Sono nato senza nome. Il giorno della mia nascita, i miei genitori non avevano ancora deciso come avrei dovuto chiamarmi, così, quando sono stato «consegnato» dalla cicogna, sul mio piccolo braccialettino non c’era scritto nulla.
Senza nome.
È stato anche il nome che ho dato all’associazione culturale che ho fondato ai tempi del Teatro Stabile di Genova. NoNames. Un omaggio, in un certo senso, a questa assenza presente. Una libertà, se ci pensate.
Perchè il nome non lo scegliamo, ci viene imposto, ed è una dimensione molto potente della nostra personalità.
Insomma, a 23 anni, appena uscito dalla scuola del Teatro Stabile di Genova, misi in scena «Il drago» di E. Schwarz. Un testo intrigante sul potere, celato dietro quella che può sembrare una banale favola. In realtà, il drago, Lancillotto e gli altri personaggi sono metafore, allegorie del tempo moderno, in cui il potere trasforma le persone, qualunque sia la purezza del loro cuore. Il potere è il male, corrompe.
Per realizzare lo spettacolo, decisi di fondare un’associazione culturale. Non ricordo bene il motivo per cui lo feci, forse perché in quel modo riuscivo ad avere una sala dove poter fare le prove. Se ci ripenso… ricordo che io e Arianna, che mi aiutava all’epoca nella creazione dello spettacolo, pulimmo a mano, con candeggina e mocio, la sala del centro sociale che ci ospitò per le prove.
Poi affittai di tasca mia la sala dove tenere lo spettacolo.
Fu anche l’occasione in cui mi comprai, con i soldi guadagnati durante l’estate come cameriere, un computer portatile e un piccolo proiettore per le proiezioni in scena.
Dieci attori, luci, un compositore che scrisse, per l’occasione, quasi una decina di pezzi al pianoforte. Un’impresa vera e propria! La prima che portai a compimento.
Fu lì che compresi il potere della conclusione, del «mettere al mondo» un proprio desiderio.
Certo, desiderare conta: il potere del desiderio è la linfa vitale dell’artista, ma c’è qualcosa di ancora più importante. La resa dei conti. L’abilità di realizzare (anche male) quel desiderio, quella visione.
Perché è così importante? Per due motivi.
Il primo è personale: concludere qualcosa, portarla a compimento, è un momento di piacere, di soddisfazione, di orgoglio. È il momento in cui tutto il tempo consumato, tutta la fatica, prende forma in qualcosa. Qualunque essa sia, bella o brutta, non importa, perché il valore delle cose — come dice qualcuno — è nella fatica che si è fatto per ottenerle. Mettere al mondo un’opera è la realizzazione di quella fatica. È creazione di valore.
L’altro motivo è che gli altri ti guardano diversamente. Sanno che una volta ce l’hai fatta. Quindi forse potrai farcela ancora. È un valore importante, la fiducia. Credere nell’altro non avviene per caso. Avviene perché ci sono dati, cose tangibili, che corroborano il nostro giudizio. Un pittore che ha finito almeno un quadro è più affidabile di uno che ancora non ne ha concluso mezzo. E questo vale ancora di più quando si ha a che fare con mestieri che richiedono l’ausilio di altri uomini e donne, altri artisti (il regista produttore è uno di essi).
Senza nome, NoNames… Ho abbandonato quell’impresa dopo un po’, lasciando ad Arianna le redini di quella associazione, per cavalcare altre onde, lontano da Genova.
Ho fondato una società di videogiochi e l’ho chiamata «Untold». Non detta. Non raccontata. In un certo senso.
Senza nome.
Sembra un eterno ritorno, qualcosa che bussa alla mia porta, un desiderio di affrancamento da me stesso? Chissà. Eppure, il successo del mio lavoro principale, l’attore, è definito dal fatto che sei o no… indovinate un po’: «un nome».
Ho scelto di scrivere i miei libri e saghe sotto il mio nome reale. Avrei potuto scegliere uno pseudonimo, ma in realtà voglio essere onesto con il mondo. Voglio che mi veda per quello che sono, non ha senso nascondermi. Voglio che il mio percorso artistico sia sotto la luce del sole, nel bene e nel male.
Quello personale, invece, tendo a preservarlo, a tenerlo nascosto per paura di esporlo, di rovinarne il candore, la purezza.
A volte ripenso al me di vent’anni fa. E in realtà penso che andrei abbastanza d’accordo con lui. Non mi sento così cambiato. Forse mi vesto meglio e sono più responsabile. E questo lo devo sicuramente a Eleonora ed Elettra.
Ma la mia anima è sempre quella: senza nome.
Alla prossima pagina.
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Bellissimi e interessanti pensieri, e’ un piacere leggerti e ascoltarti
Come sempre le tue riflessioni sono per me un momento interiore per guardarmi dentro ,su cosa penso e cosa sento ,grazie
Il nome non conta a meno che uno si chiami Lupo Zaffiro anche il mio ora che non sono più una ragazzin anon mi suona tanto bene mi chiamo Brunella ma mi chiamano Lella
Sembra ,a prima lettura , emergere il senso del non essere” senza nome” ” non detta ..non raccontata” ed invece tra le righe urla forte il bisogno di essere,esserci ,comunicare…forse un diario non è altro che quella nostra ombra proiettata in uno spazio senza tempo ….
Dal tormentato Tancredi al riflessivo Flavio: tanta roba per un senza nome! 💥
Lo dico sommessamente: scritto bene, invita ad entrare. Letto bene, invita ad ascoltare.
Grazieeee Flavio 🌙 “La luna afferma 🌙 che il Nome 🌙 non fa la vera identità 🌙 è follia della forma 🌙” Siamo punti 💫virgole accese 💫lune 🌙 che raccontano il grande 🌙 Tutto fiorisce nell’arte 💫 FELICITÀ 💫💫💫💫💫💫💫🌙
Bellissima
Con il mio nome ho un rapporto difficile e gli ho preferito sempre altri nomi tipo Claudia o Lucia e il mio nome era come un abitare che ho cominciato ad accostare il mio nome alla poesia ed amarlo quando a scuola ho letto Petrarca e mio padre mi ha detto che lo dovevo proprio al poeta
Poi ho saputo di una canzone tell Laura I love her e solo Laura non c’è mi ha fatto fare pace col mio nome. Forse hai ragione il nome è una identità una maschera con il mondo grazie per il diario ho aggiunto questa parte che mi ha richiesto più tempo
Alla prossima Flavio grazie per ildiario
Belle riflessioni. Grazie per averle condivise!
Una bella pagina !
Essere quello che sei senza nome e senza etichetta!
Nulla succede a caso nella vita,nemmeno essere approdata in queste tue riflessioni.Grazie,mi sento a casa.
Il nome è un progetto: ti viene consegnato prima o poi dalla visione di almeno uno dei genitori. E’ un atto ‘magico’ che arriva da lontano ,quasi a decretare ciò per cui siamo arrivati in questa dimensione.Flavio per esempio è un nome da imperatore,storico e scrittore e tu che fai nella vita?E quale nome ti fu più appropriato!
Un nome,un progetto e ci vuole tutta una vita per scoprirlo…….
Ciao Emanuele, che dire. È vero, il nome è un progetto, un seme donato da chi viene prima. La prima eredità, dopo quella genetica. Frutto di volontà. Grazie per questa interessante prospettiva.
Buonasera Flavio, solo questa sera sono riuscita a leggere i tuoi pensieri. Sono d ‘accordo é importante avere un nome, specialmente quello dato dai genitori che ci piaccia o no. Ciao 🖐️
Io porto un nome che non mi piace, è il nome della mia povera nonna. Da ciò che mi dicevano i miei genitori la mia nonna non voleva che mi chiamassi come lei perché diceva che lei non era stata per niente fortunata nella sua vita, ma mio padre che amava più della sua vita la mamma credeva di mancarle di rispetto se non lo avesse fatto. Mentalità di una volta che comunque rispetto. Se dovessi credere alle parole della nonna, devo dire che aveva ragione, anche la mia vita non è stata molto semplice. Ma di una cosa sono certa, non è importante il nome che ci danno, ma la persona che lo porta. Ciò che determina il percorso della nostra esistenza sono un insieme di situazioni, l’educazione che si riceve, l’ambiente in cui si vive , e tantissime altre coincidenze, che a nostra insaputa ci fanno scegliere il percorso della nostra vita. Perciò concludo dicendo che anche se mi avessero dato un nome diverso io sarei stata esattamente come sono. Spero di essere stata chiara. ❤️
❤️❤️😍😍👏👏💯🫂❣️
Infondo a casa serve un nome? Certo per alcuni personaggi è fondamentale un modo per conoscerlo. Io mi sarei dovuta chiamare Ignazia come la mia nonna !! Sarebbe cambiato qualcosa? Chissà. Ciao Flavio
Sei bravo, sensibile. Mi piace molto leggere e tue pagine. Sono perle rare
Bello tosto il libro che sono pixel?
Bellissimo ❤️
Le tue parole incoraggiano e fanno riflettere molto.
Grazie
Eccellente ! Imprenditore di te stesso anche nella scelta del ” non dar nomi ” .
Coraggio e pertinacia non sono solo doti da attore ma da uomo che inventa la sua vita, a partire dal nome
Queste tue parole mi commuovono, anche se non giovanissima sto scoprendo Me, sto dando voce ai mie sogni, proprio ieri parlavo del mio nome e della sua importanza…… Non avevo mai riflettuto suglu eventi e traguardi raggiunti…..
Bellissimo. Complimenti di tanta verità che si cela dietro queste scoperte. Grazie
Buongiorno. Ho molto apprezzato…tuttavia il nome è importante sei nel momento in cui ti chiamano, hai un diritto…senza nome non è proprio liberta’ …forse solo artisticamente…ma nome vuol dire essere …comunque grazie…davvero molto bella questa pagina
Credo che non saprei stabilire in cosa brilli di più. Sei l’attore italiano che preferisco, puoi interpretare qualsiasi ruolo e non sei mai ridondante. Adesso scopro che hai una bellissima scrittura da cui emerge un entusiasmo creativo davvero raro nella tua generazione. Sul nome come Suono identitario in effetti non avevo mai letto nulla che non fosse sociologico. Mi è piaciuto ascoltare la tua voce, delicata e vibrante. Grazie !
Giorgia
È vero ci troviamo nomi che ci vengono assegnati dai nostri genitori e con quel nome ci portiamo dietro un preciso bagaglio che delinea la nostra personalità….. è vero….la scelta del nome è importantissima.
È sempre bello leggerti……come vorrei che i ragazzi di oggi fossero come quel ragazzo di 23 anni che eri tu …. purtroppo mi accorgo ogni giorno che passa che così non è…..forse per scarsa fiducia,forse perché Hanno bisogno di qualcuno che ricordi loro le qualità che posseggono…….non saprei….. grazie sempre caro Flavio.
Ciao Flavio,
mia madre ha deciso di chiamarmi Anna Maria, dopo diversi aborti mi ha partorita a 33 anni l’8 dicembre 1974 alle 23,30 nel giorno dell’Immacolata Concezione. Il mio è un nome composto la cui origine è ebraica e latina, significa: grazia amata. Per i miei genitori sono stata un dono pieno di sofferenza , in cui insieme, dalla mia nascita fino a 20 anni abbiamo dovuto lottare, affinchè; potessi sentirmi una “persona normale” in una società priva di umanità ed empatia. Oggi il mio nome significa per me coraggio, emancipazione,voglia di ricostruzione totale, in cui aver messo ogni giorno in gioco me stessa è stata la vittoria piu’ grande, sperimentando chi voglio essere e come senza maschere ed in maniera autentica. Grazie per questa bellissima storia,per la tua capacità di raccontarti in maniera cosi umile e profonda. Sei un’anima bellissima.
È bello leggere i tuoi libri
Leggo sempre i pensieri che arrivano, a volte non subito, come questo. Credo che sarebbero un ottimo materiale per uno spettacolo a teatro, la gente potrebbe scoprire il vero Flavio.
Ciao Flavio questo racconto profondo e di riflessione È bello da leggere ma molto più interessante raccontato da te Grazie per queste tue pagine Ti stimo molto come attore e adesso anche come scrittore narratore 👏👍
Sei una persona molto profonda. Una scoperta anche se già ti apprezzo come attore. Mi è piaciuto questi racconto tra ricordo e introspezione
Bellissimo questo pezzo che ci hai regalato !Grazie di cuore
Ti ho appena finito di ascoltare Flavio ,devo dirti che mi sei piaciuto molto,hai un lessico forbito e i contenuti sono molto profondi grazie di cuore ❤️
Lettura profonda che ti spinge a pensare !🤗
Sì vivesse solo di inizi un abbraccio
molto bello! si sente che è vissuto …
Bellissima la tua storia.
Hai mai pensato di fare il doppiatore?Hai talento come attore,hai una bellissima voce anche,calda e profonda.
Si una voce bella e profonda né convengo
Buona serata,si le leggo sempre grazie mille
Così Flavio mio padre invece aveva già deciso il mio nome perché diceva che Samantha, relativamente con h , diceva tenere a “vada” le mie sorelle Sonia e Susanna anche se io sono l’ultima delle tre. Il mio nome credi di origini ebrea e uno russo e uno americano da piacere cioè dovevi dividerle in effetti è così litigano sempre. Mia figlia invece ero indecisa pure pure lei li abbiamo deciso all’ultimo momento Aurora. Volevo che avesse il nine e cognome con la stessa lettera , dicono porti fortuna, poi una principessa mi ha ispirato. Un abbraccio
Il mio nome Rita, e’ stato scelto da mia madre. Mi piace il suo significato..”piccola perla”..cmq sempre molto belle le tue riflessioni. Alla prossima..
Ciao Flavio, sai che anche mio figlio è nato senza nome? È per un giorno intero è rimasto senza nome. Poi abbiamo scelto Daniel
Nel tuo scrivere colgo sempre la paura di essere legato a qualcosa che limiti il tuo io … il nome, il genere di ciò che scrivi, la tua associazione etc..
Ma tutto ciò può limitare ma è anche essenziale per farci amare.
Io con il mio nome sono fortunata perché da la possibilità agli altri di scegliere come chiamarmi, così sono: Anna, Mari’, Annamary ecc.
Grazie ancora per condividere il tuo io.
Condivido che artista è colui che porta a conclusione. Come diceva Tchaikovsky: l’ispirazione non è un lavoro per pigri.
A voltevorrei essere anche io senza nome.Ti ho letto prima prima di addormentarmi. È stato bello.grazie Flavio
Molto bello, intenso e profondo
La gavetta! Bravo Flavio!
Bello
In una tua biografia avevo letto della associazione No Names , mi aveva molto colpito, considerata la tua giovane età , la intraprendenza e la caparbietà di portare a termine il tuo primo progetto di regia , la stessa che, anni dopo, ti ha portato a fondare Untold games e a inseguire e a realizzare il sogno del primo videogioco per la realtà virtuale. Capisco ora il significato! niente come sempre è lasciato al caso . Forse è proprio questo tuo essere una piuma al vento, con una identità non facilmente incasellabile ,che ti ha portato a sperimentare vari percorsi artistici un pò come il tuo “giavellotto” , per citare una tua poesia , che fluttua , capace “di tagliare le nuvole” ….”per conficcarsi nell’orizzonte ” ,ma nonostante le tante maschere , è la tua anima e quello che sai trasmettere , che oggi ti identifica come un artista profondo e autentico
Anch’io, quando è nato mio figlio, non sapevo che nome mettere…..sul braccialetto hanno scritto “nessuno”….quando lo raccontato è rimasto sorpreso e sbigottito….la sua domanda : forse non mi volevi?….il nome con cui veniamo chiamati , nel bene e nel male, io penso, influisce sulla nostra storia.
Che tenerezza il braccialettino senza nome. Forse ti chiami Flavio perché eri biondino ? Ormai appartieni a Roma ‘gens Flavia’. Io dovevo essere Tancredi della Gerusalemme e invece Roma anch’io ‘gens Julia’. Mi ci trovo. Che sorpresa scoprire che NoNames e Untold partono dalla culla, per chi ti ha seguito nell’uscita del videogioco VR Loading Human. Bella storia e bel risultato ! Un commento qui, sul darsi il nome da adulti, mi ha ricordato ‘Sorgo Rosso’ del Nobel Mo Yan, dove i Cinesi pare lo facessero. Anzi, più di un nome. Tant’è che mi sfiorò il dubbio ironico di una moltitudine fittizia, di soli nomi 😁 Riguardo al potere. A volte l’investitura può cambiarci in meglio, se ci responsabilizziamo. Quando l’abito fa davvero il monaco. Desiderare lo insegna Kato ne LA DIVINA AVVENTURA e recentemente molto invocato dagli psicoterapeuti. Perché se manca, si spegne il motore. Grazie
Buona sera, Flavio come dicono i latini, nomen omen e dietro ogni fatica poi arriva sicuramente una grande soddisfazione. Saluti e un abbraccio 🍀💚💛🤗
My name Joy short and easy was once unique now it’s used everywhere .Thanking you for the enjoyment of your weekly diary.
Il vero artista non pensa a compiacere, pensa a turbare, perchè è la criticità che ti fa crescere..complimenti per il lavoro da Artista che porti a tutti noi! Buona giornata!
Appare la tua sicurezza bisognosa di conferme. Piacevole la lettura di parole semplici e pacate.
” Flavius dorato dall’anima gentile e profonda, il tuo dire nel leggerti colpisce il cuore di chi ti ammira e onora. “
Bella riflessione, grazie Flavio.
Forse NoNames, Untold sono modi per lasciare più spazio alla creatività, più libertà di esprimersi… un nome “definisce” e, talvolta, “incasella”. Così, invece, si può dare un nome, una definizione propri. Buona settimana!
“Bravo! La tua scrittura è un riflesso della tua anima, intensa e sincera. Hai il dono di raccontare storie che toccano il cuore.” Cmq eri destinato a chiamarti Flavio ognuno e già scritto ciao
Il mio nome è Francesca e mi piace molto anche perchè mi rappresenta, ciò che dici dell’avere un sogno e poi agire per realizzarlo mi colpisce e mi spinge a realizzare il mio.Grazie Flavio
Il mio nome da giovane non mi è mai piaciuto,quando andavo a ballare, se mi invitava un bel ragazzo, mi presentavo con altri nomi a mio gusto più belli. Ora ripercorrendo la mia vita ne sono fiera i miei genitori hanno scelto proprio il nome che mi rappresenta: in tedesco il significato di Franca è libera, così mi sento e così ho vissuto! Ho letto con piacere che hai vissuto a Genova è la città che noi della campagna amiamo.
Io ho un nome di ripiego che andò a sostituire per fortuna, grazie alla suora dell’ospedale, un dubbio nome americano. Lo sento potente e caparbio. A volte nobile.
Ciao Flavio è bello leggerti regali un po di te stesso e per me non è facile
Mi chiamo Bruna come il mio nonno, una persona che ho amato e che mi ha amato tanto
Ho solo bei ricordi di lui e vado fiera di portare il suo nome
Per altri sono senza nome e anche questo mi va behe
Ti suguro una buona settimana, alla prossima
C’era già un po’ di Shakespeare nel tuo destino. In fondo: “Che cos’è un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con un altro nome avrebbe lo stesso profumo” . Bella pagina, bei ricordi. Bella attestazione finale🤗
Io sono nata dopo 7 anni di matrimonio, quando non mi aspettavano più ed è forse anche per questo che ho più nomi,quasi uno per ogni anno, in cui non ero ancora nata.
Io Mariella per tutti,il mio vero nome Maria e non mi piace lo associo al fatto che da piccola quando combinavo qualche marachella e suonavo al citofono, mia madre diceva “Sali Maria” e sapevo che sicuramente le avrei buscate!
I miei genitori mi hanno chiamato Giuditta: nome della mia nonna che non ho mai conosciuto. Quando ero piccola non mi piaceva questo nome perché era ed è un nome raro. Avrei preferito un nome più comune come tutte le mie amichette. Da adulta, invece, ho apprezzato questo nome proprio perché è raro e si distingue da tanti altri nomi più comuni.
Ciao, sono senza nome come te Flavio, mi piace presentarmi come
” Cittadina del mondo”
Il tuo racconto mi piace e sto ritrovando alcuni pezzi di me.
Mi piace la tua calma e la tua voce.
Sul Nome imposto dagli altri c’è tanto da raccontare. Era scritto così ” Nessuno”
E su questa storia vera ho scritto il mio libro. Anni di ricerca e introspezione.
Grazie mille e buona serata Flavio.
Grazie
Ciao , io mi chiamo Donatella e ho sempre odiato questo nome. Da ragazzina scrivevo nei miei diari che avrei voluto chiamarmi come una delle piccole donne, Jo. In realtà Jo era un diminutivo, e anche il mio nome è diventato un diminutivo, e cioè Dony. Jo ambiva a diventare scrittrice e io (all età di cinquanta anni ma poco importa.)
Come lei ho pubblicato alcuni libri… Forse il destino di entrambe era trovare conforto nella scrittura e i nostri nomi non voluti ci hanno guidato verso un altra identità? O forse sto solo farneticando… Chissà…😊
Siamo tanti individui unici e ii valore che che mostriamo e che ci viene riconosciuto porta il nome delle emozioni che suscitiamo .ma quando vogliamo individuarlci velocemente usiamo il nome quel nome con cui ci hanno etichettato…..con cui etichettIAMO i nostri PET.
Buon lunedì Flavio, io commento sempre nel pomeriggio perché riesco a leggere i tuoi diari solo in quel momento. Mi chiamo Alessandra, mio padre mi ha chiamata così con l’intenzione di accorciare il nome, infatti per lui sono sempre stata Sandra, per le amiche, invece, Ale. Come vedi ho usufruito, fino ad oggi, di ben tre nomi diversi e francamente non mi sono mai posta il problema se mi piaceva o meno, l’ho accettato così come mi è stato dato.
Buona settimana
Una pagina della tua vita senza nome. Lo scritto fa pensare, a chi siamo, a cosa riusciamo a fare, a come ci presentiamo al mondo.
Grazie, Flavio.
Ma io mi chiamo lucia e penso che mi si addice vuol dire luce e a molte persone sono felici di star cn me
Ciao Flavio, in primis grazie per questa pagina di Diario e per questo racconto di frammento della tua esperienza personale che arricchisce il prossimo.
In secondo luogo mi viene da citarti Shakespeare in particolare questi versi.
“Oh Romeo Romeo, perché sei tu Romeo!? Rinnega tuo padre, rifiuta il tuo nome, o se non vuoi, giura che mi ami e non sarò più una Capuleti. Solo il tuo nome è mio nemico: tu sei tu”. Del resto, prosegue fiduciosa Giulietta, “Che vuol dire ‘Montecchi’? – “Non è una mano, né un piede, né un braccio, né un viso, nulla di ciò che forma un corpo”. E “Che cos’è un nome?” se in fondo “quella che chiamiamo ‘rosa’ anche con un altro nome avrebbe il suo profumo”?
Ecco penso che qui Shakespeare attraverso Giulietta come te, in questa pagina ci voglia dire che siamo qualcosa aldilà di quella persona ( il cui significato è maschera poi se ci riflettiamo ) con cui veniamo chiamati.
Grazie un caro saluto
Grazie Flavio per la tua storia, bello ascoltarti nell’esporre le tue riflessioni, io per il mio nome Rosanna, che a me piace molto, devo ringraziare il mio papà, che non si è lasciato influenzare dalle usanze, diciamo che ha accontentato in parte, infatti in meridione, ma forse anche in altri paesi, una volta si dava ai figli i nomi dei propri genitori o nonni, quindi ho rischiato di chiamarmi Rosina o Serafina… mi è andata bene 😌 ciao 👋
Mi chiamo Anna. Sono nata il giorno di Sant’Anna. I miei hanno deciso così il mio nome che io amo tanto.
Grazie per la storia della tua vita e primi lavori di certo col tempo il tuo nome è garantito come attore Flavio Parenti e ora anche scrittore e in precedenza tante altre esperienze e poi una famiglia tua con Eleonora ed Elettra complimenti ad malora alla prossima
Buon pomeriggio Flavio,
mi ripeto ogni volta che scrivo un mio commento sulla tua “pagina”, ma è sempre molto piacevole leggere mentre ascolto quanto scrivi, anche oggi ” senza nome” mi fa riflettere su quanto il nostro nome,che i nostri genitori hanno scelto per noi,faccia parte della nostra vita per sempre.
Io ad esempio mi chiamo Marina perché mia mamma,da piccola,aveva un amichetta che si chiamava così e aveva da allora sempre pensato che se avesse avuto una figlia l’ avrebbe chiamata Marina, e quindi eccomi.
Un saluto e buona serata
Marina
Quando sono nata mamma e papà avevano già in mente il mio nome… Carla,mi piace tantissimo ♥️
Il mio nome Jose è la metà di Josephine, ma allora all’ anagrafe non è stato accettato, perché straniero ( anno 1951) . Se fossi stata maschio mi sarei chiamata Giuseppe come il nonno paterno, morto da tempo. A mia mamma Giuseppina non piaceva; la nonna materna suggerì Josephine, perché era stata tanti anni in Francia. A me Jose non è mai piaciuto.In provincia di Imperia però in passato diverse bambine portavano questo nome.
L’ ho accettato con gli anni…Grazie per i tuoi scritti.
Buongiorno. Quando sono nata, avevo già scelto un nome per me: Maria Teresa, come quello di mia nonna materna. È un nome che è stato tramandato di generazione in generazione. E mi piace molto il mio nome, non solo perché ha un valore sentimentale, ma anche perché lo trovo un bel nome. Se non mi piacesse, lo cambierei. Per quanto riguarda gli scrittori, in Portogallo abbiamo molti scrittori di fama mondiale. Ma uno spicca su tutti: Fernando Pessoa! Era un poeta portoghese identificato con il modernismo, ampiamente riconosciuto come uno dei principali autori della lingua portoghese e il più grande poeta lusofono del XX secolo. Ha lavorato anche come drammaturgo, saggista, traduttore, dirigente pubblicitario, astrologo, inventore, uomo d’affari, corrispondente commerciale, critico letterario… Era un brillante poeta portoghese che ha creato un vasto universo immaginario attraverso eteronimi, personalità poetiche distinte con le proprie biografie e stili. I principali eteronimi sono Alberto Caeiro (maestro bucolico), Álvaro de Campos (ingegnere futurista/angosciato) e Ricardo Reis (medico classico), oltre al semi-eteronimo Bernardo Soares. Alberto Caeiro: considerato il maestro di tutti, è il poeta della natura, della semplicità e del “non pensare”, utilizzando un linguaggio diretto e un verso libero.
Álvaro de Campos: l’eteronimo moderno e sensazionalista. Attraversa fasi decadenti e futuriste (“Ode Trionfale”), culminando nell’angosciato nichilismo di “Tabacaria”.
Ricardo Reis: medico e classicista, influenzato dalla cultura latina, scrive odi dal tono stoico ed epicureo, accettando con serenità il destino.
Bernardo Soares: semi-eteronimo, autore de “Il libro dell’inquietudine”. È molto vicino a Pessoa, descritto come una versione “mutilata” di se stesso, incentrata sull’introspezione e sulla noia. Ortonimo: si riferisce allo stesso Fernando Pessoa, autore di “Mensagem” e di poesie lirico-simboliste.
Pseudonimi: falsi nomi usati per firmare le opere, come Alexander Search o Chevalier de Pas.
Fama: la ricchezza di questa creazione letteraria si basa sulla “spersonalizzazione” e sul desiderio di Pessoa di “essere tutto in ogni modo”.
Pessoa creò decine di altri personaggi immaginari, come António Mora, Barone di Teive, o Charles Robert Anon, rendendo la sua opera una delle più complesse della letteratura mondiale. Come poeta, nella sua ricerca dell’espressione delle diverse parti della sua psiche, creò personaggi diversi con personalità sorprendenti. Attraverso i suoi eteronimi, Pessoa condusse una profonda riflessione sul rapporto tra verità, esistenza e identità. Quest’ultimo fattore è altamente significativo nella famosa enigmaticità del poeta.
Carissimo Flavio grazie per il tuo per me secondo invio,, le tue “mémoires”…ricordi di vita di uno che ha sempre avuto obiettivi da raggiungere e li ha fatti in prima persona e questo di per sé già dimostra il tuo valore individuale. Cì chiedi di scegliere tra fantascienza spirituale o amore & destino e per me è impossibile essendo molto avanti con l’età già di per sé amore è fantascienza 😁 e allora scrivi quel che ti pare, io leggerò …La mia formazione linguistica non è in italiano perciò chiedo venia per i miei più che eventuali errori grammaticali nei commenti. Muchas gracias señor e un cordiale saluto.
Buongiorno Flavio,
Il tuo diario lascia sempre spunti di riflessione . Per anni ho odiato il mio nome che veniva sempre scambiato per ‘ Laura’ , forse perché ero timida e quindi non lo scandivo bene.
Poi ho odiato il mio cognome ma fino a quando non sono riuscita ad amare me stessa a realizzarmi nella vita ed a pronunciare nome e cognome con convinzione . Si, mi guardo allo specchio e sono fiera del nome che porto . Ho solo una difficoltà : non riesco ad accettare chi porta il mio stesso nome . Claudia sono io e non qualcun ‘altra . E i dubbi continuano …. ! Grazie Flavio e bonne journee .
Ciao Flavio,
com’è avvincente la tua vita!
Hai fatto davvero tante cose…
Complimenti e alla prossima.
Ho insegnato danza per quarant’anni e veder realizzato uno spettacolo, un saggio, con tutto quello che c’è dietro, non solo le coreografie, ma piccole scenografie, la scelta dei costumi, era qualcosa che mi rendeva felice. mi faceva sentire bene e certamente era gratificante.
Ciao Flavio, buon lunedì.
Per fortuna i tuoi hanno scelto un nome che ti corrisponde.
Flavio sa di una persona un po’ evanescente, che però sa che cosa vuole. Magari l’hai scoperto un poco alla volta, ma alla fine sei qui. Dopo tanta fatica, inciampi e perché no dolori, sei riuscito a ricamare su di te una persona splendida e culturalmente preparata. Senza contare la tua bravura nel tuo lavoro di attore e scrittore…
Tanti complimenti sinceri.
Buona settimana, Flavio.
Buongiorno Flavio. Io penso che bisognerebbe cambiare le regole. Dare un nome qualsiasi concedendo a chi lo porta, sopravvenuta la maggiore età, di cambiarlo senza nessuna difficoltà burocratica. Il nome scelto dai genitori può essere un vincolo. Può essere appartenuto ad un qualcuno o ad una qualcuna di cui nulla sappiamo che è già esistito/a, ha fatto le sue scelte, magari sbagliate, è morto anzitempo, era uno ricco e famoso, un modello da seguire, etc… E non è giusto. Comunque per motivi genetici ci portiamo dietro infinite generazioni. È proprio necessario che appena nati ci leghino a qualcun altro? E che ci sia dato il potere di imporre un nome ad un figlio/a ? Un amico di mio padre ebbe un primo maschio che chiamò Athos. Azzardo’ col secondo a chiamarlo Porthos e gli riuscì il colpaccio di un terzo maschio che giustamente chiamò Aramis… Povera la moglie se magari voleva fermarsi al primo… Un salutone!
Buongiorno Flavio, complimenti per la tua voce che trovo rilassante.
Mi piace la tua riflessione , il mio nome e’ stato scelto da mia sorella, non mi piace, ma mi ci sono abituata.
Salve Fabio, il nome bhe il mio non è stato facile portarlo!?Maria Giuseppe , ebbene si Giuseppe! Forse un errore di scrittura all anagrafe che non è stato corretto in Giuseppa o Giuseppina!?Battute tante( e Gesù bambino dove lo hai lasciato)
Ma aldilà di tutto è stato un nome che mi ha autata, tutti si ricordano di me ! E poi a me piace il.mio grande bellissimo nome Maria Giuseppe !
Un abbraccio e grazie x le tue riflessioni.M.G.
Ciao Flavio, è bello ascoltare questi tuoi momenti che rivivi nei tuoi racconti. È vero, un nome è un’identità precisa, un riconoscersi, una eco di famiglia. Ciascuno di noi ha avuto questa identità, qualche volta un nome curioso o altisonante che sembra un fardello, una responsabilità. Il nome è la dichiarazione di ciò che siamo o possiamo essere agli occhi degli altri, un presentarsi. Cmq la tua riflessione è interessante e cioè come da un nessuno si possa arrivare a realizzare un qualcosa che ti renda visibile agli occhi degli altri. E farsi apprezzare
Ciao Flavio come sempre leggo e ascolto con piacere la tua pagina del lunedì… Spesso mi ritrovo in ciò che scrivi e questo, molte volte, mi aiuta a guardarmi dentro… Io sono nata con il nome, credo, ma non l’ho mai sentito mio fino ai 15..16 anni..ora lo amo, lo sento mio…. Grazie grazie…. Sapessi quanto mi aiuti…..
Buon inizio settimana Flavio, che bello leggerti.
Il mio nome è stato scelto da mio papà. Al cinema aveva visto un flm e la bambina che recitava si chiamava Mirella. Era rimasto colpito da questa bimba e quindi poi la decisione di darmi questo nome.
Non è un nome che mi fa impazzire ma……non mi dispiace!
Non c’entra nulla con questo discorso ma…..volevo dirti che… all’inizio ne “Il Paradiso delle signore” ho odiato il tuo personaggio ma dopo averti conosciuto sul web, è stata tutta una sorpresa. Ti sei rivelato una persona profonda e dolcissima e mi fa davvero un gran piacere vederti tutti i giorni.
P.S. E’ proprio vero!!! Come la finzione della tv, a volte, possa farci amare o odiare…ma no….odiare è un termine molto brutto…..diciamo provare antipatia per un personaggio e chi lo interpreta
Buona giornata e grazie
Ciao Flavio,
Come sempre um bellissimo articolo.
Un nome o senza nome , possiamo dire Che c’erano um nome c’erano um’ identita Che conta riconosciuti da una societa Che ti ga diversos dagl’altri.n
La societa exige in nome, potrebbe essere in número o forse um segnale quello Che importa e lá mostra essenza, lá mostra identita come persona, sentimenti e comportamento Che ci portanto a fare del mostro meglio a quello Che Hanno bisogno.
Amare senza o com um nome.
Me Fermo qui.
Uma bellissima settimana per te.
Grazie sempre per Il pensiero, A presto.
Buongiorno Flavio, da sempre mio padre desiderava per me il nome di mio fratello maggiore in versione femminile. E questo credevamo, e credevano tutti. Fino al giorno in cui occorreva presentare un documento per l’iscrizione all’esame di seconda elementare (era mesozoica! poi con i dinosauri hanno fatto estinguere anche l’esame di seconda elementare). All’anagrafe vene un dubbio, il rilascio del documento a nome di Fabiola non poteva essere emesso perché esisteva solo Maria. Sconcerto generale! (soprattutto di mio padre) Li supplicai di fare qualche manovra a Roma e ridarmi la mia entità, ma il costo era eccessivo e dovetti ospitare in me una intrusa. Ora, tutto il rispetto del bel nome Maria, il più semplice e puro del mondo, ma io non mi sono mai sentita come tale. e ancora oggi, ovviamente sbagliando, mi firmo M. Fabiola. io non sono M.!!!! la mia anima da allora urla.
Ciao Flavio,
partiamo senza nome. Poi il nome diventa l’incarnazione di quello che realizziamo, come descrivi riguardo alla tua vita professionale.
Grazie per questa riflessione.
Buona settimana
Elena
Buon lunedì Flavio🌹
Bellissimo testo! Ogni nome che abbiamo è l’ essenza della nostra anima, rispecchia il nostro carattere. Se leggiamo l’ etimologia dei nostri nomi, descrive proprio il nostro carattere. E se ci pensiamo, ogni genitore dà un nome, perché piace senza conoscere l’ etimologia. Scoprendo solo dopo, che rispecchia il proprio carattere. Questo, lo trovo molto interessante e misterioso. Mio fratello, 10 anni più grande di me si sogno’ che avrebbero dovuto chiamarmi Paola, e così fu! Il nome rispecchia la mia persona🤗
Buona giornata e a presto
P.S. Ti chiedo un pensiero di vicinanza, per l’ impatto ambientale, danni morali, materiali e fisici che il ciclone Harry ha provocato nelle mie Terre, Calabria e Sicilia; ma anche in Sardegna. Il dispiacere più grande è che nessuna trasmissione, pone un adeguato approfondimento sul fatto. Totale indifferenza😔💔
Buongiorno Flavio.
Il nome non possiamo sceglierlo noi alla nascita, e forse in qualche caso la scelta fatta per noi neanche ci piace, ma poi “scriviamo” noi chi c’è dietro a quel nome, con il nostro sentiero di vita fatto di scelte, giuste o sbagliate, di successi e di insuccessi, di felicità e di tristezza.
Io porto il nome di una persona che non ho avuto il piacere di conoscere, se non in qualche vecchia foto, e non saprò mai se in qualche modo ho o avrò avuto delle affinità con lui. Ma di una cosa sono certa, di essermi sempre presentata per quello che sono, con pregi e difetti.
Apprezzo molto che tu abbia scritto i tuoi libri senza utilizzare uno pseudonimo: un atto di lealtà verso chi già ti apprezza come attore e chi ancora non ti conosce.
Grazie per questo diario settimanale!
Buon lavoro.
Buongiorno 😊 bello sempre leggere e ascoltarti 😊
Buongiorno Flavio , io invece mi ritrovo nel mio nome” Patrizia” il cui significato è quello di nobile stirpe , donna dai modi raffinati ed eleganti e così è pure la mia anima.
Una anima ben definita votata alla generosità ,alla purezza e trasparenza ma in contrasto sicuramente con questa attuale società. Sono sempre interessanti e stimolanti i quesiti che ti poni nel tuo diario.
Ciao Flavio grazie per queste tue belle riflessioni…ci fai partecipe delle tue esperienze ed emozioni… grazie sempre per tutto…e buona vita.
Questa è stata veramente una bella pagina. Grazie per le riflessioni che ci porti a compiere, sono molto preziose.
Il nome che ti danno te lo porti appresso tutta la vita..anche se non ti piace…a me non piace il mio…buona giornata Flavio..
Grazie di cuore per questa intensa riflessione che richiama in noi ,che La leggiamo, una moltitudine di immagini di noi bambini o adulti che spesso vogliamo solo definire sentimenti stati d’animo momenti con un nome.
Finito di leggere il giornale con notizie tremende provenienti da tutto il mondo le tue riflessioni mi sono di conforto e sollievo……vero il non dare un nome e come non dare una religione ad una creatura innocente purtroppo le convenzioni x anni ci hanno costretto a scelte non sempre libere da condizionamenti del queto vivere…
Il nome a volte, come nel mio caso, fa la differenza. Dovevo chiamarmi Marina perché mio padre adorava il mare, ma in quei mesi morì sua sorella e così decisero di chiamarmi Anna, un nome che ho amato da sempre e portato con orgoglio.
Ciao Flavio quello che conta è la nostra essenza indipendentemente dal nome che nello tempo è quello che ci identifica e ci teniamo che venga nominato bene a scuola a lavoro nelle relazioni.Grazie per questo pensiero e buona giornata
Grazie per la riflessione molto affascinante
Emanuela
Non ho capito perché non abbia mai vinto il premio Nobel per la letteratura, tutte le sue frasi mi sembrano fantastiche. (Fabrizio Caramagna)
Caro Flavio : probabilmente l’anima senza nome è la più pura. In ogni caso : sei un artista, uno scrittore, un attore e quindi hai il privilegio di saper creare e interpretare personaggi che hanno nomi e emozioni ogni volta diversi, questo è davvero speciale.
È vero il nome ha la sua importanza ,io purtroppo porto il nome di una mia sorellina morta troppo presto e questo mi ha portato ad odiare quasi il mio nome a non riconoscermi in esso. È stata molto dura accettare la cosa ma crescendo ,con fatica ci sono riuscita .