Flavio Parenti
Abissi di luce

Abissi di luce

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3:28

Ieri stavo male: brutti pensieri, e il corpo che segue, si incaglia, non digerisce.
Sono fatto così, da bravo attore somatizzo.

Spesso basta una buona dormita e passa tutto.
Ma non questa volta.
Mi sono svegliato con gli stessi pensieri persistenti, la stessa irrequietezza, lo stesso malessere.

So da dove viene, o almeno mi racconto questa storia.
Forse per sentire una dose di controllo, forse per nascondermi dalle vere cause.

Purtroppo siamo buchi neri, incapaci di conoscerci davvero.
E quindi, come una trottola, sto sul letto, mi giro e mi rigiro alla ricerca di una posizione che lenisca questa sensazione di malessere che non passa.

«È tutto nella testa», dicono.
Ma io lo sento nella pancia, nei polmoni.
Possibile che il pensiero sia così potente?
Non credo.
Esiste un’intelligenza diversa, quella del corpo, che non bada ai pensieri, ma alle pressioni, ai ritmi, all’alimentazione.
Certo, tutte cose determinate dall’intento, dal pensiero.
In un certo modo, ho preparato questo terreno.

Non c’ho testa per niente.
Allora mi aggrappo a questo diario, nella speranza, come davanti alla tazza, di liberarmi di qualcosa che si è incagliato e che impedisce al mio corpo di funzionare correttamente.

Da piccolo, la cosa che più mi infastidiva era la noia.
La ricordo come un essere oscuro, terribile, che inghiottiva il mio tempo.
Per fortuna ho compensato con la lettura, e poi con l’arte del fare, produrre per dimenticare.

L’arte è anche questo: fuga.
Fuga da noi, dagli altri, dalla realtà.
Perché fuggire?
Non sarebbe forse più sano rimanere ad ascoltare il vento? Amare il presente?

Ma il presente, ora, è un luogo simile alla noia, ma peggiorato dalla nausea.
Una noia nauseante, densa, che mi rallenta, mi ferma.

Bisogna reagire, anche se non ho voglia, anche se non mi va.
Mi devo alzare, fare una doccia fredda e continuare avanti.
Dentro di me lo so che tutto questo non è che un passaggio, un panorama meno edificante del mio viaggio, ma necessario, come i tunnel interminabili dei treni, come le turbolenze dell’aereo, le mareggiate in barca.

È parte del viaggio, parte di me.
Verranno le albe, il mare calmo e la brezza che accarezza i capelli, le vallate verdi di cipressi e cieli celesti, un cuore che respira, una mente che ascolta.

Tornerà il tempo.

Ascoltarsi, accettarsi anche nella fragilità di un momento, sapere che anche il più assiduo degli uomini ha avuto una giornata in cui non riusciva ad alzare un dito, ricordarsi che la fame vien mangiando, che la felicità non può essere un risultato, ma il frutto di un processo in divenire, che passa anche attraverso il malessere, è importante.

Ci ricorda la nostra umanità, l’imperfezione, ma anche la nostra forza di volontà.
Non è difficile scrivere, è difficile condividere, per via del timore che questo squarcio di realtà, in un mondo dove l’intimità è stata spazzata via dal furore e dal caos, sembri un graffio di sangue su una tela bianca, e spaventi.

Serbo il desiderio che questo pensiero oscuro si illumini nell’unire i fili che ci rendono, in fondo, umani.

Alla prossima pagina.

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Commenti (38)

  1. Jana Abituè

    Penso che questa sensazione sia comune quando la vita sta per condurci verso un nuovo ciclo, right?

  2. Elena Letizia Accomazzo Voce del diario

    Questo senso di malessere e’ comune a noi umani, io.non sono un’artista., fuggo nella lettura e molta musica di qualita. E’ la mia salvezza , grazie Flavio., a quando jl tuo romanzo? Buona settimana

  3. Maria Cristina Raso Ospite

    Ho ascoltato più volte “Abissi di luce”, una pagina che risentirei all’infinito.
    Percepire la voce di chi esprime uno stato d’ animo è molto più che limitarsi a leggere le parole che lo descrivono.
    È rassicurante condividere i propri pensieri e trasformare in luce
    il buio degli abissi dell’anima.

  4. Patrizia Voce del diario

    Anche nel tuo momento complicato riesci a essere unico

  5. Manuela Voce del diario

    Ciao Flavio è sempre bello leggerti e ascoltarti… certamente ci sono giorni no…dove ci sembra tutto pesante…dove facciamo fatica a fare anche le più piccole cose…ma dentro di noi dobbiamo trovare qul qualcosa che ci fa reagire…
    Buona vita.

  6. Carla Bergami Abituè

    Carissimo Flavio,
    a me è capitato tante volte di sentirmi così, ma poi ho sempre cercato quello spiraglio , grande o piccolo che fosse, che potesse spazzare via quelle nuvole.
    Sentirsi fragili, imperfetti, come paralizzati, significa che siamo umani, che siamo vivi e come tali dobbiamo cercare di reagire .
    Non c’è un modo uguale per tutti per farlo; ciascuno di noi sa come parlare con il proprio corpo e la propria anima.
    Vedrà che passerà anche questo malessere che ha descritto , come sempre,con tutta la sua sensibilità.
    Forza grande Flavio. Noi l’aspettiamo con affetto tra le righe di questo diario, tra le pagine dei suoi libri o in qualche bella serie TV (….Tancredi già mi manca!!).

  7. newfiamm@gmail .com Abituè

    Boredom and solitude are worse than an illness.
    Cheer up a sunny day will come.
    Thanking you always for your diary .Joy

  8. Samantha Pizzirani Voce del diario

    Caro Flavio mi spiace tanto per il tuo malessere spero che ti passa. A volte succede anche a me di annoiarmi l’altro giorno ero ad una festa di compleanno di un compagno di classe di mia figlia, tre anni , lei si divertiva ma io mi sentivi un po’ esclusa molte mamme erano a socializzare , non che io sia asociale anzi sono piuttosto chiacchierona , ma è come se mi sentissi fuori posto non so perché. Importante che si è divertita mia figlia, ed è già tanto, però spero non succeda più. Un abbraccio

  9. Raffaela Pate Voce del diario

    Ciao Flavio,

    Un tem profondo questo. Ci sono giorni Che nel.mondo Che vivíamo, quando vogliamo rilassare um po, vengono in mente situazioni e problemi insieme a pensieri Che cinfanno pauta do non incontrare soluzioni . Mentre tutta lá rivoluzione Ed i avanzi Che ognigiorno vediamo Ed anche partecipiamo ci sono scene che mentre condividiamo Bene nel mostro sociale, nello stesso momento arriva una insicurezza e lá do manda che no vuole fermarsi, cê lá facciamo?
    MA dopo com lá mente piu fresca vediamo Che Tutto e per Tutto ci troviamo una solucione .
    Mi fermo qui.
    Una buona settimana.
    A presto.

  10. rosa rosa fulco Voce del diario

    Mi dispiace tantissimo che in questo periodo non sei in forma. Ti auguro il meglio per il tuo cammino. Forza!!!

  11. Marina De Paoli Abituè

    Buongiorno Flavio,
    come ho scritto diverse volte leggo con piacere il tuo diario ed oggi mi sono ritrovata nel tuo “pensiero”.

    Grazie
    Marina

  12. Andrea R Voce del diario

    Ciao Flavio. Stato d’animo, il tuo, magistralmente descritto. A parte il solito discorso del carburante che anche la condizione negativa può rappresentare per lo scrittore, potremmo parlare dello spleen, di questo sentire proprio dei romantico-decadenti quali alla fine – mi ci metto pure io – noi siamo. Da fuori gli altri sono inabili ad aiutarci. Addapassa’ a’nuttata e basta. Poi, dietro l’angolo, gli eventi, magari non sostanziali, che però hanno il potere di mutarci d’umore. O di farci incazzare come un bufalo cafro, come diceva Villaggio. Voglio farti ridere, ma di sicuro non tanto. È una tragedia comune, aime’. Stavo assaporando un momento sereno, idilliaco, positivo. Di illusoria sicurezza interiore. Mi arrivano due bollette. Gas e elettricità. Novantacinque e settantotto. Euri. Consumo? Zero!!! E bastano per farmi sentire beffato, tradito, perseguitato, schiacciato senza colpe da un ingranaggio inevitabile. Ventotto il solo trasporto del gas. Ma se consumo zero, ma a chi diavolo lo avete trasportato??!!! Le altre voci, idem. E ci credo che a uno gli viene lo spleen!. Daje! Un salutone.

  13. Rita Pelliccia Ospite

    FLAVIO LEGGO SEMPRE CON MOLTO PIACERE LE STORIE INTERESSANTI CHE PUBBLICHI UN SALUTO CARISSIMO RITA

  14. Teresa di Giambattista Abituè

    Grazie

  15. Federica Abituè

    Mi ritrovo parecchio nella descrizione dei sentimenti attualmente.

  16. Rosa Ospite

    Caro Flavio , la sua malinconia , voglio usare questo termine e non un altro più efficace, mi ha stretto un po’ il cuore forse proprio perché difficilmente si vuole entrare nelle fatiche altrui. Non ho ricette da proporle , vorrei poterle preparare una crostata di frutta e una tazza di the da sorseggiare restando in silenzio in modo da mettere ordine nei pensieri e nel cuore.
    Un abbraccio
    Rosa

  17. Testa Rita Abituè

    Forza Flavio,passerà.

  18. Vittorio Aimati Abituè

    Ho letto con attenzione la sua pagina di diario e ho sentito ogni singola parola risuonare dentro di me con una precisione chirurgica. Quello che descrive – quel corpo che si incaglia, quel nodo alla pancia che non risponde alla logica dei pensieri ma segue una sua intelligenza oscura e primitiva – è un panorama che conosco fin troppo bene.
    A volte mi ritrovo esattamente nello stesso identico punto in cui ti sei svegliato tu: con la stessa irrequietezza che dura giorni, prima di sciogliersi e lasciarmi finalmente respirare. La differenza è che tu, con il talento dell’attore e la sensibilità dell’artista, sei riuscito a dare un nome, un’immagine e una dignità a questo malessere. Io spesso sono ancora lì che cerco di capire da dove venga, perdendomi nel labirinto delle cause.
    Flavio, lei Ha scritto una cosa fondamentale: esiste un’intelligenza diversa, quella del corpo. Il corpo non mente. Non si lascia distrarre dalle narrazioni che ci raccontiamo per darci una parvenza di controllo. Quando si ferma e si nausea, ci sta dicendo che c’è qualcosa da digerire che va ben oltre il cibo.
    E hai ragione anche sull’arte e sulla produzione come fuga. Spesso costruiamo, facciamo, scriviamo per non stare fermi a guardare quel “vuoto” che da bambini chiamavamo noia e che da adulti diventa qualcosa di più denso e pesante. Ma la sua pagina dimostra che l’arte non è solo fuga: è anche l’unico modo che abbiamo per girarci indietro, guardare in faccia quel vento, e tradurlo in qualcosa che guarisce.
    Non abbia paura che questo suo squarcio di realtà sembri un “graffio di sangue su una tela bianca”. In un mondo saturo di finzioni, di maschere che ridono e di performance continue, la sua vulnerabilità non spaventa: salva. Ci ricorda che siamo umani, imperfetti, fragili, ma profondamente vivi.
    Ha scelto di condividere il male per farlo sciogliere, e io credo fermamente in questo. Questa sua pagina ha fatto bene a me, mi ha fatto sentire meno solo sul mio letto di spine, e spero che questo mio rimando faccia lo stesso con lei. I tunnel sono interminabili, è vero, ma si chiamano tunnel proprio perché hanno un’uscita.
    Grazie. Aspetto la prossima pagina.

  19. Patty Abituè

    …percepisco molto smarrimento nelle parole del tuo diario.E chi non si sente smarrito in questo momento storico? andiamo avanti perchè speriamo che il giorno che seguirà sarà migliore di quello appena vissuto. Forse ogni tanto dovremmo mettere a tacere il nostro cervello e lasciarci guidare dal nostro istinto. Sono solo sensazioni che si avvicendano nello scorrere del tempo..tutto qua! Poi i pezzi della nostra vita si ricompongono e trovano un nuovo equilibrio. Caro Flavio mi auguro di vederti presto in TV..se non sarà il Paradiso delle Signore ..in qualche altra fiction dove potrai esprimere quello che veramente sei. Un caro saluto…una lettrice non troppo costante… (però prima o poi finirò di leggere l’anello di Saturno).

  20. Laura Aspromonte Voce del diario

    Caro Flavio capita spero tu stia meglio Buona giornata e un abbraccio

  21. Manuela Ospite

    Sei nel mio stesso malessere

  22. Rita.Stefani Abituè

    Grazie per questa riflessione, mi trovo più o meno nella stessa situazione. Facciamoci coraggio e andiamo avanti

  23. Ornella Fidani Abituè

    Spero che oggi sia tornato il sereno d tu stia meglio Flavio

  24. ritagia Abituè

    Caro Flavio..questi momenti di malessere fisico e mentale accadono, fanno parte della nostra vita, del nostro percorso.. e anche se ci provocano dolore sono utili per farci capire se stiamo andando nella direzione giusta o dobbiamo cambiare qualcosa e l’unica soluzione e’ fermarsi, prendere tempo per stessi, fare cio’ che ci fa stare bene e piano piano arrivare alla soluzione…anche io sono in un momento no..pero..tutto passa..w tornerai ad essere piu’ in gamba e determinato di prima..e cambiando argomento..mi dispiace che il tuo Tancredi non sara’ piu’ nel Paradiso..un personaggio difficile ma non scontato..meritava di piu’..alla prossima!

  25. Cristina Perri Abituè

    Ciao Flavio. Quello che racconti succede alle persone sensibili. Un abbraccio e grazie

  26. DANIELA NARDELLA Voce del diario

    Ciao Flavio spero tu stia già meglio, spesso si somatizzano delle situazioni e questo fa scaturire il malessere fisico e mentale.Succede alle persone sensibili..forza questo buio lascerà posto alla luce.Buona giornata

  27. Cristiana Andolfi Voce del diario

    Buon Lunedì Flavio : i pensieri persistenti, la stessa irrequietezza, lo stesso malessere, denotano la particolarità dell’ Artista, il suo essere sensibile. Le sensazioni sono amplificate. È bello che tu sia fra quelli che si pongono mille domande di natura esistenziale e filosofica sulla propria individualità e sulla società in cui vivono. Sembra di vedere i tuoi personaggi Luca e Anna, persi da emozioni più grandi di loro. Nella psicologia dell’arte, disciplina che affascina molto, si spiega che le emozioni e la psiche interagiscono con l’opera d’arte, è un po’ come quando siamo tristi tendiamo ad ascoltare canzoni che ci fanno piangere e, quando sprizziamo felicità dai pori, ascoltiamo ritmi che danno la carica. Ricordiamo, anche, il grande autore francese che, attraverso le sue opere, ci suggerisce che anche un oggetto e un odore possono evocare inquietudine o gioia : la sindrome di Proust (o Madeleine di Proust) è quel meccanismo psicologico per cui uno stimolo sensoriale — come un profumo, un sapore o un suono — rievoca in modo del tutto involontario un ricordo del passato estremamente vivido ed emotivamente intenso. Insomma : chi ha una creatività e una sensibilità ricercate vive tutto con grande intensità e in questo risiede la bellezza delle sue opere.

  28. Paola Gugliotta Abituè

    Scusa per qualche errore di battitura😅

  29. Paola Gugliotta Abituè

    Buon lunedì Flavio 🌹
    Come uomo, attore, regista e scrittore è del tutto normale che ci siano questi momenti di malessere, di noia, che ci siano un turbinio di pensieri che ci portano solo alla confusione! Ma hai pensato, che è un periodo di stress che ti sta stravolgendo per i tuoi successi?! Forse avresti bisogno di allentare un po’ la presa, la stanchezza fisica e mentale ti stanno facendo perdere l’ispirazione. Cammina tanto, nei luoghi che più ti piacciono e respirando aria pura, vedrai che ritroverai il Flavio di sempre, in carica! Ad esempio, a me piace tantissimo camminare in riva al mare, o tra viali alberati ascoltando i suoni della natura è ritrovo me stessa, più grintosa ma soprattutto più rigenerata! Forza Flavio🌹
    Alla prossima lettura

  30. Giulia Maini Abituè

    Ciao Flavio, nell’esprimersi al meglio e con grande intensita’ in qualsiasi forma d’arte e nella scrittura in particolare è necessario attraversare quella sensazione di malessere che è stimolo indiscusso per una produttivita’ ancora piu’ fervida. Senza passare attraverso questa sensazione non è possibile dare il meglio in qualsiasi contesto. Grazie per far convogliare nel diario d’Artista le tue emozioni e per condividere tanta parte del processo creativo, anche nella sua inevitabile complessita’. Alla prossima

  31. Franca Ginocchio Abituè

    Buongiorno Flavio, sei in buona compagnia, grazie per questi tuoi pensieri e dopo una notte passata al pronto soccorso (per fortuna tutto risolto) ora finalmente ho il sole fuori e dentro di me. Succede siamo umani e tu sei un attore fantastico che riesce a dare solo belle emozioni.

  32. Loriana (lory) Bini Abituè

    Ciao Flavio, io adoro il buio, nel buio brancolo e svolazzo come pipistrello o vampiro con i miei pensieri, con i ricordi di un sole spento dal 1991. Se la mente si offusca è solo perché Morfeo prende il sopravvento. Mi è piaciuto leggerti, in queste tue parole mi sono specchiata e cullata fino a prendere sonno nel silenzio della mia stanza.

  33. CINZIA DELLO SPEDALE Voce del diario

    Ciao Flavio,
    mi spiace per questo tuo malessere… ma puo’ capitare, in fondo, siamo umani…
    Esco un attimo dal seminato.
    Innanzitutto, volevo nuovamente complimentarmi per il tuo ruolo di Tancredi nel ‘Paradiso delle Signore’: è stato davvero toccante, in alcuni momenti…
    E poi, approfitto di questo spazio per farti i miei migliori auguri di buon compleanno per domani!
    Come sempre, grazie e alla prossima.

  34. Margherita Ospite

    Come ti comprendo Flavio. Io vivo con una persona giovane che manifesta il tuo stesso dolore ogni giorno. Cerca, se puoi, di uscire da questo buio, da questo tunnel, non lasciarti inghiottire. Hai tanti strumenti che ti possono aiutare, usali. E non dimenticare di chiedere aiuto a chi ti vuole bene. Un grande abbraccio 💖

  35. Rossana Abituè

    Mai lettura più appropriata al mio stato d’animo.
    Grazie Flavio

  36. Lorenzo Ciceri Abituè

    Buongiorno Flavio, ho ascoltato volentieri dal tuo Diario oggi, Lunedì mattina e ti ringrazio per aver condiviso con noi questo tuo malessere. Ti posso capire tante volte ho provato quel tipo di malessere che ci dice che siamo umani, siamo imperfetti e per questo non abbiamo i limiti della perfezione, anzi, proprio nelle nostre debolezze ci sono le nostre perle, la sensibilità, la resistenza e l’umanità che è il nostro bene più prezioso e dobbiamo proteggerlo, soprattutto in questi tempi molto difficili. Buona resistenza, che possa servire ad aggiungere un’altra perla al nostro cammino di vita.

  37. Emanuela Boaretto Abituè

    Ieri sono andata ad una festa di 25 anni di Matrimonio una tappa e una meta importanti…ho pensato e già troppo con la mia testa…poi una voce mi parla dei suoi genitori che invece festeggiano 70 anni di matrimonio ripensando ai miei che invece non ci sono più ho pianto pensando all’amore che li univa e alle fatiche di ogni giorno…sono però fiera di ciò che mi hanno regalato e pensare che anche per loro era la LORO prima volta …grazie per permetterci di esprimerci

    1. Anna Maria Costabile Abituè

      Ciao Flavio, ho letto attentamente il tuo messaggio, ma vedrai che passerà presto, a me capitano spesso questi momenti di malessere, di angoscie, con lo stato d’animo pieno di dolore xke vivo da sola. Sarà sicuramente perché siamo molto sensibili e fragile nello stesso tempo, cerco di farmi forza x andare avanti. Cmq non rinunciare mai alle cose che ti fanno stare bene e allontana da te chi prova a strapparti la serenità che meriti! Grazie sempre alla prossima

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