ho superato ed accettato e vivo serena.Per me superarli è segno di maturità.Tu sei un vulcano di idee ,riuscirai a ” fermarti ” ? Buona giornata Flavio
Alla mia età (84) il ritornare a casa rimane una chimera, ho vissuto la mia gioventù nei favolosi anni 60/70 mi rimane di completare questo ciclo della mia vita spero piacevolmente, da parte mia c’è la metto tutta, il pensiero torna alla casa dell’infanzia, dei giochi nei prati con tutti gli amichetti le merende preparate dalle ns mamme resta un ricordo lontano!!!!
Bellissimo scritto e sono pienamente d’accordo, anche se di anni ne ho 66
Credo che un pensiero come questo appartenga a molti. La differenza per me è che non ho potuto cercare di arrivare ai miei limiti, o forse sì perché in realtà l’unica “casa” era la famiglia con figli e nipoti.
Ciao Flavio💙,ovunque tu sei con la tua mente, e ovunque tu vada, troverai sempre la strada per te stesso,perché non perderai mai la tua essenza😍😍🫂🫶❣️…👏👏❤️
Ciao Flavio,
Come sempre un Bel tema.
Ritornare a casa sembra un po strano Nei giorni attuali ma ci sembra anche um sentimento fragile e notabie.
Purche siano passati Annie Nei diversouoghi e lavori , arriva sempre uma volonta maternale do tornare a casa come um Ricardo Della storia che si ci e vissuta.
Mi fermo quie,
Una Bella settimana.
A presto.
Gentilissimo Flavio,condivido tutto quello che hai detto.Non ci sono parole migliori per esprimere questo tuo stato ,che penso provino tanti di noi.
Grazie e a lunedi prossimo.
Laura
Ciao Flavio!
💙 sincronico! Ci conosciamo da qualche annetto e pur con sfumature differenti, abbiamo letture di ciò che ci circonda molto compatibili, pur con percorsi personali all’apparenza tanto diversi. Un paio di giorni fa ho condiviso un tuo video commentando con ‘tornare a casa’… e il senso è che per un bellissimo periodo ci hai ospitato virtualmente per chiacchierare di arte, di cronaca, di emozioni e di questo ho nostalgia
Caro Flavio, ti seguo da parecchi anni, più di una decina credo. L’immagine che ho sempre visto (oltre alla bellezza) è quella di un uomo intelligente e sincero, ma soprattutto curioso di esplorare il mondo. Hai sperimentato tante cose, hai un bagaglio di conoscenza ricco. Puoi permetterti di scegliere, grazie anche alla capacità di riconoscere quello che funziona meno! Hai una grande onestà intellettuale. Si stai invecchiando come il vino buono!
Ciao Flavio, Grazie!
Ciao Flavio, ti seguo da tanto, ora ti scopro in una nuova veste. Mi piace ascoltarti, la tua voce mi culla e mi rilassa, in un periodo per me non facile e molto stressante, per motivi che non dico per non annoiarti o rattristarti. Grazie. Alla prossima storia.
Il tono del tuo pensiero più che nostalgico è triste e comunque anche se si torna “a casa” bisogna sempre guardare avanti !
Ciao Flavio, sei un grande. Condivido in pieno la tua visione. Tornare a casa non è nostalgia, ma una base per il futuro. Buona giornata, alla orossiima
Ciao Flavio, io sono un po nostalgica. È strano tornare a casa… gli stessi odori… le stesse sensazioni, le stesse cose, ma alla fine ci rendiamo conto che l’unico cambiamento siamo noi. La casa non è da dove vieni, è dove trovi la luce quando tutto diventa buio. Grazie sempre dei tuoi bellissimi pensieri che ogni settimana ci fai compagnia. Sei molto saggio. Alla prossima pagina.
Buon pomeriggio. Non so se la strada che hai lasciato fosse o meno giusta per te, penso però che questo sentiero sul quale stai camminando ora, e cioè questo rapporto diretto che hai con chi ti segue e ti ammira per l’artista che sei, sia davvero un bellissimo sentiero perchè ci teniamo per mano, nonostante sia virtuale. condividere i propri pensieri ci rende umani e vicini. Donatella
Già nuove terre,nuovi orizzonti in questo periodo non riesco proprio a vedere.Puro pessimismo il mio.Passera’ anche questo periodo nero.Un abbraccio.
Ciao, belle e sensate parole, come sempre.Sapersi fermare signigica anche avere i piedi per terra.
Ciao Flavio,
io ti seguo dai tempi di ‘Cenerentola’….
Sei un grande!
Grazie e alla prossima.
Un pizzico di nostalgia fa bene…troppa uccide…hai fatto bene…avanti così ❤️
Mi inquieta il fatto che la mia terra ancora non so quale sia.
Oggi sono qui. Qui allora è la mia terra.
Domani sarò là e la sarà la mia terra.
La mia terra è dove sono le persone che amo.
Il mio vero limite è il tempo.
Quello che mi resta che è sicuramente meno di quello trascorso. Questo è il mio limite.
Questo l’ho scritto un tempo fa, mentre più tempo passa, più grande diventa il mio desiderio di tornare a casa, al mio Cile amato, da dove sono partita quando avevo quindici anni.
La geografia dell’anima
In questa vita di impermanenza, tutto ciò che smette di crescere o rimane immobile, prima o poi perisce.
A volte accadono eventi che ci scuotono profondamente e ci obbligano a guardarci dentro, a fermarci, a fare un bilancio di noi stessi.
Allora emergono domande difficili:
Sono felice? Mi sento realizzata? Sono soddisfatta di ciò che faccio? Ho bisogno di un cambiamento?
Qualche tempo fa ho detto a i miei figli che volevo andare a vivere in Patagonia a coltivare patate.
Lo dicevo per scherzo… ma qualcosa dentro di me lo diceva sul serio.
Quel desiderio si è radicato molto in profondità nel mio essere. Vibra dentro di me e si fa ogni giorno più presente.
Credo nei cicli e nei loro scopi. Alcuni arrivano con precisione chirurgica; altri, come sospiri del caso.
E anche se non credo nelle coincidenze, credo nelle causalità.
Credo anche in quei doni che la vita ci offre… se siamo disposti ad accoglierli.
Piccole cose in più che spesso possiedono un valore immenso.
Sento di dovermi della vita. Mi devo sogni da realizzare. Mi devo silenzi, momenti in cui essere semplicemente me stessa, senza dover essere qualcuno in particolare, senza dovermi adattare.
E credo che tornare là dove sono partita tanto tempo fa sia una di quelle cose che devo a me stessa.
Tornare alla terra che mi abita, anche se è lontana.
A quella che nomino con la voce incrinata, con il cuore trasformato in un nido di nostalgie.
Perché non appartengo a questo luogo; la mia ombra non si adatta più a queste strade.
La lingua che parlo non mi rappresenta.
Qui sopravvivo in una terra presa in prestito, dove perfino il vento pronuncia il mio nome con un accento che non riconosco.
Nella mia terra batte ancora la mia infanzia, tra le foglie dell’autunno che amo,
tra le colline, la cordigliera e il mare profondo e profumato.
C’è una rabbia antica che devo affrontare e liberare.
A volte sento che il futuro mi abbia lasciata senza passato.
E ora sono come un ponte spezzato: né di là, né di qua.
Un’esiliata del tempo. L’abitante di una parentesi.
Che i miei amori mi perdonino, ma credo sia arrivato il momento di tornare.
Non per romanticismo o semplice malinconia.
Voglio tornare perché anche l’anima ha una geografia.
Torno perché la nostalgia è diventata corpo,
e non posso più sostenerla senza spezzarmi.
Anche l’anima ha una geografia…Bello!
Ciao Flavio…. Sarò ripetitiva ma leggere la tua pagina mi aiuta a ritrovarmi. Grazie mille e alla prossima. Cecilia
L’importante e la consapevolezza di sé, a tutte le età. Ma mano a mano che proseguiamo nella nostra vita, sarà sempre più importante.
Alla prossima.
E’ bello conoscere ed esplorare ma è bellissimo tornare nel nostro posto. Non si rinuncia alla propria libertà apprezzando ciò che si ha e ci fa stare bene!
Grazie Flavio di condividere i tuoi pensieri 💝
Grande
Questa,sensazione e nostalgia positiva
diventera piu forte crescendo
Casa è stabilità
🧡
Grazie, questo è lo scritto per me, tra tutti quelli che ha pubblicato qui, più al passo con i tempi che viviamo,vero,delicato,malinconico ma nn triste anzi….infine forte,ancora grazie.
Ciao Flavio a volte si deve tornare a casa,un po’ come Ulisse,che dopo le varie peregrinazioni è tornato a Itaca.Buona giornata
Nn sono nostalgica ma a volte è grande il desiderio di pensare vorrei tornare indietro la mia è una grande età ma a volte temo di perdermi negli stimoli sopiti e vorrei tanto come scrivi tu ritornare un po a casa ciao Flavio alla prossima lettura
Viviamo in una società che ci obbliga alla performance quotidiana e a superare i limiti. Ci sentiamo obbligati a controllare tutto, eppure la vita è qualcosa che sfugge alle analisi perfette. La vita è come una caccia al tesoro, ma non abbiamo la mappa. L’ imprevedibilità dell’ esistenza, e la conoscenza dei propri limiti, è tra le pagine di un romanzo di John Steinbeck. John Ernst Steinbeck Jr. tra i più importanti e prolifici scrittori statunitensi del XX secolo, esponente della “Generazione perduta”. Il suo è un romanzo “profetico”, che prende il titolo dal discorso tenuto da San Paolo nell’Areopago di Atene, “Al Dio sconosciuto” pubblicato nel 1935 e tradotto da Eugenio Montale nel 1946. Il romanzo racconta la storia di Joseph Wayne che, lasciata la fattoria in Vermont, si trasferisce insieme ai fratelli in California.
Tante prove da superare, però, si susseguono nella “terra promessa” : una serie di eventi drammatici si susseguono, persino la perdita di sua moglie. Per quanto si sforzi di controllare ogni cosa nella sua vita, il protagonista si accorge che possiede dei limiti davanti all’ ignoto, alle incognite. Anche nella fiction The Same Sky (Der gleiche Himmel), miniserie televisiva tedesca del 2017 diretta da Oliver Hirschbiegel e ambientata nella Germania della Guerra Fredda, al protagonista Lars (Tom Schilling interpreta Lars Weber) viene insegnato, dai servizi segreti, a controllare tutto, a manipolare per ottenere informazioni e a tenere a bada le proprie emozioni. Lui scopre i propri limiti quando si accorge che riesce a provare sentimenti per una che, semplicemente, doveva essere soltanto una risorsa da sfruttare. Conoscere i propri limiti è una fortuna, perché ci tiene ancorati al presente, anche soprattutto dopo aver già raggiunto vari obiettivi nella vita.
Ciao Flavio mi sono imbatuta nei tuoi scritti per caso, e come tutte le cose che capitano per caso sono forse le più belle
Nn e soltanto piacevole ascoltarti ascoltare ciò che racconti ma credimi forse te lho hanno già detto mi rivedo in ciò che dici anzi sembri la versione maschile di me grz mille grz
Buongiorno Flavio. Un po’ di nostalgia non guasta, e’ come fare dei piccoli subtotali per rendersi conto di ciò che si è fatto e fare il punto. Mi sembra un po’ strano che tu possa avere questi pensieri alla tua età. Io ne ho 64 e l’entusiasmo per la mia arte si è un po’ calmato, forse è solo diventato più denso più pacato. Questo non vuol dire che non c’è. L’introspezione però resta sempre la nostra bussola onesta. Buona vita e alla prossima lettura
Grazie per queste riflessioni. Ho qualche annetto più di te, mi sento di condividere ciò che dici : ” Tornare a casa” per non disperdersi nella confusione degli stimoli che non ci suscitano niente. Ritrovare ogni giorno il proprio centro da cui guardare il mondo e agire. Buona giornata
Il mio pensiero vale poco ma da quando ti ho “incontrato” ho riconosciuto in te una persona speciale e vera.
In primis L’anello di Saturno, che ho “divorato” e non solo per la storia che hai raccontato ma per la “leggerezza” della tua scrittura che mi ha entusiasmato. Italiano perfetto, scorrevole e talmente coinvolgente che faticavo a staccarmi dallebrue pagine.
Mi è capitato poche volte pur avendo letto molti libri.
Non voglio incensarti ma, credimi non pensavo esistessero persone come te.
Completo, introspettivo, sincero, eclettico.
Ti sei messo a nudo con noi e ti sei rivelato in modo meraviglioso.
Finisco non mi è possibile, per ora, dilungarmi troppo.
Grazie di esistere caro Flavio.
Grazie mille Ombretta, davvero
Ciao Flavio e grazie. Condivido in pieno la tua visione della maturità. Oggi, alla soglia dei miei 61 anni passati, anche io ho rivalutato la vita con una prospettiva diversa. La guido senza più di spingere sul pedale del gas ma calcolando bene i tempi di frenata. Non me la prendo più per ciò che non riesco a fare o non ho fatto ma cerco di godere appieno di ciò che ho.
Bentornato a casa Flavio!| Una delle tue più grandi doti è la onestà intellettuale. Riconoscere chi sei e cosa ti fa stare bene è un segno di maturità. C’è un concetto tipico della Grecia classica che mi ha sempre affascinata e che è uno dei più importanti della mentalità dei Greci . E’ il concetto di limite , o se si preferisce di “giusta misura”, e che questo concetto era così importante è provato , oltretutto, dal fatto che sull’antico tempio di Delfi era scritto a caratteri cubitali “nulla di troppo “.
Cloto è un prodotto unico ,innovativo che ha assorbito tutte le tue energie , ma ha rischiato tra analisi di mercato , strategie di vendita e assistenza di farti perdere il tuo focus : la scrittura , la recitazione, la tua libertà creativa e personale
Mi ritrovo molto nelle tue parole, sono abbastanza più grande di te, ma sono andata avanti, senza consolidarmi, per molto più tempo. Ora sono stanca, temo che quel passo ulteriore non riuscirò a farlo, per tornare in me, ho paura di rimanere incastrata nella nostalgia. Mi puoi dare un consiglio? Grazie
Mariantonietta
Buongiorno Flavio, concordo pienamente io di limiti ne ho tanti ma dopo averli accettati ho vissuto e vivo più serenamente la mia vita. Buona giornata alla prossima pagina che come ogni lunedì aspetto volentieri ciao!
Ciao Flavio. Credo tu abbia raggiunto la consapevolezza. Fase determinante per l’acquisizione della stabilità, che non è immobilità, ottusa impermeabilità agli stimoli, ma lucida comprensione del se con cui si cessa la sterile e spossante lotta. Attore, scrittore e in ambo i casi creatore. Ecco ciò che sei. Quando l’irrequieto cavallo indomito che scalcia dentro di noi tornerà a nitrire, questa stabilità sarà messa alla prova. Forse scoprirai che essa è sufficiente per condurlo docile al passo… Un salutone
Conoscere se stessi e i propri limiti aiuta a vivere una vita più serena
Concordo in pieno! Riconoscere i propri limiti non è limitazione ma consapevolezza e quindi, crescita. Apprezzare il passato non è nostalgia ma base per il futuro!
Sei una persona eccezionale! Complimenti Flavio! Ti ammiro molto. Buona giornata
È così. A una determinata età. La vita che convoca quando smette di guidare e inizia a camminare accanto, fiera di vederci vivere con quello che siamo diventati .
Grazie per questo pensiero, sento qualcosa del genere anche io e sapere che non sono sola mi rincuora🌷