Quanto c’è di me in ciò che faccio?
Romantico nel senso più stretto del termine, non faccio alcuna distinzione tra ciò che faccio e ciò che sono. Dell'arte faccio la mia espressione e, seppur con difficoltà, affronto le critiche. Degli italiani noto che prendiamo le cose sul personale. È così che scopro quel lato nascosto di me, che emerge attraverso le mie opere, come quando girai Cenerentola dopo la morte di mio nonno.