La paura del vuoto.
Della pagina bianca.
Della scena muta.
Della tela immacolata.
Il vuoto, cos’è? È assenza. L’assenza di tutto. Quindi, il niente. Ma il niente non esiste. La parola stessa è già qualcosa: un pensiero, un’idea, un nulla.
Eppure il vuoto siderale che si trova sotto questa piattaforma su cui camminiamo c’è, si percepisce.
Io lo sento. E so anche che a volte, pur senza volerlo, cercando di non pensarci, di cancellarlo, di illudermi che i miei piedi siano piantati su una base stabile e solida, mi inebrio di un’illusione di controllo. Riempio il vuoto perché è l’unico modo che conosco per scacciarlo via.
Ma forse il vuoto non è così male. È una necessità, quella di assentarsi, di svuotare la realtà, per l’artista.
Come insegna Eraclito, è solo attraverso la sensazione di pienezza che possiamo concepire il vuoto, e viceversa. I posti raccontano di un’unica realtà che li abbraccia entrambi. L’arte è allora un urlo nel silenzio? Una macchia nel nulla? Un parassita dell’equilibrio?
Nell’Anello di Saturno, il Destino spiega come, a un certo punto, fosse riuscito ad ordinare l’universo, a dargli una forma così perfetta da stare sulla punta di una spilla. Proprio come il nostro universo prima del Big Bang. E poi, è successo qualcosa che ha rotto quel perfetto equilibrio appena creato. Una fiamma di nulla, in quella saga, la chiamo amore, perché cosa, se non l’amore, può generare il meraviglioso caos che è la vita?
In realtà sto attraversando una piccola crisi. Sto scrivendo il quarto volume del Labirinto della Speranza, scena per scena, quindi in modo molto metodico, già preciso, e la mia fantasia non smette di generare linee, eventi, avvenimenti. La loro frequenza, in questo volume, è velocissima, quasi ubriacante.
Da una parte mi dico che è giusto così, che il labirinto deve farti girare la testa, ma poi temo che sia una forma di compensazione. Portare nella complessità ciò che dovrebbe rimanere semplice, per paura di non essere sufficientemente interessante.
Ci vuole coraggio per essere semplici, e a volte non so se sto fuggendo la semplicità, o se invece quello che faccio è proprio il massimo della «mia» semplicità.
Ho sentito dire che uno dei segni dell’insicurezza è cercare sempre di spiegare per paura di non essere capiti. Si diventa didascalici, pedanti, noiosi. Ovviamente non vorrei mai esserlo nei miei scritti. Ma un dubbio mi sorge: forse questa mia complessità, questo labirinto in cui mi sono infilato insieme a Erik, non è che una scusa.
Quel famoso «tutto fumo e niente arrosto».
Sì, sì, la sindrome dell’impostore, la conosco. Ma esisterà anche la sindrome del critico interno? Che magari ci azzecca e ci suggerisce una strada corretta?
Ecco un grande dilemma dell’autenticità. Nel momento in cui cerchi di esserlo, non lo sei più.
È quella che si chiama «ingiunzione paradossale»:
«SII AUTENTICO!»
Se ci provo, non sono più autentico perché l’intento nasce da un ordine. E se non ci provo… beh, a quel punto non sono più niente.
Quindi il segreto forse è proprio nel vuoto?
O nel caos.
In realtà, il caos non è poi tanto diverso dal vuoto. Un luogo in cui nulla è più riconoscibile e quindi l’io smette di esistere, ed emergono i pensieri puri, le emozioni, i percorsi del processo, l’arte.
Sì, ci sono due vie per arrivare alla trascendenza, intesa come oblio dell’io: nel vuoto o nel caos.
Da bambino ricordo che facevo questo gioco. Disegnavo linee a caso su un foglio, curve organiche, che disegnavano uno «schiribizzo». Poi lo osservavo e cercavo, al suo interno, una forma. Un significato. Come con le nuvole.
In recitazione si può emergere in un’emozione anche indossando, forzatamente, la maschera di quell’emozione, andando a smuovere la memoria cinestetica, che a sua volta ci «ricorda» momenti tristi.
Oggi, il labirinto è uno schiribizzo di caos, il cui reale significato appartiene al mistero, non alla mia volontà.
Alla prossima pagina.
Ciao Flavio, ben trovato, come sempre un argomento intrigante.
Parli del vuoto…..a pensarci per me il vuoto è spazio disponibile.
È la pausa tra due note che rende possibile la musica. Senza silenzio, nemmeno Ludwig van Beethoven avrebbe potuto far vibrare il mondo.
È la tela bianca prima del colore.
È il respiro prima di parlare.
In senso spirituale, il vuoto è quello stato in cui l’io si fa da parte. Non sparisce….si fa leggero. È come se dicesse:“Va bene, adesso ascolto.” Molte tradizioni lo vedono come una soglia, non come assenza ma come profonda interconnessione. Psicologicamente, il vuoto può fare paura. Quando perdiamo riferimenti, ruoli, certezze… sembra un buco.
Ma spesso è una stanza che si sta liberando per qualcosa di nuovo e di importante.
Ciao, alla prossima pagina.
Ciao Flavio complimenti, pensieri assai profondi. Il vuoto è importante secondo me, ma i tuoi pensieri fanno riflettere. alla prossima
Molto bello e profondo, la tua voce è una carezza per l’anima in mezzo a questa giungla… ti ho scoperto per caso… grazie🥰
Pensieri profondi da approfondire…
COMPLIMENTI !!💞
Grazieeee Flavio 🎊” Cresci nell’ AMORE 🎊che sta nel vuoto 🎊del tuo ESSERE 🎊nel mondo vai🎊ad assorbire lacrime🎊innamorati di TE🎊innamorati dell’AMORE “🎊 G razieeee 🎊
Complimenti sei veramente bravo buo tutto sempre
Una bella sorpresa. Dopo tanto tempo che frequento i social mi imbatto su qualcosa di utile per l’anima.
grazie per la tua condividione
Straordinario…difficile da capire s primo impatto.. poi lo rileggi e ti si apre un sogno. Grazie!
Hai una voce molto bella ed espressiva
Lo scritto..la voce bella, calma,sensuale….
entrambi riempiono il vuoto
Questa tua pacatezza è rassicurante e fa bene all’anima.
Molto bella come la tua voce
Bellissima e voce meravigliosa
Ciao Flavio sei molto bravo come attore ti seguo sempre,e, profondo come scrittore.
I caos mi fa impazzire, non riesco nemmeno a coordinare i pensieri se sono nel caos e allora…si, il caos è vuoto, mentale soprattutto ma che si ripercuote nelle mie emozioni.
La parola “caos” deriva dal greco antico e significa “voragine”, “vuoto”, secondo me, quindi, l’uno non esclude l’altro. Molti affermano che nel caos , a modo loro, trovano ogni cosa come in una stanza in disordine, in questo caso a me non piace, se vedo confusione intorno a me , tutto mi si ripercuote dentro , ma se mi succede qualcosa di brutto, ecco che in quel caso sprofondo nel caos più assoluto, ma nello stesso tempo, mi sento un vuoto dentro da farmi precipitare. Arriva, però, una forza tale da risollevarti
🌹🌹🌹🌹👍👍👍👍👍👍 Bravo 👏👏👏👏 bello oh ordinato il libro
Mi è piaciuta questa prima lettura, un argomento che accomuna e fa’ riflettere, la voce di narratore mi è piaciuta, anche se già la conosco visto che seguo ” Il paradiso delle signore”.
Complimenti.
Alla prossima storia.
Complimenti
ciao flavio sei veramente molto bravo sia come scrittore che come attore un abbraccio mary
Primo approccio, interessante . Sono curiosa di ascoltare i prossimi . Grazie
Ciao Flavio,
io il vuoto lo sto vivendo in questo momento in una risposta che sto attendendo con trepidazione, una speranza remota che arriverà ma in quale forma. La mia anima si chiede davvero che cosa vorrebbe sentirsi dire, una risposta che metta pace ad un cuore in subbuglio, una risposta che sappia di autenticità.
Si. È veramente scritto in modo da immergere il lettore nella storia.
Ho appena finito di leggere. Sento di essere la sintesi imperfetta di caos e vuoto. Troppo spesso nella mia mente ho un sovraffollamento di parole che scaturiscono nel nulla. Preferisco il silenzio e il caos delle emozioni dentro.
Proprio così caro Flavio,hai descritto perfettamente quello che è il vuoto e le sensazioni ad esso connesse……si credo sia anche obbligatorio viverlo ,attraversarlo…ma non ti nego che ogni qualvolta mi si palesa mi inquieta e spaventa.
Come sempre le tue riflessioni sono attente e di grande supporto.
Grazie Flavio
Boa tarde Flavio,
No Budismo, no Nada só existe silêncio.
“Caos ou Nada (vazio)”, na minha opinião, acho que temos uma mistura das duas coisas. No Nada, pode se libertar do caos. Todas as pessoas “usam” máscaras, mesmo não sendo de propósito, e nem se dão conta que as usam. Escreva o que lhe vai no coração. Deixe a mente, o pensamento, as emoções fluirem.
Cumprimentos
È difficile essere autentici, purtroppo il tutto che ci circonda ci contagia involontariamente…ed ecco che si rischia di trovarsi nel vuoto,non sai, ma cerchi, cerchi in quel caos, che a volte puoi trovare anche conforto.
Credo che tu sia una bella persona,non banale,ma tanto profonda e i tuoi interrogativi portano a riflessioni interiori e acute, buon lavoro.
“Ci vuole coraggio a essere semplici” grazie Flavio. Se posso permettermi cerca la strada del labirinto con il cuore non con la mente, la mente ha tante dimensioni e di fronte a quella del caos e del vuoto vacilla… la dimensione del cuore, del tuo Sè più autentico e non del Io pieno di sovrastrutture sa dove andare… e comunque il vuoto serve si per liberarsi , un caro saluto
Vuoto o caos ?
Caro scriptor ,il titolo del diario di questo lunedi ha toccato alcune corde che sento molto forti dentro di me .
Quando sono pieno,in realta’ sto vivendo negli schemi di sopravvivenza e c’e’ poca autenticita’ .
Il binomio non e’ “caos o vuoto”,ma “caos e diversamente pieno”.
La mia esperienza mi dice che se riesco ad andare oltre la coltre del caos esterno faccio esperienza di altro pieno ,ritrovo essenza,purezza e autenticita’ che attende solo di esprimersi.
I tuoi pensieri non sono mai banali,i ragionamenti sono perfetti ed e’ un piacere immenso il confronto che suscita in noi lettori.
Comprero’ subito il
libro del “Labirinto della speranza” non appena lo termini.
Sempre al tuo fianco.
“Flavio, la tua scrittura è un viaggio nel profondo dell’anima. Hai il talento di trasformare il vuoto in creatività e ispirazione.”sei fantastico
A bit chaotic, many thoughts like my own.
Perdersi nei propri pensieri è l’unico modo per ritrovarsi davvero. Nel “labirinto” delle tue idee e delle tue emozioni, mostri la tua essenza più autentica, perché attraverso il tuo “caos” riacquisto la bellezza di essere te stesso. Abbraccio grande❤️🫂✨📖💯, alla prossima❣️
Ove c’è creazione genialità non ci può’ essere il vuoto che è assenza di tutto e neanche il caos che e’ presenza di tutto.
Ho paura del vuoto di quel vortice buio che attanaglia lo stomaco quando non vuoi. Ho paura del vuoto perché non c’è nulla a cui aggrapparsi, il vuoto è un pozzo senza fondo, sai quando ci cadi ma quando arrivi? Mai. Quindi il vuoto per me non sarà mai ritorno ma un luogo doloroso dove il corpo e la mente si perde. Meglio affidare gioiee dolori alla realtà anche se con il pensiero io affiderei il tutto al vento che li portasse a un’isola di solitudine desertica. Forse solo così potrei essere libera di pensare solo a me stessa.
Perdere se stessi, non riuscire a superare un momento di stallo significa non avere una strada nella propria vita? Perdersi nel caos e nel
vuoto della nostra vita vuol dire noia?
Oppure è un disagio dovuto a cambiamenti importanti insoddisfazione lavorativa?
Caro Flavio il dilemma c’è ed è persistente, bisogna trovare nuove passioni x trasformare il senso di vuoto in una pagina nuova della nostra vita?Le domande sono troppe e senza risposte; scusa se ti ho tediato!
Buon lavoro
P.S.
Comprato e letto tutto di un fiato il primo dell’anello di saturno!
Comprerò gli altri ????
Un saluto
. Un luogo in cui nulla è più riconoscibile e quindi l’io smette di esistere, ed emergono i pensieri puri, le emozioni, i percorsi del processo, l’arte. Un bellissimo pensiero è vero, hai spiegato benissimo l’avvicinamento allarte
Spesso la vita ci travolge e non troviamo dei minuti per noi stessi… ascoltando ad occhi chiusi queste parole, ho ritrovato ciò che ero e la mia mente dopo tanto tempo si è staccata dalla routine quotidiana ed ha ricominciato a vagare infondendomi quel senso di libertà che solo i pensieri sciolti possono fare.
Io preferisco la pagina bianca, da piccola erano le solite linee o tentetativi di cerchi, poi parole infine pensieri. In questi pensieri certamente non logici , entravano le sensazioni che mi si presentavano di frequente. Capite tanti anni dopo. Maria Chendi
Io preferisco il vuoto, perché quando sento il caos comincio a eliminare. Più facile in casa che nella testa. Anche la semplicità la percepisco come risultato di una pulizia. L’ uscita da un percorso in sovraccarico, di cui ti liberi mano a mano, per tornare a riveder le stelle in trasparenza, o la tua immagine. Quindi concordo che la semplicità attraversi la complessità del labirinto. Anche nella scrittura. Magari l’autenticità ti aspetta proprio lì, all’uscita, dove arrivi sovrappensiero. Senza coinvolgimenti, ma neppure allontanamenti dandoti del tu. Su “La lettura” del Corriere di domenica, Marco Missiroli si sofferma sulla considerazione che siamo troppo attratti dallo scrivere il vero. E verso la fine si domanda ” L’ immaginazione richiede uno sforzo a cui non siamo più abituati?” Forse, con le tue creazioni, stai segnando un cammino 🍀🚶♀️
Mi è piaciuto molto!!!!
Il vuoto può trasformarsi in qualcosa di positivo se non lo si teme, se non si cerca di riempirlo per allontanarlo, come tu dici.
Si deve imparare a conviverci e a dialogare per poterlo trasformare in risorsa.
La mente ha bisogno di spazi vuoti per ridiventare produttiva.
Penso al poeta Verlaine e alla sua paura della pagina bianca che ha trasformato in poesia.
C è una profondità di pensiero fuori dal comune in questo testo.Un mistero dell’ anima che non accenna a svelarsi.
Irrequietezza e sgomento per l’ immensità che ci circonda.Avvolgente..
Questa mattina mi sono svegliata alle cinque per terminare la lettura dell’ultimo volume della saga “L’anello di Saturno”, dopodiché ho deciso di ascoltare dalla tua voce questa nuova pagina di diario. La prima impressione è stata quella di sentirmi travolta da una valanga di informazioni, innumerevoli spunti di riflessione meritevoli di commento, forse un po’ troppi per uno spazio così contenuto, ma rivelatori di una parte di te. Ho avuto il piacere di conoscerti e parlarti e mi sei sembrato una persona tranquilla, ma credo che il tuo io profondo sia un turbine d’idee e di emozioni che cercano ogni via per manifestarsi. Ciò che tu chiami “vuoto” è lo spazio interiore dove, nel silenzio assoluto, entri in contatto con il tuo io profondo e da dove puoi osservare, da un’altra prospettiva, tutto ciò che ti circonda. E’ la fucina dove nascono le tue idee e si consolidano i tuoi pensieri. Non c’è nulla di più autentico di quanto viene generato in questo spazio, che poi viene “portato” all’esterno seguendo un processo che per alcuni può essere spontaneo, istintivo e immediato oppure schematico e strutturato. Credo che la “piccola crisi” che accenni non abbia ragione d’essere; sono sicura che la stesura del quarto volume del Labirinto della Speranza stia procedendo nel migliore dei modi, fedele al tuo stile e al tuo essere. A noi lettori affezionati piaci così e poi ricorda che tutti gli artisti, nel loro percorso di crescita, attraversano diverse fasi e il loro stato d’animo influenza la loro opera. Chissà, magari la prossima saga verrà scritta con un stile leggermente diverso, secondo le esigenze che avvertirai in quel momento. Sarà comunque un successo, come lo è ogni idea creativa che prende forma. Buon lavoro!
Lo stile sarà molto diverso. Mi adatto al racconto. Se l’anello di saturno era un elegia all’amore nelle sue sfaccettature, il labirinto della speranza è un thriller psicologico, pieno di trappole, fatto di presente e di un futuro ignoto che aspetta dietro l’angolo.
Concordo appieno con la tua corrente di pensiero, adoro quei silenzi carichi di significato dove sovente mi rifugio!
È sempre bello leggere una tua pagina, fa stare bene.
Buongiorno Flavio spesso si riempie il vuoto con attività varie, magari per sfuggire anche a noi stessi ma prima o poi il nostro io viene a trovarci.Il vuoto ed il caos non sono poi così negativi in un certo senso ricordano il tutto, fanno parte delle nostre sensazioni o meglio di chi è molto emotivo e sensibile. E tu lo sei sempre e trasmetti sempre momenti di riflessione che ci portano ad una forma di autoanalisi. Grazie per farci riflettere su temi anche difficili e particolari.
Saluti a te e buon lavoro 🍀🤗💛💚
Concetti complessi e profondi che mi accompagneranno in questi giorni.
Buona settimana
Bravo Flavio sei molto profondo leggo con molta attenzione e rifletto
Complesso!!!
Lo rileverò con calma!
Grazie! Buon lavoro!!!
Ciao Flavio, queste riflessioni mi giungono in un periodo pieno di caos e seri problemi familiari per cui ho bisogno di vuoto inteso come quiete mentale, riposo del corpo, restare nella calma , circondarsi di natura e bellezza…
Ciao Flavio.
Come sempre bellissimi temi.
Vuoto e caos. Per molti uln silenzio,un vale profondo, perche sappiamo Che non c’erano speranze per chi e senza strada.
Per me una assenza dinparole, di sogni di speranze ecc. Possiamo dire Che Il mondo e un gioco Che ci vuole luce per viverei e CHI non ha essenza dell’anima vive una oscurita.
Mi Fermo qui.
Una bella settimana a tutti.
Grazie sempre per Il pensiero.
A presto.
the writer who is able to surprise with simplicity has to be complicated in reality I guess – and maybe if you already think something is simple, it might not be simple at all to some readers 🙂 In this lies endless possibilities of perception – but where is the heart of the character really? Can he answer your question? How much mental language can he really share in the situation you have put him in and with his current desires? This I do try to find in a the void & in the chaos! Most times – when I feel it has served my character – I get the feeling that the complexes of his words and thoughts were as untouchable as a dream to him and me. I tried to write like he wishes to be understood and to understand himself. He will always be aware of his depth, but he might not be able to put words to it sometimes
The heart of the character is in the present of the author, who embodies him/her in that moment, and sparks life with his soul. And fingers 😀
oh, oh, now you‘ve told
us 🙂
Hai sentito dire che uno dei segni dell’insicurezza porta a cercare di spiegare sempre, per paura di non essere capiti e così si diventa didascalici, pesanti, noiosi. Mi hai fatto riflettere, grazie Flavio!
Il vuoto e il nulla mi fanno apprezzare il caos ma in giusto equilibrio .
Bellissimi pensieri, come sempre
Caro Flavio, per me non è così facile capire e discutere di concetti così profondi, ho sempre avuto tanti dubbi su tutto quello che ha a che vedere con l’esistenza , (o l’essenza?).
E allora semplifico: il vuoto lo provo quando non provo amore, quando mi lascio sopraffare da problemi risolvibili e stupidi. Nel caos degli affetti invece mi trovo bene.
Sei bravissimo Flavio. Sono bellissimi pensieri
Il niente non esiste. Penso di avere una mente “fisica” fin da piccolissima. Cos’ e’ il niente? Me lo domandavo spesso, in ogni istante, mi assilla a questa domanda. Poi facevo dei disegnini anche per capire cosa fosse il niente. La risposta e’ IL NIENTE NON PUO’ ESISTERE. Grazie del tuo diario
Ciao Flavio. Vuoto e pieno sono due concetti fantastici. Mi intrigano molto. In una piazza, cosa è più importante? Gli edifici che delimitano, che descrivono il vuoto o il vuoto stesso? Piazza Navona, Il Campo a Siena. Poi c’è il dolmen, il progenitore di tutte le abitazioni. Chi lo inventò fu il primo architetto. Due blocchi di pietra verticale e uno orizzontale a copertura. Limiti che danno un significato ad uno spazio che chiamiamo casa. Che è un vuoto identificato da pieni. E ne derivano di conseguenza i concetti di dentro e di fuori. Il vuoto dell’anima non esiste: l’anima è parte del tutto anche se spesso ce ne scordiamo. L’autenticità? Non puoi non essere autentico perché c’è un solo Flavio. Se provassi ad essere un altro andresti incontro alla più amara delle sconfitte. Ma questo lo sai bene… Un saluto. W il lunedì!!!
Il dolmen come prima casa. Questa me la segno, la vedrai nella saga succesiva al labirinto della speranza. (la sto già preparando, tipo opera magna :D)
Grande! Buona scrittura!
Grazie…. Sei una ventata di vento che mi attraversa….. A volte mi riscalda e a volte sento il freddo….. Tutto ciò mi piace perché mi fa pensare…. Mi piace il vuoto, ma mi piace anche il caos…. Dipende….. Io so che non sopporto più, quando parlo con le persone, dover mettere i sottotitoli su ciò che dico…. Ecco in quei momenti preferisco il vuoto… Inteso come silenzio…. Ciao Flavio è sempre un piacere…
Mi capita di provare questo senso di vuoto che porta con sé una grande pace
Ciao Flavio,
come sempre il tuo diario è molto interessante!
Complimenti per essere arrivato già alla quarta stesura della tua nuova saga!
Alla prossima e grazie per i tuoi quid.
Molto reale e profondo
Volevo scrivere riordinano il tutto
Ciao Flavio spesso si riempie il vuoto con attività varie, hobby magari per sfuggire anche a noi stessi ma prima o poi il nostro io viene a trovarci.Il vuoto ed il caos non sono poi così negativi in un certo senso ricordano il tutto.Buon lavoro per la parte finale del labirinto della speranza .
Ho sperimentato sulla mia pelle , quando nella mia famiglia non avevo voci in capitolo. Mi sentivo vuota, una sensazione bruttissima. Non vado avanti nel commento perché mi fa ancora male.
Ciao Flavio è sempre molto bello leggere i tuoi pensieri…che fanno sempre riflettere…anche dentro di noi. Grazie e buona vita…
Questa tua riflessione non poteva capitare in un momento così difficile che sto attraversando. Capisco appieno tutti i tuoi dubbi perché li sto provando in prima persona
Grazie, Flavio, buon lunedì.
È sempre molto bello leggere i suoi pensieri!la ammiro molto.
Buona giornata da Laura
Bellissimo e molto coinvolgente e interessante 😊!!! Grazieeeee e buona giornata ❤️❤️🫂…
Ascoltare nel silenzio la tua voce è un balsamo per l’anima,riempie per poco il vuoto delle voci care che non sento più
Belle considerazioni, grazie.Buona settimana
aspetto sempre questa mail del lunedi.poi vedo il Paradiso e ti vedo con occhi gentili
A chi non è mai capitato di conoscere il Vuoto? A tutti presumo. Secondo me inconsciamente si cerca di riempirlo e questo è positivo. La vita è un grande palcoscenico e noi siamo gli attori a volte di una commedia, altre di una tragedia. Sta a noi, se ci riusciamo, usare il linguaggio della semplicità per proseguire il cammino serenamente. Non sempre succede, ma vale sempre la pena tentare.
È bello quel pezzo che racconti nella Divina Avventura del vuoto e del caos che il Destino dice che è colpa dell’amore. Si è vero mi ci vedo anch’io quando c’è caos è sempre colpa dell’amore e ti riempie quel vuoto che hai nel cuore . Uno nn può stare senza l’altro quindi credo che nella tua nuova saga ci deve essere sia vuoto che caos si compensano a vicenda e sono sicura che ne verrà fuori un capolavoro. Alla prossima.
Buon Lunedì Flavio. Ricordiamo che, osservando e contemplando il vuoto della tela immacolata, i più grandi artisti hanno realizzato capolavori : da quel vuoto è giunta, al loro cuore, grande ispirazione.
Michelangelo guardava la superficie del marmo, completamente pulita e intatta, come qualcosa che avrebbe rivelato, in seguito, la creatura da scolpire. Concepiva la scultura come l’arte di “liberare” la figura già esistente all’interno del blocco di marmo, eliminando il materiale superfluo anziché aggiungerlo. Dalla sensazione di vuoto nasce qualcosa di straordinario.
Molto bello.Io penso che nel caos hai la speranza di mettere poi ordine nel vuoto no.
Mi piace leggere ma non sono all’altezza di giudicare uno scrittore .tanti in bocca al lupo
Il vuoto è pur sempre contenitore. Il caos il contenuto. Sono entrambe due dimensioni della creazione. E noi non vediamo l’ora di assistere alla sintesi delle due con la nuova opera 🙂
Buongiorno ognuno di noi riempi il proprio vuoto 😊
Bellissimo!!! Grazieeeee 💖…ho riempito parte del mio vuoto !!!
Bellissimo anche coinvolgente sembra il labirinto della speranza visto che parli di vuoto e caos mi viene in mente star trek o film di fantascienza ma se hai raggiunto il volume 4 avrai qualche cosa da dire non ti arrendere alla prossima buon lunedì
La speranza,la verità attraverso la fantasia.Riesci a cogliere ogni sfumatura della vita che se tu non la raccontassi resterebbe latente in molti di noi.