Che cosa significa recitare? Cosa vuol dire fare l’attore?
Come molte cose nella vita, ciò che emerge nel mondo manifesto non è che la punta dell’iceberg. Oggi voglio tuffarmi con voi in quello che significa davvero recitare.
Posso cominciare con quello che non è.
Prima, però, permettetemi una premessa: ogni strada è unica, e non esistono metodi definitivi, vie corrette e sbagliate. Esiste la vita, nella sua casualità, esistono le coincidenze, la fortuna, la resilienza.
L’unica cosa che posso fare è condividere il mio percorso e pensare a quello che vuol dire. E forse anche lasciarmi andare al pensiero di cosa significhi scegliere la recitazione ai tempi dell’Intelligenza Artificiale.
Recitare non è il glamour. Le luci della ribalta sono uno specchietto per le allodole, un dono che pochi, pochissimi, hanno la fortuna di attraversare.
La moltitudine di artisti che compone la costellazione attoriale italiana è fatta da uomini e donne appassionati di una singola cosa: recitare.
Ma cos’è esattamente questa fantomatica arte performativa?
È difficile definirla. La prova è che persino programmi popolari come «Amici di Maria De Filippi» hanno deciso di abbandonare la strada della recitazione, favorendo l’immediatezza del ballo o del canto.
Già, perché la recitazione non è immediata. È un po’ come il violino: arriva piano piano. All’inizio si stona, si dà fastidio, si è “sbagliati”.
E poi si comincia a trovare una chiave, un segno, un modo di fare che convince e che, nel migliore dei casi, emoziona. Ci emoziona. Ed emoziona gli altri.
E qui si entra nella professione.
Spesso si comincia a recitare per la prima volta per emozionarci. L’approccio all’arte è, nella maggior parte dei casi, un approccio – se possiamo definirlo così – egoistico.
Ci piace emozionarci, vivere qualcosa, piangere, ridere, spaventarci, crederci.
Questa è la bellezza dell’arte. La sua vera manifestazione. La sua potenza curativa.
L’arte cura perché ci permette di emozionarci facendola. Ma non tutti hanno questo privilegio, che richiede un tempo che molti non hanno la fortuna di avere.
E così, ci sono gli artisti “professionisti”, il cui dovere non è più solo quello di emozionarsi, ma di emozionare…
E qui entrano in gioco dinamiche complesse, fatte di sapiente tecnica, conoscenza di sé, assorbimento degli altri.
Recitare diventa allora non più solo un gioco, ma un lavoro. Con tutti i rischi che porta affrontare il mestiere.
I soldi, l’affitto, la precarietà possono portare a scelte controverse, difficili.
Nella mia carriera ne ho fatte alcune, ma, per la maggior parte dei casi, ho semplicemente accettato quello che la vita mi offriva, con un solo pensiero: fare al meglio, divertirmi e vivere il momento.
Negli anni ho imparato sempre di più a cercare la recitazione non nell’atto di volontà, ma in quello di libertà, di affrancamento dalla volontà.
Ho avuto un simpatico scambio con Alessandro Tersigni, attore con cui ho fatto per alcuni anni «Il paradiso delle signore», mentre eravamo al trucco.
Parlavamo del fatto che a scuola, da piccoli, non ci piaceva imparare le poesie a memoria, eppure avevamo fatto entrambi la scelta di fare della memoria il nostro lavoro.
Vedi la vita, a volte, che ironia.
Insomma, recitare è imparare a memoria. Ma poi dimenticare di avere la memoria.
È il gioco del gatto e del topo, dell’«impara l’arte e mettila da parte».
Le rotaie ci sono, ma si fa finta che non ci siano.
Si gioca a far finta.
Eppure, le emozioni sono vere, tangibili. La magia della sospensione.
E poi recitare vuol dire fare provini, essere giudicati costantemente dagli altri, dai casting director, dai registi, dal pubblico.
È un mestiere romantico, in cui la distanza tra opera d’arte e artista è minima, quasi invisibile.
L’attore scolpisce l’anima. La sua. E quindi ogni ferita impressa sul personaggio è una ferita che sente personale.
E poi, recitare è aspettare.
Aspettare la risposta.
Aspettare che siano tutti pronti.
Aspettare che il film esca.
«Io sono pagato per aspettare. Recitare è gratis».
L’attesa può essere logorante per chi non ha costruito un solido castello nel quale vivere.
Io, per esempio, fuggo con la scrittura di libri, con questo diario, con progetti fantascientifici. Fuggo da quell’attesa che mi logora, ma che è parte della mia vita, e l’accetto.
Concludo con l’Intelligenza Artificiale, perché penso che pochi l’abbiano affrontata per quanto riguarda la recitazione.
L’IA sostituirà la recitazione in molti casi. Pubblicità, ma anche film, serie, tutto ciò che si può digitalizzare.
È una questione di tempo: il controllo e la possibilità di riprodurre ciò che si desidera (anche emozioni umane) su schermo sono diventati qualcosa di facile da fare. Ed efficace.
Quindi succederà.
Coloro che più di tutti pagheranno lo scotto sono i giovani, che dovranno confrontarsi con la produzione di attori digitali, a basso costo, efficaci il giusto, inarrestabili.
Il terreno dove la libertà non verrà intaccata sarà quello del live: il teatro, per esempio.
Ci aspetta un mondo diverso, trasformativo, in cui l’arte diventerà centrale nell’educazione umana.
In un mondo dove la conoscenza e l’intelligenza diventano utenze come l’elettricità, il lavoro scompare, e ciò che rimane è la ricerca di un senso, di una motivazione.
E nulla è più potente dell’arte per darla.
Io continuerò a cercare i sensi.
Sia nei personaggi che incarno che in quelli che scrivo.
Sono fermamente convinto che le storie, se personali – cioè profondamente ancorate alle nostre paure e ai nostri desideri, continueranno a essere il motore della nostra coesione, della catarsi, della nostra umana natura.
Alla prossima pagina.
Complimenti Flavio, ascoltarti e’ un vero piacere, la recitazione e il modo per mettersi alla prova piu’ che un lavoro se lo fai con amore e passione diventa parte integrante della vita sapere che per interpretare determinati ruoli c’e’ bisogno di studiare conoscere la personalita’ deli personaggi perche’ lo spettatore ne resti colpito,affascinato e seguire le varie serie o anche se il lavoro si esaurisce in poche puntate sai sempre prima che cosa succede e quindi puoi scegliere di guardare oppure no, senza mai dimenticare che l’esito finale e’ il risultsto di impegno lavoro di tanti componenti uns produzione e se si fa tutto in sinergia con tutti diventa una squadra ed e’ grazie all’apporto di tutti che si decreta la riuscita o no di un progetto. E quamdo succede e’ semplicemente straordinario.
Bello, mi piaci, bravo
Grazie
Grazie davvero…è molto bello. E lei è un ottimo attore.
La sera dopo un giorno faticoso, la cosa più bella è farsi la doccia mettersi a letto ed ascoltarti con quella dolcezza e maestria che solo tu sai fare “mi sento una bambina 👧 che asolta le fiabe” …e così tra un racconto ed le mie preghiere mi sento appagata pronta ad andare incontro hai sogni….sono una che sogna sempre, dormire è sognare l’ho faccio sempre volentieri ..grazie sempre caro Flavio l’ho SPIRITO SANTO SCENDA SEMPRE SU DI TE È FAMIGLIA.
Ma che bello. Grazie mille
Grande Flavio,ascoltarti è un piacere ,anche perché ti seguo come attore e questa pagina è favolosa.
L’attore recita fedelmente il copione che gli è stato assegnato e si immedesima nel personaggio.
Il pubblico recepisce ciò che è in grado di percepire in relazione alla propria sensibilità e alle emozioni che l’attore ha saputo suscitare.
L’insegnante espone la sua lezione, frutto di una performance che è sua, preparata o improvvisata. L’utente ascolta, poi si apre un dibattito sui punti oscuri.
L’ avvocato declama la sua arringa, frutto di un lavoro impegnativo e di ricerca. E non si tratta di monologhi brevi o frammentari ma di disquisizioni soggette al giudizio di chi emetterà una sentenza.
Siamo tutti sul banco di prova.
La buona riuscita della performance dipende dalla passione con cui ciascuno interpreta o esercita il suo ruolo.
Per me l’IA è già fin troppo presente. È un po’ come l’autotune dei cantanti. La riconosci immediatamente dal suono di fondo metallico e piatto, senza sentimento, appunto.
Ti volevo ringraziare per aver messo anche l’ascolto per i tuoi scritti. Per una serie di ragioni, ultimamente faccio fatica a capire leggendo, l’audio è perfetto. Oltretutto hai un tono molto rilassante. Grazie!
Mi sono iscritta da dieci minuti al tuo diario e già’ ne sono entusiasta….Sentire la tua voce così vicina,come se parlasse solo a me, mi ha emozionato ! Sono sicura,che per me, seguirti sarà un grandissimo piacere,leggere i tuoi testi profondi,mi arricchirà sicuramente. A presto.
Bellissima voce molto rilassante
Grazie
Mi fece impressione sentire un regista di Cinema, di cui non ricordo il nome, criticare il doppiaggio perché non riusciva a sentire il “respiro” dell’attore. E intanto mi auguro che chi fa questo mestiere continui su questa linea. Il mio timore è la nostra assuefazione alla copia, l’asfalto IA, l’azzeramento dell’emozione, non distinguere più la copia dall’originale e l’incomprensione dell’ Arte della recitazione. A noi: non lasciamoci asfaltare. A te: un grande in bocca al lupo Flavio, ti meriti tanto ! 🍀
Con gioia ho ascoltato e letto
Bellissima voce, importante testo
Seguirò con attenzione, grazie!
Adoro questo appuntamento con te…. Ascoltarti mi rilassa tu sei nato per fare l’attore 😘alla prossima
Mi piace quello.che espone. Ed è come entrare è capire di più.Grazie
Buongiorno Flavio, le sue riflessioni sono sempre profonde, filosofiche. Ritengo che recitare sia una delle arti più difficili, fatta per pochi . Tecniche a parte , bisogna nascere con l’ anima dell’ attore e questo il pubblico lo nota e lo sente .
Va bene! Ci vediamo alla prossima pagina.
È proprio vero,oggi è tutto immediato, veloce…..questo ha fatto si che venisse meno quell’ emozione che ti regala l’attesa ,il sacrificio ,il graduale raggiungimento di un traguardo….. insomma oggi viene sempre meno la gavetta… facendo si che si acquisisca una sicurezza prodotta solo da una sicurezza personale.
È sempre bello ascoltarti.
Alla prossima Flavio
Interessante
Ciao Flavio ti ho sempre seguito nel tuo percorso di attore ti sei sempre calato nei panni dei ruoli che interpretavi da dare sempre l idea che nn era un recitare ma ti coinvolgeva oggi ti leggo con piacere alla prossima
Grande attore, molto espressivo. Nel Paradiso delle Signore sei riuscito a suscitare odio, tenerezza, compassione… Un ruolo complicato.
Ascoltare dalla tua voce una pagina del tuo diario è molto gradevole. Mi hai incuriosito anche come scrittore.
Complimenti e a presto.
Io sono del parere che l’attore non finga al contrario, le emozioni sono vere e non importa quanto si è giudicati da registi, casting e quant’altro.
Ho un dubbio su AI, non sono sicura che riuscirà a riprodurre, non tanto ciò che si desidera, quanto l’efficacia.
Sono d’accordo sul fatto che il nostro vissuto personale sia motore per coesione e catarsi.
Grazie per tutto ciò che scrivi, per me sono momenti di riflessione.
Ciao Flavio.. sono molto emozionata nello scriverti talmente che mi sembra irreale e fantasioso.
Primissima volta per me che mi avvicino così ad un personaggio noto e dai molteplici ruoli quali tu hai e tutto ciò mi imbarazza positivamente.
Devo mettere insieme i pensieri per poter affrontare q. sta esperienza che ha un che di molto molto speciale per me.
Il teatro mi ha sempre affascinato in qualche modo ed il tuo ruolo in Tancredi è stato unico ed irripetibile.
Ora sono al lavoro, ma anche a casa tendo ad essere molto nottambula. Mi sono impigrita a leggere negli ultimi anni, con mio enorme rammarico e non ne vado affatto fiera, ma ascoltarti ed avvicinarmi alla tua opportunità ora mi ha incuriosita particolarmente e poi che dire della tua voce che non sia stato ancora detto..
Per chi adora i gatti come me mi riporti un po al loro modus di essere. Sinuoso ed affascinante, attento ai particolari, acuto..
Ti ringrazio per q. sta opportunità, unica ed originale da cui mi sento già piuttosto attratta.
A presto, ciao Flavio e complimenti dal cuore.
Luisa
Grazie Flavio per queste belle e profonde riflessioni.Viva l’arte quella vera.
Grazie
Essere attore è mettersi in gioco come persona e come professionista. Uno spettatore percepisce se chi recita mette la mente ed il cuore e quindi emoziona e mette in moto sensazioni positive,negative oppure ha imparato una parte senza “anima”.
L’IA non potrà mai sopperire l’attore
Discorso molto profondo e ottimista nei confronti dell’ impatto dell intelligenza articiale nello specifico del mestiere di attore…sarà così?
Mi sono sempre chiesta come fate voi attori a ricordare tutte le battute… C’è una tecnica per imparare un copione a memoria?
Ciao Flavio…
Mi dispiacerà non vedere Tancredi di Sant’Erasmo al PDS…
A me è sempre piaciuto recitare, quando insegnavo avevo creato un laboratorio teatrale e il gruppo dei ragazzi era numeroso, perché avevano notato che lo facevo con amore ed ero riuscita a farli appassionare Recitare era tutto il mio mondo e riuscivo a trasmettere agli altri tanta emozione . I ragazzi, così,si sono accorti di possedere capacità nascoste e di saper leggere nella propria anima
Recitare,un’arte che viene usata per convincere l’ascoltatore, soprattutto dai politici
Un’arte offuscata e confusa ai tempi attuali.
Quella è la retorica. La recitazione è l’incarnazione del poeta che ha scritto. È arte, esente da politica, esente addirittura dal senso. Animale, emotiva, primordiale.
Grazie
Caro Flavio,
è il primo podcast tuo che ascolto e penso che nessuna AI pitta mai sostituire l’emoIone di uno spettacolo teatrale vero, fatto da chi ti fa arrivare le emozioni reali. Grazie di questa oasi che ci regali.
bellissima lettura anche io avrei voluto fare l’attrice amo i film il cinema ,grazie alle tue parole so quanto è importante soprattutto la memoria per questo mestiere. Amo anche il paradiso delle signore mai persa una puntata, i libri del paradiso per quanto amo la lettura il mio personaggio preferito e la Contessa, e rosa grazie a questa soap ho scoperto molti personaggi di quell’epoca favolosa anni 50 e 60.Grazie ancora
Ciao Flavio, scusa il ritardo per risponderti, ho apprezzato molto la tua pagina del diario, tu sei stato e lo sei ancora un grande attore di recitazione, e interprete di vari personaggi, ma non condivido assolutamente la recitazione con intelligenza artificiale che permettono di creare voci sintetiche o generare interpretazioni audio e far recitare dialoghi. Non ritengo che un bravo attore come te ne abbia bisogno. Cmq ti ringrazio sempre per questi tuoi preziosi commenti. Alla prossima pagina. Buona serata
You are an excellent actor!!💙🫶🫂👏💯
Anche io odiavo studiare a memoria le poesie,poi da anni faccio teatro amatoriale.
È impossibile per me farlo come professione.
Ma è una bella passione.
Ciao Flavio, sono sincera nel dirti che mi mancherà il personaggio di Tancredi nel PDS nella prossima stagione. È un personaggio tramite cui mi hai emozionato, fatto riflettere, ridere e quella scena ultima tra te e Vittorio Conti ( Alessandro Tersigni) in cui c’è quel vostro ultimo confronto con quello sparo a vuoto… beh mi ha fatto sussultare il cuore e riflettere moltissimo su molteplici tematiche. Quella scena forse valeva una stagione intera per la sua intensità. Tancredi è stato un personaggio non facile ma attualissimo come del resto quello di Vittorio Conti , molto spesso ho pensato che fossero due facce della stessa medaglia con reazioni al vissuto diverse tutte e due in qualche modo redenti dai loro sbagli ma vincitori alla fine. Il coraggio di Tancredi di farsi operare per tornare alla vita pensando a Rosa tramite alla quale era tornato a vivere, uscendo dal passato e dalla paura. Mi piacerebbe che tu scrivessi un libro su di lui anche se so che la cosa è difficile ma secondo me c’è tanto su quel personaggio che si ha da dire nel suo passato ma anche futuro…
Però mi piace leggere e ascoltare anche il tuo diario ogni settimana è una di quelle piccole cose che mi fanno stare bene , mi nutrono l’ anima.
Così come anche le tue poesie.
Continua con la tua arte e grazie.
Per quanto riguarda l’ Ia si la penso come te vedremo come si evolverà questo tutto… però il teatro rimane sempre.
Come diceva Eduardo De Filippo la realtà è un grande palcoscenico in cui ognuno interpreta una parte , teniamoci strette le nostre identità quelle vanno preservate dall’ Ia e sono quelle che attraverso l’ anima danno forma ai personaggi così a istinto mi viene da pensare. Ti continuerò a leggere e seguire i tuoi lavori con emozione, grazie . Un saluto Flavio
L’intelligenza artificiale aiuta e non aiuta . Io trovo bello io fatti che un attore o attrice ci mette l’anima nella recitazione e e nella persona che interpreta…. Arriveremo a dimenticare tutto purtroppo. Un abbraccio
È meraviglioso ascoltarti, sia per i contenuti che per la tua voce ipnotica. Complimenti
La mia convinzione era che la tecnologia fosse un grande aiuto per l’uomo, che tuttavia rimaneva il protagonista assoluto del suo mondo. L’AI ha ribaltato completamente ruoli e prospettive e non sono certa che questo sia un “aiuto”. È concorrenza sleale.
Buona settimana
Ciao Flavio, buon lunedì, che ormai volge al termine. Sono piuttosto d’accordo con un altro commento, dove si dice che l’IA non potrà mai sostituire appieno l’ANIMA dell’attore. E mi rattrista sapere che nel futuro, non so quanto prossimo, tutto ciò avverrà. Spero tanto che la QUALITÀ della recitazione umana, come nel canto ecc. farà la differenza. Buona settimana.
Grazie. Sono figlia d’arte di quinta generazione. Ho insegnato recitazione per tanti anni a tanti ragazzi. Leggere le tue parole è stato vedere il mio pensiero nero su bianco. Credo di aver imparato a recitare già ciucciandola insieme al latte di mia madre, Anna De Velo, grande artista, insegnante e regista. Grazie ancora
Spiace che questa IA sostituira’ la recitazione.
E’ un togliere le emozioni anche se vengono riprodotto identiche .
Questa cosa mi rattrista.
Saro’ antiquata ma vuoi mettere una bella recitazione dove l’attore trasmette una profonda empatia connlo spettatore. L’IA non riuscira’ mai
Ciao Flavio. Grazie per questo tuo bellissimo commento
Buon pomeriggio Flavio. È sempre bello ascoltarti e
leggere le pagine del tuo diario .Sei molto abile , seducente, elegante e capace nel trasmettere e condividere le tue emozioni profonde attraverso la recitazione.Per quanto riguarda l’AI ,secondo il mio modesto parere,non può mai sostituire l’intelligenza umana, ricca di esperienze personali, pensieri intuitivi , situazioni e di comprendere e sentire emozioni proprie e altrui .Un abbraccio e buona serata. Alla prossima
Ciao Flavio..molto interessante l’argomento di questa settimana, sulla recitazione e la professione dell’attore con tutti i risvolti e le sfaccettature che solo chi e’ del mestiere come te conosce…e sull’IA non credo che possa interpretare emozioni e sentimenti, che appartengono all essere umano..puo’ emulare ma non e’ la stessa cosa. Alla prossima pagina!
Mi ritrovo in molto di quello che hai scritto. Ho recitato, da giovane, per gioco. Mi è piaciuto, molto, ho anche sofferto e pianto per la fatica di imparare quello che il regista mi suggeriva. Il teatro mi manca, la recitazione è uno spazio di libertà difficile da definire ma tu lo hai fatto magistralmente, grazie!
I believe it too! For trying to understand an actors choices, or maybe even feeling them is infinitely more enriching than watching AI’s “dominos” fall. And you are really an actor that gives us so many moments -a generous player 🙂
Interessante capire le motivazioni di questa scelta .Bravissimo nelle tue interpretazioni
Grazie, spieghi in modo stupendo
Ciao Flavio! In tv hanno trasmesso un filmato che mi ha lasciato a bocca aperta. Una scena di C’era una volta in America. Solo che vedevi tutto il contorno del set. De Niro entra nello studio del fantomatico senatore che lui sospetta sia l’amico di una vita che lo ha preso in giro fingendosi morto. Entra e non lo vede ma lo fiuta, serio lo cerca con lo sguardo voltando piano gli occhi a destra e a sinistra per la stanza vuota. Solo che non è vuota, se non nella finzione. Davanti a sé Robert ha “solo” una quarantina di persone tra cui un entusiasta Mina’. Ma stanno dietro la telecamere zitti zitti pena la morte. Ma respirano, esistono. Noodles non li vede. Cerca il senatore che forse è il suo amico Max nella stanza vuota. E spera di non trovarlo lì. Come fa De Niro a rendere quello che prova il personaggio avendo davanti a sé quaranta persone? Basta un particolare per distrarsi. È la scena più importante del film. Ma lui è De Niro e gira proprio la scena che vedremo trasmessa al cinema e decine di volte in tv. Buona la prima. Guarda nel vuoto pensando quello che pensa il suo personaggio. Vede quello che vede lui. Per ora Max non è lì. Ma a secondi comparirà. Tu certo avrai affrontato e superato prove analoghe. Come si fa? È commovente. Quando l’attore sarà ridotto ad un vuoto simulacro artificiale tutto ciò lo avremo perso irrimediabilmente. Insieme ad un bel pezzo della nostra umanità. A presto, un salutone.
Mai come nelle ore passate a Teatro, mi sento essere umano in mezzo ad altri esseri umani che cercano, come me, un SENSO. E il bello è che lo si ritrova ogni volta: nell’ascolto, nel ricordo, nella partecipazione ad un rito collettivo che serve proprio a soddisfare questo BISOGNO primario…trovare un senso, una centratura. E la sensazione di averlo trovato, ti rimane addosso per giorni…poi si perde, proprio nella insensatezza della vita quotidiana. E allora? O ci si arrende o si continua cercare, testardi e indomiti…e ci si ritrova insieme in una sala buia a ripetere il rito…racconto dopo racconto…stagione dopo stagione. Viva il TEATRO! 🥰
Caio Flavio,
Un bel tema.
Come lá recittazione, il mettere fuori sentimenti e raggionamenti interno Che ci fanno sbattere mente e cuore. Veramente se facciamo uma riflessione su noi i mostro Desidério possamos scolpire una realta Che si veste bebê a noi.
Ma vi sono Dubbi e rifflezioni Che ci fanno pensarem come potrebbe essere o come si presenta per noi.
Una buona settimana
A presto.
Ciao Flavio, è difficile accettare che IA possa sostituirci in quasi tutto ma penso che la nostra creatività e il nostro essere umani no almeno lo spero.grazie per questa riflessione
Buon lunedi caro actor-scriptor!
Iniziare la settimana con la tua abituale “pagina” mi aiuta ad aprire sempre piu’ la mente a nuovi orizzonti e ad aspetti dell’arte,della scrittura,dell’artista ,dell’uomo quale sei .
Sei un’apripista su tanti fronti ed e’ piacevole ascoltarti ,non finisci mai di stupire e soprattutto stuzzichi la nostra riflessione su tutto cio’ che ci trasmetti con passione e tanta maestria.
Grazie!Semper…
Grazie perché fai con grazia ciò che fai… Mi piace il tuo modo di esprimerti… Lo fai diventare mio.
Ancora grazie
Cecilia
Ciao Flavio,
Si l’IA sta prendendo piede sempre più prepotentemente ma credo che non prenderà mai il posto delle vere emozioni che veri attori ci sanno donare ogni volta. Grazie per le tue riflessioni. Sempre un piacere leggerti. Alla prossima pagina.
È sempre bello ascoltare le tue riflessioni così interessanti.grazie!!
Ciao Flavio.
Il tuo diario mi accompagna tutti i lunedì, lo ascolto con molto piacere perché scrivi bene e molto spesso condivido anche quello che dici. Il teatro amatoriale l’ho fatto per più di 20 anni (laboratorio e teatro terapia). È vero che sempre di più ti scopri e conosci le persone sotto punti di vista che magari non ti aspetti. È un’esperienza che ti arricchisce che ti carica ed è soprattutto uno scambio continuo un imparare a stare insieme agli altri. Un caro saluto e continuerò ad ascoltarti …
Bellissimo i tuoi pensieri di oggi!
Mi sono ritrovata nelle parole che descrivono il tuo inizio quando nel lontano 1963 ho partecipato al festival d’arte drammatica a Pesaro al teatro Rossini. Sì, recitare è un atto egoistico, si recita per se stessi, per emozionarsi e vivere le vite di altri. Poi c’è chi ne fa una professione e allora subentrano le angosce e le ansie e si cerca sempre di dare il meglio di sé, di perfezionarsi. Io non ne ho fatto una professione, ho scelto altre vie, ma ti ringrazio per averci messo a parte dei tuoi pensieri scrivendo questa splendida pagina del tuo diario. Grazie!
… Grazie…alla prossima,caro Flavio 🥰👋
Ciao Flavio,
in effetti condivido con te il fatto che ‘Amici’ prima fosse molto più interessante, quando includeva la recitazione…
Carino anche il tuo aneddoto con Tersigni: non vi piaceva imparare le poesie a memoria e poi avete fatto della memoria il vostro lavoro…
Grazie per le tue riflessioni odierne.
Alla prossima.
Grazie Flavio, bellissime riflessioni.
Grazie per le riflessioni che condividi con noi, buona giornata 🍀
Ho sempre trovato affascinante la recitazione e mi sarebbe piaciuto provare almeno una volta ma non ho abbastanza memoria e ho sempre detestato imparare le poesie
La recitazione è l’anima di ogni personaggio… grazie
Fare provini, essere giudicati costantemente dagli altri è una dimensione umana insostituibile dall’ AI. Le nostre paure, i nostri desideri continueranno a essere il motore della vita, della catarsi, dell’ autenticità dell’ essere umano. Recitare è umano.
Ciao Flavio grazie di condividere le tue riflessioni sull’ arte e sul lavoro di attore, non ero a conoscenza di questi retroscena.Buona giornata
L’intelligenza artificiale è, come dici, già in uso, ma si riconosce perché uniforme, senz’anima, priva di empatia. Nulla può sostituire l’uomo, anche se proprio lui crede che ciò sia possibile.
Grazie, Flavio, per la straordinaria pagina che ci hai offerto, tra esperienza e aspirazioni!
Bellissime riflessioni espresse sempre con la grande maestria del bravo attore
Nessun attore ai potrebbe sostituire te nella tua espressività e capacità di vita un computer non sarebbe capace di sostituire te in tutto quello che fai e racconti sulle tue emozioni e riflessioni
Articolo superlativo! Grazie Flavio per queste pagine in cui si nota una profonda crescita nella tua scrittura e nella tua persona, oltre a una conoscenza intima di ciò che significa essere e non solo fare l’attore. L’AI verrà utilizzata per la recitazione ma non potrà mai sostituire anime come la tua.