Flavio Parenti
Senza Nome

Senza Nome

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Sono nato senza nome. Il giorno della mia nascita, i miei genitori non avevano ancora deciso come avrei dovuto chiamarmi, così, quando sono stato «consegnato» dalla cicogna, sul mio piccolo braccialettino non c’era scritto nulla.

Senza nome.

È stato anche il nome che ho dato all’associazione culturale che ho fondato ai tempi del Teatro Stabile di Genova. NoNames. Un omaggio, in un certo senso, a questa assenza presente. Una libertà, se ci pensate.

Perchè il nome non lo scegliamo, ci viene imposto, ed è una dimensione molto potente della nostra personalità.

Insomma, a 23 anni, appena uscito dalla scuola del Teatro Stabile di Genova, misi in scena «Il drago» di E. Schwarz. Un testo intrigante sul potere, celato dietro quella che può sembrare una banale favola. In realtà, il drago, Lancillotto e gli altri personaggi sono metafore, allegorie del tempo moderno, in cui il potere trasforma le persone, qualunque sia la purezza del loro cuore. Il potere è il male, corrompe.

Per realizzare lo spettacolo, decisi di fondare un’associazione culturale. Non ricordo bene il motivo per cui lo feci, forse perché in quel modo riuscivo ad avere una sala dove poter fare le prove. Se ci ripenso… ricordo che io e Arianna, che mi aiutava all’epoca nella creazione dello spettacolo, pulimmo a mano, con candeggina e mocio, la sala del centro sociale che ci ospitò per le prove.

Poi affittai di tasca mia la sala dove tenere lo spettacolo.

Fu anche l’occasione in cui mi comprai, con i soldi guadagnati durante l’estate come cameriere, un computer portatile e un piccolo proiettore per le proiezioni in scena.

Dieci attori, luci, un compositore che scrisse, per l’occasione, quasi una decina di pezzi al pianoforte. Un’impresa vera e propria! La prima che portai a compimento.

Fu lì che compresi il potere della conclusione, del «mettere al mondo» un proprio desiderio.

Certo, desiderare conta: il potere del desiderio è la linfa vitale dell’artista, ma c’è qualcosa di ancora più importante. La resa dei conti. L’abilità di realizzare (anche male) quel desiderio, quella visione.

Perché è così importante? Per due motivi.

Il primo è personale: concludere qualcosa, portarla a compimento, è un momento di piacere, di soddisfazione, di orgoglio. È il momento in cui tutto il tempo consumato, tutta la fatica, prende forma in qualcosa. Qualunque essa sia, bella o brutta, non importa, perché il valore delle cose — come dice qualcuno — è nella fatica che si è fatto per ottenerle. Mettere al mondo un’opera è la realizzazione di quella fatica. È creazione di valore.

L’altro motivo è che gli altri ti guardano diversamente. Sanno che una volta ce l’hai fatta. Quindi forse potrai farcela ancora. È un valore importante, la fiducia. Credere nell’altro non avviene per caso. Avviene perché ci sono dati, cose tangibili, che corroborano il nostro giudizio. Un pittore che ha finito almeno un quadro è più affidabile di uno che ancora non ne ha concluso mezzo. E questo vale ancora di più quando si ha a che fare con mestieri che richiedono l’ausilio di altri uomini e donne, altri artisti (il regista produttore è uno di essi).

Senza nome, NoNames… Ho abbandonato quell’impresa dopo un po’, lasciando ad Arianna le redini di quella associazione, per cavalcare altre onde, lontano da Genova.

Ho fondato una società di videogiochi e l’ho chiamata «Untold». Non detta. Non raccontata. In un certo senso.

Senza nome.

Sembra un eterno ritorno, qualcosa che bussa alla mia porta, un desiderio di affrancamento da me stesso? Chissà. Eppure, il successo del mio lavoro principale, l’attore, è definito dal fatto che sei o no… indovinate un po’: «un nome».

Ho scelto di scrivere i miei libri e saghe sotto il mio nome reale. Avrei potuto scegliere uno pseudonimo, ma in realtà voglio essere onesto con il mondo. Voglio che mi veda per quello che sono, non ha senso nascondermi. Voglio che il mio percorso artistico sia sotto la luce del sole, nel bene e nel male.

Quello personale, invece, tendo a preservarlo, a tenerlo nascosto per paura di esporlo, di rovinarne il candore, la purezza.

A volte ripenso al me di vent’anni fa. E in realtà penso che andrei abbastanza d’accordo con lui. Non mi sento così cambiato. Forse mi vesto meglio e sono più responsabile. E questo lo devo sicuramente a Eleonora ed Elettra.

Ma la mia anima è sempre quella: senza nome.

Alla prossima pagina.

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Commenti (18)

  1. Raffaela Pate Voce del diario

    Ciao Flavio,
    Come sempre um bellissimo articolo.
    Un nome o senza nome , possiamo dire Che c’erano um nome c’erano um’ identita Che conta riconosciuti da una societa Che ti ga diversos dagl’altri.n
    La societa exige in nome, potrebbe essere in número o forse um segnale quello Che importa e lá mostra essenza, lá mostra identita come persona, sentimenti e comportamento Che ci portanto a fare del mostro meglio a quello Che Hanno bisogno.
    Amare senza o com um nome.
    Me Fermo qui.
    Uma bellissima settimana per te.
    Grazie sempre per Il pensiero, A presto.

  2. M. Fabiola Abituè

    Buongiorno Flavio, da sempre mio padre desiderava per me il nome di mio fratello maggiore in versione femminile. E questo credevamo, e credevano tutti. Fino al giorno in cui occorreva presentare un documento per l’iscrizione all’esame di seconda elementare (era mesozoica! poi con i dinosauri hanno fatto estinguere anche l’esame di seconda elementare). All’anagrafe vene un dubbio, il rilascio del documento a nome di Fabiola non poteva essere emesso perché esisteva solo Maria. Sconcerto generale! (soprattutto di mio padre) Li supplicai di fare qualche manovra a Roma e ridarmi la mia entità, ma il costo era eccessivo e dovetti ospitare in me una intrusa. Ora, tutto il rispetto del bel nome Maria, il più semplice e puro del mondo, ma io non mi sono mai sentita come tale. e ancora oggi, ovviamente sbagliando, mi firmo M. Fabiola. io non sono M.!!!! la mia anima da allora urla.

  3. Elena Valente Abituè

    Ciao Flavio,
    partiamo senza nome. Poi il nome diventa l’incarnazione di quello che realizziamo, come descrivi riguardo alla tua vita professionale.
    Grazie per questa riflessione.
    Buona settimana
    Elena

  4. Paola Gugliotta Abituè

    Buon lunedì Flavio🌹
    Bellissimo testo! Ogni nome che abbiamo è l’ essenza della nostra anima, rispecchia il nostro carattere. Se leggiamo l’ etimologia dei nostri nomi, descrive proprio il nostro carattere. E se ci pensiamo, ogni genitore dà un nome, perché piace senza conoscere l’ etimologia. Scoprendo solo dopo, che rispecchia il proprio carattere. Questo, lo trovo molto interessante e misterioso. Mio fratello, 10 anni più grande di me si sogno’ che avrebbero dovuto chiamarmi Paola, e così fu! Il nome rispecchia la mia persona🤗
    Buona giornata e a presto
    P.S. Ti chiedo un pensiero di vicinanza, per l’ impatto ambientale, danni morali, materiali e fisici che il ciclone Harry ha provocato nelle mie Terre, Calabria e Sicilia; ma anche in Sardegna. Il dispiacere più grande è che nessuna trasmissione, pone un adeguato approfondimento sul fatto. Totale indifferenza😔💔

  5. Carla Bergami Abituè

    Buongiorno Flavio.
    Il nome non possiamo sceglierlo noi alla nascita, e forse in qualche caso la scelta fatta per noi neanche ci piace, ma poi “scriviamo” noi chi c’è dietro a quel nome, con il nostro sentiero di vita fatto di scelte, giuste o sbagliate, di successi e di insuccessi, di felicità e di tristezza.
    Io porto il nome di una persona che non ho avuto il piacere di conoscere, se non in qualche vecchia foto, e non saprò mai se in qualche modo ho o avrò avuto delle affinità con lui. Ma di una cosa sono certa, di essermi sempre presentata per quello che sono, con pregi e difetti.
    Apprezzo molto che tu abbia scritto i tuoi libri senza utilizzare uno pseudonimo: un atto di lealtà verso chi già ti apprezza come attore e chi ancora non ti conosce.
    Grazie per questo diario settimanale!
    Buon lavoro.

  6. AleBeauty84 Sabene Abituè

    Buongiorno 😊 bello sempre leggere e ascoltarti 😊

  7. Patty Abituè

    Buongiorno Flavio , io invece mi ritrovo nel mio nome” Patrizia” il cui significato è quello di nobile stirpe , donna dai modi raffinati ed eleganti e così è pure la mia anima.
    Una anima ben definita votata alla generosità ,alla purezza e trasparenza ma in contrasto sicuramente con questa attuale società. Sono sempre interessanti e stimolanti i quesiti che ti poni nel tuo diario.

  8. Manuela Abituè

    Ciao Flavio grazie per queste tue belle riflessioni…ci fai partecipe delle tue esperienze ed emozioni… grazie sempre per tutto…e buona vita.

  9. Rossella Ospite

    Questa è stata veramente una bella pagina. Grazie per le riflessioni che ci porti a compiere, sono molto preziose.

  10. paola Licheri Abituè

    Il nome che ti danno te lo porti appresso tutta la vita..anche se non ti piace…a me non piace il mio…buona giornata Flavio..

  11. Rosa Ospite

    Grazie di cuore per questa intensa riflessione che richiama in noi ,che La leggiamo, una moltitudine di immagini di noi bambini o adulti che spesso vogliamo solo definire sentimenti stati d’animo momenti con un nome.

  12. Natalina Areddu Abituè

    Finito di leggere il giornale con notizie tremende provenienti da tutto il mondo le tue riflessioni mi sono di conforto e sollievo……vero il non dare un nome e come non dare una religione ad una creatura innocente purtroppo le convenzioni x anni ci hanno costretto a scelte non sempre libere da condizionamenti del queto vivere…

  13. Anna Salvo Voce del diario

    Il nome a volte, come nel mio caso, fa la differenza. Dovevo chiamarmi Marina perché mio padre adorava il mare, ma in quei mesi morì sua sorella e così decisero di chiamarmi Anna, un nome che ho amato da sempre e portato con orgoglio.

  14. DANIELA NARDELLA Voce del diario

    Ciao Flavio quello che conta è la nostra essenza indipendentemente dal nome che nello tempo è quello che ci identifica e ci teniamo che venga nominato bene a scuola a lavoro nelle relazioni.Grazie per questo pensiero e buona giornata

  15. Emanuela Boaretto Abituè

    Grazie per la riflessione molto affascinante
    Emanuela

  16. rosa rosa fulco Voce del diario

    Non ho capito perché non abbia mai vinto il premio Nobel per la letteratura, tutte le sue frasi mi sembrano fantastiche. (Fabrizio Caramagna)

  17. Cristiana Andolfi Voce del diario

    Caro Flavio : probabilmente l’anima senza nome è la più pura. In ogni caso : sei un artista, uno scrittore, un attore e quindi hai il privilegio di saper creare e interpretare personaggi che hanno nomi e emozioni ogni volta diversi, questo è davvero speciale.

  18. Beatrice Baldoni Abituè

    È vero il nome ha la sua importanza ,io purtroppo porto il nome di una mia sorellina morta troppo presto e questo mi ha portato ad odiare quasi il mio nome a non riconoscermi in esso. È stata molto dura accettare la cosa ma crescendo ,con fatica ci sono riuscita .

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