Sto per finire il quarto volume de «Il labirinto della speranza».
Sempre prima stesura, quindi un flusso continuativo scritto nell’arco di questi mesi in cui qui testimonio, su questo diario, il mio percorso.
In un certo senso il diario sarà un compendio alla saga, un modo, per chi ne avrà voglia, di andare a spulciare i vari passaggi, le difficoltà che ho incontrato e che ho riversato dentro alla saga.
Io scrivo seguendo cinque movimenti narrativi: l’evento scatenante, le progressive complicazioni, la crisi, il climax e la risoluzione.
E così sono strutturati i miei volumi.
«L’Anello di Saturno» è una pentalogia, e anche la prossima saga lo sarà.
Quindi mi rimane da scrivere l’ultimo volume, che rappresenta la risoluzione.
L’ultimo volume è, nel caso di questo thriller, lo scontro finale, il momento della resa dei conti.
Ma è anche l’occasione per me di procedere alla chiusura della mia storia.
Ho molto timore nel vedere avvicinarsi il momento in cui dovrò immaginare quest’ultimo volume.
Timore ed eccitazione.
Entrambi coesistono spesso in me: è una commistione di sensazioni che rappresenta piuttosto bene il mio amore per la scoperta.
Lotto contro il mio desiderio di mettere le mani sul testo. Di migliorarlo.
Con Luca, un mio amico scrittore, spesso discutiamo del processo di editing, di pulizia e miglioramento del testo.
Lui tende a farlo durante il processo di scrittura, io sono un fervente sostenitore dell’idea che l’editing vada fatto solo alla fine, quando la prima stesura dell’opera è finita.
Questo perché nella scrittura non si smette mai di scoprire.
Si scoprono i personaggi, le città, i temi.
E non solo: l’autore-artista cresce insieme al testo.
Io sono un Flavio leggermente diverso da quando ho cominciato la stesura della saga, quasi un anno fa.
Chi segue il diario lo legge, lo sente.
Cresciamo tutti piano piano, ma le pagine scritte no.
Come diceva Socrate, la scrittura è un male, perché uccide il pensiero.
Lo fissa nell’eternità, gli toglie la vita.
E ora che lo vivo sulla mia pelle, non posso che essere d’accordo.
Ed è per questo che voglio limitarmi ad affrontare temi alti, umanistici, filosofici.
Perché essi, essendo domande aperte, non hanno una risposta finita.
E quindi i dubbi che avevo un anno, dieci anni, anche trent’anni fa sono tuttora validi.
Nel «Labirinto della speranza», il dubbio che affronto è: «Basta davvero crederci?»
È sufficiente essere sicuri di qualcosa perché si manifesti?
In questo grande cappello rientrano il paranormale, la religione, anche lo sviluppo personale, il lavoro.
L’amore.
Insomma, siamo noi i creatori di questa realtà attraverso la potenza del desiderio, oppure la realtà è qualcosa di «cotto e mangiato» e a noi spetta solo l’onere di decifrare qualcosa che è già stato scritto?
Sembrano domandone, di quelle che Marzullo farebbe all’una di notte, ma in realtà sono domande che, credo, ci interessano perché non hanno una risposta netta e definitiva.
Sono lo specchio del nostro crescere, del nostro esistere in perenne mutamento.
In un certo senso, l’atto di scrivere è profondamente tragico.
Imprimere una nota prima di oltrepassare questa realtà, e finire chissà dove.
Gli artisti lasciano, con le parole, i pensieri, i gesti, delle piccole lucciole in questa foresta buia.
Segni che indicano non solo un percorso, ma un’esistenza, una crescita.
Vengo attraversato dal dubbio che, però, per lasciare questo segno, spesso perdo la realtà che ho davanti.
Mi chiudo in un’illusione, in un desiderio di comunicare, emozionare, a scapito del presente.
In questo l’artista, l’essere umano, è anche un giocoliere costretto a gestire il suo mondo interiore e quello esteriore.
E a lottare perché entrambi trovino lo spazio per respirare.
L’eterno dilemma tra volontà di desiderio e realtà manifesta: ecco di cosa parlerò ne «Il labirinto della speranza».
Me lo ripeto, come un faro che mi guiderà nell’ultimo volume.
E nelle stesure successive, fino all’agognata pubblicazione.
Alla prossima pagina.
” Tracciare vuol dire esistere” diceva Maria Rita Parsi, infondo è quello che fa ogni artista come dici tu. Si Flavio è interessante voglia di desiderio e realtà…e quando i desideri, ciò che vogliamo non collimano con la realtà. A volte penso che siamo pieni di false credenze, idoli che producono poi falsi desideri e ci allontanano da quello che siamo realmente, dai nostri veri scopi e la realtà allora cibporta un poco con i piedi per terra. Altre volte invece penso che la realtà non sia una sola ma esistono molteplici realtà e quindi sia qualcosa di soggettivo in quanto la realtà di ognuno di noi è diversa, ognuno di noi vive una vita diversa non esiste una vita uguale per tutti, si ci sono stili di vita ma la propria realtà interiore è unica e personale e dipende da miliardi di eventi, fattori passati e presenti. Altro discorso è se si parla di realtà oggettiva dei fatti, di eventi o situazioni concrete del quotidiano. Più che altro mi chiedo quale sia il motore primordiale del desiderio nella vita di ogni essere umano …
e l’ unica risposta sensata che mi viene è
l’ Amore, sempre molto banalizzato e sottovalutato o trattato come una scatola di cioccolatini a San Valentino … ma senza di esso che spinta avremmo nella vita ? Ci basterebbe il resto ? E se i desideri fossero spinte d’ amore a colmare e riempire i vuoti che non ci fanno sentire completi ancora ?
Non so … sarebbe bello avere un confronto con te. Un saluto
“…l’autore-artista cresce insieme al testo…” mi colpisce questa frase è mi fa riflettere. Ho da tempo tanta voglia di scrivere ma penso di non essere capace. Ma questa frase mi fa riflettere: in fondo quando ogni anno mi dedico alla realizzazione del Presepe, inizio quasi sempre senza idee precise ma poi strada facendo tutto prende forma e, appunto, cresco contemporaneamente con l’opera!
Forse dovrei provare e semplicemente iniziare…..
Grazie Flavio!
CiaoTancredi 💛L’ AMORE VERO ESISTE💛NON RICHIEDE NULLA 💛IN CAMBIO 💛COME UN FIORE PROFUMA 💛 DI DESIDERIO💛Buona Fortuna 💛💛💛
I dubbi Desiderio e Realtà, e se basta davvero crederci, li conosco e mi suscitano quel timore ed eccitazione di cui parli. Tasselli preziosi delle scelte, della scoperta, di sopportare la delusione e del coraggio di non arrendersi, che io non ho sempre avuto. Per le correzioni anch’io direi mano a mano, ma ascoltandoti mi convince il tuo dopo, anche se mi sarebbe difficile resistere. Sulla scrittura che fissa e uccide non ci avevo mai pensato, però è vero che se cambi sei tacciato, soprattutto ed erroneamente di “incoerenza” non crescita. Ma è questo che induce alla rottura di schemi, cambio di paradigmi, per condurci alla scoperta dei nostri sconosciuti. I segni dell’Arte che fissa e prosegue e noi con lei. Grazie e Buon lavoro ✍🏻
Hai ragione, le parole si fissano e come un mantra possono influenzare le tue azioni. Tutte le volte che citiamo un proverbio, confermiamo l’affermazione di Socrate. Bravo , profondo e colto. Non è facile il mestiere dell’attore, ma è stimolante, ti costringe a studiare, a leggere, ad informarti e a guardarti costantemente dentro. Complimenti Flavio per la tua crescita.
Grazie sempre per queste tue riflessioni! Anche io, come ha scritto un’altra lettrice, non sono d’accordo con Socrate: la scrittura non uccide il pensiero secondo me ma lo completa, lo rende piu’ chiaro a chi appartiene e aiuta ad alimentarlo di nuove idee. Un abbraccio
E’ sempre un piacere leggere le tue riflessioni..il tuo diario e’ diventato un appuntamento irrinunciabile…Bravissimo Flavio..
Caro Flavio, non condivido il pensiero di Socrate. La scrittura è un bene per tanti motivi. Ti fa tornare l’eterno bambino/a che vuole capire e scoprire il mondo, che ha bisogno di estraniarsi ogni tanto dalla realtà. Il libro di carta in mano con il suo profumo di stampa, un comodo divano, una bibita da sorseggiare piano piano ed in quel momento tutto il intorno a te si ferma. Grazie ancora
Ciao Flavio, non vedo l’ora di leggere il tuo nuovo libro, “Il labirinto della speranza”.
Ho già letto “La divina avventura” e “L’anello di Saturno”.
Caro Flavio rimango sempre più colpita con quanto entusiasmo e determinazione riesci a portare a compimento ogni tuo progetto.
Piacevolmente colpita dalla tua poliedricità,qualità regalata a pochi .
Complimenti per ciò di cui ci fai dono ….le tue riflessioni,i tuoi racconti ed i tuoi prossimi lavori.
Alla prossima
Una cosa è certa, la tua sensibilità emerge sempre e comunque in qualsiasi tuo scritto
Avanti così
Grazie Flavio per questo tuo raccontarti.
A presto
I tuoi libri sono molto interessanti; trattano temi che mi interessano moltissimo. Quando scrivo testi su idee e temi che mi incuriosiscono, faccio ricerche, cerco informazioni e ho l’abitudine di rivedere ciò che ho scritto solo alla fine, e lo faccio molte volte. Per me, così ha più senso. Ho imparato e continuo a imparare molto da ciò che scrive Flavio. È una fonte di ispirazione e mi fa riflettere. Grazie 🙏 Sorprendici sempre con i tuoi scritti, come attore, narratore… Saluti
La tua obra è sempre fluida. Non esiste un “fine”…
Dopo aver letto l’intera saga del “L’anello di Saturno”, non vedo l’ora di leggere il tuo nuovo capolavoro.
Sono sicura che sarà meraviglioso 😍
Grazie Flavio, per come sei e per tutto ciò che riesci a trasmettermi. Sei adorabile ❤️
Bellissimo ed emozionante
Che Bell non vedo l’ora di leggere questa saga . Dai presto a finirla eh sono troppo curiosa. Un abbraccio
Pagina stupenda💯😍perché attraverso la lettura comunica un mare di emozioni che riflettono anche,e non solo, il tuo lavoro di scrittore nella tua ultima saga…👏👏💙🫂🫶🤗
Caro Flavio, costringi il mio cervello a lavorare e il mio inconscio a venire allo scoperto , per me esercizio difficile ma affascinante . Grazie
Flavio carissimo,
Mi appassiono a queste tue riflessioni che potrebbero costituire, esse stesse, il testo di un libro. Mi appassiono da scrittrice e poeta che sta per pubblicare il suo ottavo volume di cui una trilogia che ho chiamato ‘(S)quaderni’ nei quali ho sentito l’urgenza di squadernare (appunto) temi ‘altissimi’ (per parafrasarti sui quali non possiamo non interrogarci e nei quali in finis mi sono squadernata io medesima. Ogni volume non buo non risentire della storia, del vissuto, del retroterra culturale-educativo-formativo del suo autore.
Con stima e apprezzamento sinceri
Somo sempre io , Buona sera Flavio ho ascoltato ilruo racconto ,sempre.interessante , in.questo.piccolo.spazio. mi.e.un po.complicatoc xomnentare . Sei.una persona molto colta , cerchero di leggere il.tup.libro quando.sara,’ per.comescere neglio. Lo.scrittore.che e, in te , congratulaziomi. .Flavio..e graxie🙏
Sì è giusto. Anche io rivedo i pezzi solo una volta completati. Aspetto che si “raffreddino” nella mia mente così da poter scorgere prima gli eventuali refusi.
Flavio spesso sono sola è ti ringrazio con i tuoi scritti mi.tieni compagnia alla prossima maria ottieri
Ciao Flavio io quando posso Leggo qualcosa di ciò che mi fai avere sono io Elena Zito ti seguo anche al paradiso delle signore mi piaci molto spero di rivederti anche l’anno prossimo un abbraccio ❤️
Ciao Flavio. Ho scritto un messaggio penso inerente ma, pur cliccando due volte, non è apparso. Chissà se l’etere lo conserva… Provare a riscriverlo sarebbe un esercizio di stile. Ci sono soggetti su scrittori che scrivono un testo e poi gli scompare dal computer o che un tempo lo lasciavano in filobus o qualcuno glielo rubava. Se ti capitasse causa tempesta magnetica che faresti? A proposito. Se volessi divulgare a destra e a manca come un virus il mio romanzo ormai ingombrante anche per me stesso, come potrei evitare che fosse copiato, trafugato, plagiato, se qualcuno pensasse che vale? Io lo penso, come primo lettore di me stesso che sicuramente si comprerebbe. Gli li altri ancora non saprei. A volte è difficile scriverti senza interagire con un dialogo. Mi pare di parlare a me stesso. Ma queste sono le regole del gioco. Scrivi, cesella, pubblica. Ma questo già lo fai. Un salutone.
Caro Flavio, forse ho capito perché non riesco a prendere con impegno e serietà, la decisione di scrivere. Ho sempre sentito dentro di me questa esigenza, ma non sono mai andata oltre qualche paginetta o appunti sul pensiero che mi attraversava la mente in quel momento, non tanto per fissarlo, ma per cominciare un corteggiamento con la mia volontà di inoltrarmi decisa nel terreno dell’osservazione dei miei stati d’animo, e quindi di possibili storie, dall’esterno del mio essere, con la paura di trovarvi chissacché … grazie
L’eterno dilemma tra volontà di desiderio e realtà manifesta: ecco di cosa parlerò ne «Il labirinto della speranza».
❤️
Caro Flavio,il lunedì è diventato un giorno di riflessione, condivisione,concertazione,grazie ai tuoi racconti, grazie.Alla prossima
Caro Flavio, bellissimi i tuoi “pensieri” di oggi.
A me capita, rileggendo le cose scritte anni fa, di pensare a possibili revisioni, ma poi riflettendo, non voglio eliminare il mio modo di essere di allora e se modifico, lascio le due copie (non devo pubblicare, scrivo per me) per ricordarmi com’ero; i miei scritti sono espressioni di me nei diversi momenti della mia vita.
Riguardo alla domanda:”Basta davvero crederci?” ti dico che, all’età di 82 anni compiuti 4 giorni fa, ancora non so dare una risposta. Però c’è ancora tempo!
Sei bravo! Un abbraccio e buona vita.
Grazie per queste riflessioni del lunedì
Aspetto sempre il lunedì per riflettere con te su certi argomenti, mi aiutano molto e quello di oggi mi è piaciuto tanto. Grazie Flavio!
Grazie per la nuova condivisione di oggi davvero interessante e coinvolgente che il faro della creatività ti guidi nella scrittura dell’ultimo volume godendoti anche il processo dello scrivere cordiali saluti e alla prossima
Ciao Flavio, grazie…..realtà, fantasia….penso che si combinino fra di loro….che non perdano la propria forza e originalità proprio in questo eterno compenetrarsi che costruisce, in fondo, la nostra meravigliosa vita.
Alla prossima
Caro Flavio ti volevo ringraziare per l’attenzione che hai sempre per noi lettori. Grazie. Buona giornata a te e a tutti
Ciao Flavio,
complimenti per aver quasi terminato la quarta stesura del tuo volume.
Sei a buon punto!
Grazie e alla prossima.
Ciao Flavio è un quesito che spesso mi pongo se basta davvero crederci perché si realizzi un desiderio come alcuni sostengono oppure dobbiamo solo decifrare dei segni di un qualcosa di già scritto…un bel dilemma.Buona stesura del tuo volume..con questo diario noi lettori abbiamo avuto modo di vedere passo per passo la creazione di questa saga.
❤️❤️❤️
Il “processo di editing, di pulizia e miglioramento del testo” mi fa pensare alla mia vita, perché ad un certo punto è necessario fare pulizia nella mente per migliorarla per stare bene. Grazie per questi spunti di riflessione
proprio così. anche io quando scrivo ho queste sensazioni dicotomiche
Che bello questo appuntamento di riflessione, complimenti davvero❤️
Ciao Flavio, il tuo diario mi riempie il cuore e l’anima facendomi riflettere sull’aspetto interiore di molte scelte che si fanno. Ho letto i tuoi libri e sono felice di averlo fatto mi hanno regalato dei bei momenti da vivere. Sono molto impaziente di leggere la tua nuova saga che sarà sicuramente una nuova immersione nell’autenticità di un meraviglioso scrittore come te. Grazie Flavio
Buongiorno belle citazioni fanno riflettere
Buongiorno Flavio è sempre bello leggerti e ascoltarti…questi bei pensieri ,queste domande se è giusto o sbagliato scegliere una determinata via….penso che siano necessari..
Buona vita
Caro Flavio, mi incuriosisci sempre di più, non vedo l’ora che vengano pubblicati!!!
A lunedì
Buon Lunedì Flavio. Argomenti molto profondi, avvolti dal mistero. Sicuramente la tua nuova pentalogia sarà coinvolgente, interessante e originale. In più epoche storiche, non soltanto oggi, ci si interroga sulla potenza del desiderio, direi la ‘prepotenza’ del desiderio, affinché un individuo possa realizzare ciò che desidera. Basta essere sicuri di qualcosa perché si manifesti ? La motivazione e la volontà sono un carburante potente, ma penso che, sulla nostra Terra, siamo tanti abitanti e quello che un singolo individuo desidera è interconnesso con quello che tanti altri bramano. Desideri diversi possono essere in contrasto fra loro. Possiamo dare fiducia ai nostri sogni, ma non possiamo essere certi che si realizzeranno perché vi sono variabili e incognite. Per portare i nostri desideri nella realtà fisica, attraverso il pensiero positivo, la visualizzazione, dovremmo essere come chi è capace di risolvere equazioni con incognite, anzi sistemi di equazioni (due o più equazioni considerate simultaneamente per trovare soluzione comune), perché simultaneamente tanti esseri umani formulano desideri. Alcuni studi parlano di eggregora (o egregore), cioè la creazione di una “forma-pensiero” o entità energetica autonoma, forma-pensiero che viene creata e sostenuta dai pensieri, dalle credenze e dalle emozioni collettive di un gruppo di persone. Sarebbe bello realizzare un proprio desiderio avendo contezza di qualsiasi altro che ostacola il nostro, per porvi rimedio.
Carissimo Flavio, grazie, innanzitutto, per questa pagina bellissima.
Per me la realtà è il risultato del nostro vivere, delle nostre azioni, di quanto fatto e non fatto o non voluto o potuto fare. È il risultato del nostro sentire, del coraggio e della paura, della determinazione e dell’inerzia.
Ci sono aspetti della realtà che certamente non possiamo che accettare, ma ce ne sono molti che il nostro essere può cambiare, migliorare , ribaltare, anche sbagliando.
Per me la realtà non sarà mai solo “cotta e mangiata”.
E da quanto stai condividendo nelle pagine di questo diario credo che non lo sarà neanche per i protagonisti della tua nuova saga.
Buona giornata e grazie per l’attenzione che hai sempre per i tuoi lettori.
Aspetto con gioia il nostro appuntamento del lunedì…ti ringrazio e ti abbraccio! Sempre bellissimo leggerti ed ascoltarti