Flavio Parenti
Il segreto dell’emozione

Il segreto dell’emozione

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Cosa rende memorabile un personaggio?

I personaggi, per me, sono tanto di una storia.
Non dico tutto, perché, essendo uno strutturalista di natura, credo molto nella trama, nella sua parte “meccanica”.

Ovviamente questo non toglie nulla ai cardini portanti di una buona storia: il tema, lo sviluppo, la tesi, l’antitesi, la conclusione (o morale, che dir si voglia) sono componenti fondamentali per dare tenuta alla storia. Per darle un senso.

Ma una buona storia è prima di tutto emozione. Umanità.
E tutto questo passa attraverso l’anima dei personaggi.

Nell’«Anello di Saturno» ho esplorato il mio mondo interiore, ho esposto, tramite frammenti di ricordi, esperienze personali traslate nel tempo e nei luoghi di Luca.
Piano piano, partendo dal reale, mi sono poi spostato verso le vette dell’immaginazione e, già dal secondo volume, forse anche prima, è l’immaginazione a prendere il sopravvento.

L’ancoraggio a persone reali è sicuramente un buon metodo per generare personaggi umani.
Ma non basta.
Come dice qualcuno, se la vita fosse un film, sarebbe noiosa il 99% delle volte.

L’arte è un nettare, lo sciroppo della vita.

Una buona storia, proprio come una buona macchina, non ha parti inutili.
Ogni attore, personaggio, evento è funzionale allo sviluppo, al tema, alla morale.

Ma, ripeto, vagabondare il senso è come pensare che il piacere del viaggio sia nella destinazione.
Lo sappiamo: è il viaggio stesso, la destinazione.

Questo significa che ciò che più conta è la scrittura. La prosa.
Per me, la sua fluidità, la sua facilità, la possibilità che dà, nel momento in cui viene letta, di farci dimenticare di noi stessi e tuffarci nelle anime dei personaggi che abitano la storia.

Quindi, cosa ci aiuta a entrare «nei panni di»?

Io credo il desiderio.
Ma non solo quello del personaggio, non solo.

Sono il desiderio dell’autore, del personaggio e del lettore.
È la crasi di questi tre elementi a generare l’unicità della lettura emozionante.

E torniamo alla mia teoria.
Una buona storia è una storia che cura l’anima.

Curare… cosa significa?
Significa che vi è una ferita, un danno, un trauma che impedisce ai personaggi di vivere, di essere, di splendere.

La storia è dunque un’avventura verso questa luce, verso l’affrontare il drago interiore.
Un personaggio memorabile è un personaggio che affronta la sua ombra più oscura per salvare il mondo.

E se il demone affrontato è parte della famiglia che abita tutti gli uomini (e qui torna la necessità di una cultura classica), allora vi sarà un vero legame.

Se il personaggio è animato da una paura atavica che ci tocca tutti (la gelosia, il lutto, il desiderio di rivalsa, ecc.) vederlo avanzare e (forse) superare questo demone è ciò che ci spinge a continuare a leggere.

Perché lo vogliamo superare insieme a lui.
Perché il nostro desiderio e quello del personaggio sono allineati.

Ed ecco che arriva l’autore e il suo desiderio.
Un desiderio celato, che emerge solo dopo il punto finale della storia.
Un desiderio che nessuno, né il personaggio, né il lettore, poteva immaginare.

Un desiderio di senso.
Scopriamo che la storia era una parabola.
Che era una ricetta per poter superare, o anche solo affrontare, una domanda aperta, senza soluzione, ma esistenziale.

La storia era un percorso.

E quel percorso, che dopo il punto finale hanno vissuto tutti: autore, lettore e personaggi, è un viaggio di unione.
Ed è questo che rende davvero memorabile una storia.

Alla prossima pagina.

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Commenti (17)

  1. Charlotte Schwarz Voce del diario

    I find it heartening and masterful to be given such a path. I also do – however – enjoy it when I get interrupted and not every part and character is functional to the story after all. Can we see a pattern? Can we feel it? I believe it. Well, there is function again 🙂
    I just came upon this quote and I had to think of you. „What the hands build is anchored and entrusted to the shifting soil of this earth. But the building site of the spirit is the universe, not bound by space and time.“ Greetings!

  2. Maria Grazia Spitaleri Abituè

    Non avresti potuto esprimerti meglio e con più chiarezza! Sei eccezionale! Un abbraccio empatico.

  3. Patrizia Voce del diario

    La scrittura è un viaggio e non è affatto facile metterla in un libro. Il tuo lessico, la tua cultura e la tua fantasia ti permettono di farlo. È vero, ognuno di noi ha una storia da scrivere ma pochi di noi hanno gli strumenti per farlo.

  4. Laura Aspromonte Voce del diario

    Anche per i personaggi alla cinema o della TV il vedi che lottano e speriamo che le cose vadano bene mi ricordo i primi personaggi interpretati Einstein dove eri il figlio Eduard oMichelangelo del film di Woody Allen e ora Tancredi che è cambiato ma non riesce a raggiungere la tranquillità perché aspetta Rosa indecisa e si le scelte dei protagonisti influenzano la trama o la sua evoluzione. Grazie di tanti lavori ed emozioni.

  5. Laura Aspromonte Abituè

    Davvero bello il diario del lunedì e il modo intimo confidenziale in cui ci parli del mestiere di scrivere. In attesa del Labirinto ho riletto l’anello e mi colpisce il punto in cui Luca va in ospedale e ha i dejavu della vita prima quando era ricoverato lui mentre stavolta viene a sapere che Anna sta aspettando la loro figlia e tutta quella riluttanza che Anna capisce.Grazie per il modo di scrivere e descrivere che da l’ impressione di vivere la storia con i tuoi personaggi alla prossima.Buona giornata

  6. Natalina Areddu Abituè

    Semplicemente grazie….iniziare la settimana con queste riflessioni è un grande sollievo visto che devo affrontare un lutto di un mio caro amico…

  7. Cecilia Voce del diario

    Una buona storia è una storia che cura l’anima…. Molti libri mi hanno aiutato a capire e a curare… Grazie ❤️

  8. Maretta Bracci Abituè

    Caro Flavio leggerti è sempre un emozione e spesso invece ascolto perché la tua voce è coinvolgente e molto piacevole da ascoltare

  9. Manuela Voce del diario

    Buona giornata Flavio è molto bello leggerti e ascoltarti…mi piace come riesci a spiegare i tuoi concetti le tue riflessioni le tue emozioni… grazie e buona vita.

  10. Giulia Maini Abituè

    Ciao Flavio, ho apprezzato in maniera particolare questa pagina del diario d’Artista, particolarmente intensa e coinvolgente. Hai descritto magistralmente il complesso processo creativo alla base della scrittura. In ogni personaggio costruito nelle sue varie sfaccettature emerge tutta la bellezza di una narrazione sapiente e versatile. Alla prossima

  11. RosAria Abituè

    Grazie

  12. CINZIA DELLO SPEDALE Voce del diario

    Ciao Flavio,
    vedo che sei davvero uno stakanovista… anche in vacanza, scrivi sempre il tuo blog.
    Interessanti davvero le riflessioni odierne.
    Grazie e alla prossima.

  13. Misleidy Abituè

    Buongiorno Flavio è sempre un piacere sentirti, saluti

  14. Andrea R Voce del diario

    Ciao Flavio. Trovo giuste molte delle tue osservazioni. E le condivido. Di fondo, però, sono le regole generali a non convincermi. Proprio perché chi ipotizza delle regole generali, fa proiezioni, studia metodi, analizza e trova un sistema, alla fine, lo sento, lascia magari fuori l’individuo, il se’ di se’stesso come e quello dei suoi personaggi. Si finisce per standardizzare, formare autori preparati ma simili. Noiosi. E se i miei personaggi si rifiutassero di crescere, di aderire al percorso formativo? Lo fanno, sai… Se la storia non avesse una morale ma fosse solo la foto di un carattere, se descrivesse solo, senza giudizio, scopo, target. Senza pretendere che i personaggi debbano piacere o dispiacere?La trama è la vita che nessuno sa come andrà, che più la programmi più fa di testa sua. Puoi andare dritto ma, improvvisamente, scartare senza senso di lato e scoprire che e’ qui che le cose si fanno interessanti… Ciao e grazie.

  15. Cristiana Andolfi Voce del diario

    Buongiorno Flavio, inevitabilmente, in una storia che ci ha appassionato molto il desiderio del lettore e del protagonista è stato lo stesso : durante la lettura de ‘L’ Anello di Saturno’ desideravo che Luca raggiungesse la felicità e i suoi obiettivi. Sì : autore, lettore e personaggi si allineano. In una bella storia emerge, prima di tutto, emozione e umanità. Se i protagonisti hanno, come dici tu, una ferita, un danno, un trauma che impedisce ai personaggi di vivere, di essere, di splendere, chi legge desidera che i protagonisti guariscano e non soffrano più. E, sono d’ accordo, è come se il protagonista stesso scrivesse, inevitabilmente, le ultime battute. (nella celebre saga “Divergent”, trilogia della scrittrice Veronica Roth, il terzo e conclusivo romanzo ha come finale la morte della protagonista. Le vicende affrontate hanno in qualche modo cambiato la protagonista e, anche se le critiche sono state tante, si comprende che
    non è stata la scrittrice a scegliere, ma piuttosto la protagonista : ha scritto il suo finale. Nel romanzo “Fabian. Storia di un moralista”, che ha come protagonista Jakob Fabian, è il protagonista stesso che va verso una conclusione tragica ma compresa e accettata anche dai lettori, perché è parte necessaria del “viaggio” del protagonista. Jakob Fabian è un moralista, in un mondo che ha perso la morale, un uomo comune che cerca di mantenere la sua integrità mentre la società si sgretola. Ne è stato tratto un toccante film “Fabian – Going to the Dogs”, titolo originale tedesco Fabian oder Der Gang vor die Hunde ). Grazie per questa bellissima pagina del tuo Diario che ci spinge, ancor di più, a capire, nel suo insieme, ogni personaggio che tu crei, e tutte le sue avventure, le sue gioie e le sue ferite : più amo il personaggio più desidero per lui “una cura”.

  16. Donatella bonaccini Abituè

    Buongiorno Flavio, e’ bello iniziare la settimana con le tue riflessioni.
    Quando leggo, di solito, mi immergo talmente nella storia e mi affeziono ai personaggi che quando finisco il libro mi dispiace abbandonarli.

  17. Teresa di Giambattista Abituè

    Grazie

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