Mi sono rimesso a scrivere l’ultimo volume de Il labirinto della speranza. Quinto e ultimo.
Lo sto facendo con Cloto, che è diventato, nella sua versione «personale» (quindi non disponibile al pubblico), uno strumento che mi accompagna nel culmine della storia.
L’ultimo volume è sempre una piccola sfida, perché deve chiudere i nodi aperti continuando l’approfondimento della storia.
Mi ero promesso di far diventare l’ultimo volume il luogo della scoperta di Erik, il protagonista, e così è. Lo scopro anch’io e, devo ammetterlo, non mi aspettavo di scendere così tanto nell’oscurità del suo animo.
Questo volume, ma questa saga in generale, porta con sé una visione molto più dura della realtà e di tutte quelle gabbie dorate nelle quali ci chiudiamo. L’amore, il sesso, la fede, la speranza. La serie è un groviglio di animi che si incasinano sempre di più.
Parlando con Antonella della struttura della serie, è come se fosse un ciclo che si ripete a ogni volume, ma con maggiore profondità, maggior pienezza e maggior durezza.
Questa trasformazione narrativa rispecchia in un certo modo me stesso, la mia maturazione letteraria. Sento che mi sto spostando verso un registro più crudo, più diretto, meno elegiaco (L’Anello di Saturno ne era l’apoteosi) e ora mi muovo in una narrazione diretta, intensa, al presente, e senza pietà.
Il mio sogno è sempre stato quello di riuscire a dare forza alla storia, non alla prosa, non ai personaggi, ma alla storia, al tema, alla profondità etico-morale degli avvenimenti.
E quindi ogni elemento che compone la costellazione narrativa (personaggi, luoghi, oggetti, macro-eventi e dettagli) deve essere al servizio di quel faro che mi guida dalla prima parola di questa serie.
Che cos’è la speranza? Fino a dove è capace di portarci?
E se la disperazione non fosse che l’inizio? Il vero inizio?
La tabula rasa sopra la quale trovare la libertà?
Sono tematiche dure, come dicevo, che hanno trovato nella mitologia del labirinto, nel linguaggio onirico, nel paranormale, una casa naturale.
Confesso di essermi anche tuffato nell’erotismo, lo desideravo. Mai volgare, ovviamente, ma sfaccettato da luci e ombre.
Una favola oscura, così densa che faccio fatica a ricordarmi tutto ciò che ho scritto.
A volte mi capita di tornare indietro per dire: «Ma come succedeva questa cosa?».
Cinque volumi sono tanti, e questa volta saranno tutti pronti all’uscita.
Farò così: uscite veloci, a due settimane l’una dall’altra, e già tutti disponibili per il pre-ordine. Perché è vero che è una serie, ma è anche un’unica grande storia, che sarà apprezzata ancora di più nella lettura «binge», come la chiamano. Tutta di fila.
Ho finito la struttura e scritto il primo atto. Mi mancano quattro atti (non gatti), e poi passerò alla fatidica seconda stesura, che sarà soprattutto un grosso lavoro di coerenza, poiché nell’esplorare la storia l’ho scoperta e cambiata.
E chi all’inizio non si conosceva, si è poi scoperto essere amico d’infanzia. Il casino della scrittura che va in scoperta è questo: tornare indietro a mettere a posto il caos prodotto.
Ma quanto è bello. Bellissimo.
Alla prossima pagina.
Niente da commentare, solo prendere atto delle tue parole, attendere l’uscita della serie (quando ce lo comunicherai) e augurarti buon lavoro. Un abbraccio.
E quando tutto questo ci sarà aprirai gli ordini?complimenti e buon lavoro alla prossima
Wow! Che notizia questa dei cinque volumi tutti pronti all’uscita! Hai già un’idea approssimativa di quando potremmo ordinarli? Grazie per il tuo lavoro e buona prosecuzione.