Il mio personaggio ci ricade. Eccolo lì, lo vedo che piano piano scivola proprio lì dove non dovrebbe. Ma una parte di me è felice.
C’è del sadismo nello scrivere una storia. È temporaneo, badate bene, perché alla fine, come dico spesso, sarà la cura a vincere. Il protagonista uscirà dalla storia migliore di come è entrato. Ma il durante… il durante è uno strazio. Perché per migliorare bisogna passare attraverso le grinfie del dolore, della caduta, del rialzarsi. Bisogna incontrare le nostre nemesi, le nostre paure.
Un giorno lessi una bella descrizione di cosa significa scrivere una storia: prendi un personaggio, mettilo su un albero e lanciagli i sassi addosso.
Una visione terribile, ma piuttosto vicina a ciò che davvero rappresenta scrivere un arco narrativo.
Mille e mille strutturalisti si sono occupati di cercare la formula perfetta per l’arco di trasformazione. Dara Marks ha scritto un piccolo manuale interessante, derivato dai tre atti di Field, ma non solo lei.
Mi rendo conto che la mia visione della scrittura di storie è così contaminata dall’analisi strutturale cinematografica che ormai, anche quando mi metto a immaginare una storia, la visualizzo per scene. Un giorno dovrò svincolarmi anche da questo e scrivere senza pensare, senza strutturare. Non sarà una saga, ma piuttosto un romanzo. Chissà, magari ci riuscirò.
Ho un segreto nella recitazione. Quando mi capita una scena poco interessante, magari scritta senza quel desiderio di trasformazione (che dovrebbe permeare completamente l’arte del raccontare storie), allora mi cucio su misura una piccola trasformazione in scena. Io ho la ferma convinzione che ciò che più è interessante in un attore è il suo stato emotivo e la trasformazione del suddetto stato. Il percorso che porta un personaggio da felice a triste, da tranquillo a impaurito e così via. Quindi, quando mi ritrovo in una scena blanda, decido lo stato di ingresso, lo stato di uscita e il punto di trasformazione. In questo modo mi creo il mio personalissimo arco, che poi mi permette di giocare con le parole.
Lo faccio anche nella scrittura. Ma lì, giocando a essere demiurgo, cucino archi lunghi, che si fondono con la storia e nemmeno si percepiscono, poiché «sono» la storia.
Cos’è una storia? Cambiamento. Cambiamento di chi la scrive, la legge e dei protagonisti che la abitano.
Quando giravo La Ricetta della Felicità, mi hanno chiesto «qual è la ricetta della felicità?». La mia risposta fu: «il cambiamento, la trasformazione, la vita». Perché credo che senza di esso tanto vale dormire. Almeno si sogna.
O forse si fanno gli incubi…
Questo è il grande dilemma di Amleto. Quando si mette sul bordo del castello e pensa al suo famoso monologo, e si chiede cosa fare: agire, non agire, vivere o morire, sta per buttarsi quando si ferma. «Morire… dormire, forse. Sognare.» Ecco che il sogno diventa, nell’arco di un istante, incubo. Se il sonno eterno fosse un incubo? Allora no, meglio la vita, almeno quella la conosco.
Ho voglia di recitarvi questo monologo che ha dato la nascita al pensiero in scena. Per la prima volta, un personaggio si chiede se agire o non agire. In esso vi è il tramonto del Rinascimento, la sua crisi finale. Il Rinascimento ha messo l’uomo al centro. Shakespeare lo incrina con il dubbio.
È la nascita del pensiero moderno.
Essere o non essere, questo è il problema:
se sia più nobile nella mente sopportare
i colpi di fionda e d’oltraggi della sorte avversa,
o prender l’armi contro un mare d’affanni
e, opponendosi, porre loro fine. Morire — dormire —
null’altro; e con un sonno dirsi che poniamo fine
al dolore del cuore e ai mille colpi naturali
di cui la carne è erede: è un compimento
da desiderarsi devotamente. Morire, dormire;
dormire, forse sognare: eh, qui è l’ostacolo!
Perché in quel sonno di morte quali sogni possano venire,
quando ci siamo scrollati di dosso la mortale spoglia,
ci ferma: ecco il rispetto
che dà calamità a sì lunga vita.
Chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del tempo,
l’ingiuria dell’oppressore, l’offesa del superbo,
il tormento d’un amore disprezzato, le lungaggini della legge,
l’insolenza dei potenti e gli oltraggi
che il merito paziente riceve dagli indegni,
quando egli stesso potrebbe procurarsi quiete
con un semplice pugnale? Chi vorrebbe portare fardelli,
gemere e sudare sotto il peso d’una vita gravosa,
se non fosse che il terrore di qualcosa dopo la morte —
quel paese inesplorato, dai cui confini
nessun viaggiatore ritorna — confonde la volontà
e ci fa preferire i mali che abbiamo
ad altri che non conosciamo?
Così la coscienza fa di noi dei codardi tutti,
e il colore naturale della risolutezza
si scolora nella pallida tinta del pensiero,
e imprese di grande momento e valore
perdono il corso e il nome d’azione.
Alla prossima pagina
Bello questa profondità di pensiero, a volte però abbiamo busigno di un po’ di leggerezza perche’ altrmenti la nostra stessa vita ci opprime.Comunque complimenti per queste belle pagine che ci regali.
Grazie ❤️
Sia leggere che ascoltare le tue riflessioni sono di aiuto a molte di noi .grazie
Grazie di rendermi partecipe del tuo sentire creativo e profondo… esiste in noi un mondo interiore che va sempre coltivato con la ns anima che ci anima creatice di vita .. la tua voce ha un dono rilassante , chiara e scorrevole come l’acqua di fonte … Grazie di cuore !!!
Un pensiero che mi intriga co te in un esilio importante di noi persevera induce in carezze perdute ritrovarsi e perdi come non mai Teresa mioli
Lasciar andare lasciarsi andare con la tua v ocepoeta
Che meraviglia Il Monologo!!
Quanta verità, assordante, travolgente, che rispecchia tragicamente il mio sentire…
E quanto mi fa comprendere che non sono sola ad affrontare il turbamento del cambiamento!
… Davvero intensa questa pagina del tuo diario, Flavio!
Siamo in tanti a essere in questa fase. E non è che l’inizio. Il diario é anche questo: un rifugio.
Ciao Flavio, sempre molto belle ed interessanti le tue riflessioni ma ancora più piacevole è ascoltarti.
Ascoltare un attore, che ha una dizione come la tua, è un piacere immenso.
Grazieeee Flavio 😘 per l’emozionante pagina 😘la recitazione magica😘 “😘Ho messo i miei LBRI😘fra vecchissimi MITI 😘 sempre nuovissimi😘pare che nello scaffale😘li abbiano😘 benevolmente ABBRACCIATI”😘Noi come il tempo🌟siamo più larghi🌟del sole🌟Doni facciamo💛Doni siamo💛 Abbraccio di Stelle🌟🌟🌟🌟🌟🌟
Braissimo …..poi recitato…superbo!!!
Molto bella questa riflessione, sempre grande Flavio…. grazie attendo con gioia il lunedì per leggere il tuo regalo!
Grazie! Sono parole molto toccanti, esplorano parti profonde di ciascuno. Sentirle dalla tua voce le rendono ancora più vere
Il monologo di Amleto è di sconvolgente attualità, potrebbe essere stato scritto anche nei nostri anni, lasciare il certificato per affrontare l’ incerto…Scrivere è poter entrare in un altra vita, vivere come un altra persona o come si vorrebbe vivere e le avventure che si potrebbero avere… Complimenti e grazie per la lettura e la capacità di analisi Flavio
Buongiorno Flavio,
sono un po’ in ritardo… Ma ci tenevo a scrivere pure io due righe.
Per prima cosa: complimenti, il monologo di Amleto è stupendo e la tua recitazione moderna e contemporanea, priva di pomposità e molto umana. Grazie!
Io amo scrivere, ma non sono costante. Mi piace mettere su carta le emozioni e i pensieri, a caso, quando ne ho voglia. Scrivo con la stilografica perché mi ricorda i tempi della scuola e la mia scrittura diventa improvvisamente ordinata. Se rileggo, a distanza anche solo di mesi, quello che ho scritto, percepisco un cambiamento.
Non sono capace di inventare storie e personaggi ma amo molto leggere e, mi permetto, di darti un consiglio di lettura: il libro vincitore del Booker Prize 2025 che dimostra, secondo me, come non serva un trama classica per scrivere un libro. Il romanzo è “Nella carne” di David Szalay: il protagonista ci permette di vedere alcuni periodi della sua vita, con salti temporali ignorati perché ritenuti a mio parere non funzionali alla sua storia. Il linguaggio è scarno e sintetico e io, a dfferenza della maggior parte dei membri del club del libro a cui partecipo, l’ho adorato. Forse qui c’è poco di quella trasformazione di cui parli perché il cambiamento non è voluto dal protagonista ma solo vissuto o forse subìto, a seconda degli eventi e delle circostanze ma, in fondo, chi di noi percepisce con immediatezza la trasformazione e il cambiamento?
Grazie per le tue riflessioni!
Che bello ascoltarti, oggi che non siamo più abituati a farlo.
La voce, la voce, la dizione , la lettura suadente… mi distoglie dalla storia😱😱😱meglio leggere!!
Comunque COMPLIMENTI GRANDISSIMI👏👏👏👏👏
Comunque Flavio si riferisce sempre a me ogni volta che fa questi romanzi che comunque e come se pensa che potrei raccontare una storia ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️. Si anche su tutto ciò che ho raccontato a lui che comunque ero fan di Gabriele Rossi ed avevo ho avuto problemi con lui ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️. Sia perché non mi voleva come fan ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️. E sia perché io sono stata insistente da essere trattata male ❤️❤️❤️. Essere trattata a parolacce da quelli di Danzaamica Accademy che non stanno più a Torre Maura ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️. Tra la denuncia fatta per stalking a rischiare la pena capitale a quando Dolores Caterina ha cercato mia sorella ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️. A quando sono scappata verso Firenze Campo di Marte che sono stata incitata scappare ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️. Solo per le brutte parole ricevute quindi potrei scrivere un libro su sta cosa
Sei bravissimo, la tua voce rapisce
GRAZIE!!!!!
Che meraviglia!
Interessante, proseguo nel seguirla, grazie.
Me piace molto.Bravo
Ammiro chi scrive, anche solo per sé stesso .
Io non ne sono capace. O meglio, ho il timore dei pensieri che restano perché scritti. Il climax poi lo lascio, peraltro con invidia, a chi trasforma la vita in parole. Eppure la mia vita è sempre stata una parabola e mai avrei voluto vivere senza “trasformazioni”.
Ma questa è un’altra storia.
Ciao Flavio,
Scusa Il ritardo
E vero Che scrivere ci fã accadere una trasformazione Ed intimita traz lo scrittore Ed o sioi personaggi.
Mi picace molto scrivere, verso, branco, storie, critiche insomma um pó do tante storie reali Ed immaginare.
E affasconante per me coinvolgere um storia Reale com personaggi fictizie com viole vocazione e fate lá mente viaggiare Nei mecanismo Della cultura tra Desidério, realta e emociono.
Mo Fermo qui.
Alla prossima.
Grazie sempre per Il pensiero.
Uma Bella settimama per Tutti.
Ciao Flavio,
molto profonda la tua analisi per scrivere una storia. Personalmente non scrivo storie, ma sono un editor quindi leggo molte storie, e la trasformazione e il cambiamento sono importanti per scrivere qualcosa di profondo. Lo faccio anch’io quando scrivo i miei testi di storia locale, anche se in maniera diversa.
Sublime tutto. Ciao a presto
Lho ascoltato già due volte l’ho consiglio a tutti è bellissimo grazie
La pagina di oggi ci fa riflettere
Buonasera Flavio,
ho appena letto la tua pagina di ieri…oggi sono in ritardo,e come ogni volta mi ritrovo a pensare.
Leggo sempre con molto piacere quanto scrivi ma oggi e una pagina che fa riflettere ancora di più.
Grazie sempre.
Marina
Bellissimo il monologo che ai letto di Shakespeare
quanta bellezza in queste parole di Shakespeare!! ma non posso fare a meno di pensare a quanta gente si è trovata a pensare tutto questo in attimi di sconforto, senza trovare sollievo nella scrittura. Grazie per quello che scrivi.
Ho ascoltato il monologo di Amleto..bellissimo e intenso..👏👏
Adoro l’Amleto di Shakespeare 😍😍❤️❤️💯❣️..bellissimo questo passo che ci hai fatto leggere e ascoltare… Si percepisce la tua anima e la tua ispirazione👏👏… 😘🫂
Lunedì scorso ero triste per una serie di cose e mi sono detta,forse per la prima volta, perché non anticipare la morte? Sono pervenuta alla stessa sua rsposta: non sapere cosa c’è dopo la vita, allora stiamo qui.
Bellissimo
Bravo Flavio mi sorprendi sempre ogni volta . Questa pagina mi è piaciuta molto e grazie x la citazione davvero azzeccata. Io non vedo l’ora di leggere la tua nuova saga un abbraccio
Bellissimo!!!
FANTASTICO
Sublime….✨️
L’uomo Amleto con i suoi dubbi e non l’attore impostato…
Mi sei piaciuto molto!
A joy to read, again! I was very excited about the wish to write without the structuring and thinking! How was it born I wonder? 🙂
Bom dia Flavio,
Traz sempre temas muito interessantes. Quando fala de escrever um romance, eu li num livro de um escritor português (Manuel Clemente), que na verdade ele escreveu uns livros para se auto-ajudar,porque ele é lincenciado em gestão. Ele, como o contracto com a editora exigia que ele escrevesse mais um livro, mas ele estava sem motivação, sentia-se pressionado, não estava bem e disse à sua namorada tudo isso, que não queria escrever, que estava desmotivado… ela respondeu-lhe: “vai ao café onde costumas escrever, abres o portátil, e tentas escrever, não tens nada a perder em tentares, só tenta” ele assim o fez e conseguiu escrever o livro. Porque, ela não o pressionou e isso fez uma enorme diferença!
Por isso, acho eu que o Flavio não tem nada a perder em tentar escrever um romance.
Quanto, ao resto nesta fase da minha vida identifico-me com o pensamento de Hamlet. Porque, estou numa espiral, em que estou mal e tenho “trabalhado” para ficar bem, mas quando vejo que aos poucos estou a avançar, deixar os medos, etc… e que “conquisto pequenas vitórias diárias” vem sempre uma reviravolta e estraga quase tudo! Porque eu sou reseliente, e não deixo que todo o meu árduo esforço vá todo por água abaixo. Mas, é dificil, só quem passa por situações más, e que jamais pensaria ver-se assim, numa “batalha constante com o seu ser” é que sabe o que sente, mais ninguém sabe, só a própria pessoa sabe.
Cumprimentos
Caro Flavio, ogni volta mi piace leggere la tua pagina, ma questa volta la curiosità di ascoltare il monologo di Amleto ha prevalso…bene ho fatto perché finalmente una rilettura emozionante non enfatica ma quasi discorsiva e lineare senza forzature, bellissima, Amleto che interpreta l’ uomo con i suoi dubbi esistenziali. Bravissimo!!
Buongiorno Flavio. Bellissima questa pagina, che oggi, oltre a leggere, ho voluto anche ascoltare dalla tua voce. Concordo sul fatto che ci emoziona sempre in modo particolare vedere e leggere una storia in cui un personaggio rinasce dopo aver superato dubbi, oscurità, difficoltà. Forse anche perché ci trasmette speranza. E l’intensità dell’arco narrativo secondo me è davvero importante; è il filo che ci tiene “legati” alle pagine di un libro o alle scene di un film.
Bravissimo Flavio sempre emozionante ascoltare la tua voce e le tue parole grazie
….solo GRAZIE ….
Antonella
SEI FANTASTICO
Shakespeare meraviglioso come il resto del Diario oggi ti ho letto E ascoltato complimenti e buon lavoro per tutto nel 2026 alla prossima
Stupendo
La scrittura è la più alta forma di ispezione del mondo interiore, materializzazione di un percorso trasformativo. Assolutamente d’accordo.
Scrivere permette di guardare dentro noi stessi, percepire le nostre emozioni, le nostre fragilità, trasformandole in punti di forza in cui ogni individuo sembra guardarsi in uno specchio, attraverso di esso non vede solo un corpo imperfetto, ma anche un anima solitaria che attraverso le parole ritrova un senso autentico della propria esistenza imprimendole una direzione piu’ concreta.
Potrei provare a commentare il tuo scritto,ma è perfetto: cosa aggiungere? Grazie per aver condiviso il tuo pensiero, la tua esperienza e la grande lezione di Shakespeare, immortale.
Ciao Flavio bellissima pagina e grazie di cuore.
Gli alchimisti dicevano che ognuno di noi ciclamente e costantemente affrontiamo queste tre fasi di cambiamento e trasformazione nella nostra vita nigredo,rubedo e albedo. Non so se conosci tale teoria, potrebbe forse interessarti ed esserti utile per i tuoi scritti.
Agire o non agire e mi domando ci conosciamo dove abitiamo con la nostra anima appunto siamo vivi o nel sonno perenne come diceva Amleto…
Un caro saluto, sempre stimolante e piacevole leggerti e ascoltarti.
Ciao Flavio. Sinceramente: il tuo Amleto mi ha emozionato. Prima di ascoltare pensavo “Ahi, è un testo che può trasformarsi in una trombonata pazzesca! Recitarlo spaventa chiunque, dopotutto… E se non mi piace?”. Sono un uomo di poca fede… Eppure non ho motivo di dubitare dulle tue doti attoriali. Ma, in effetti, è l’ignoto che tutti temiamo. Anche forte di tante pregresse prove positive di un attore che mi piace vedere e ascoltare, è una sua caduta futura che mi fa paura. Addirittura paura?.. Si… La delusione che arriva da chi apprezziamo mi può ferire perché di solito chiedo al futuro la conferma del valore di chi mi viaggiare su binari sicuri: un buon regista, un attore, un cantante e gli scrittori che amo. Persone che mi rendono il percorso di vita confortevole, che non vorrei mai mi deludessero.Tra cui te. Grazie della conferma. Applauso a scena aperta. Alla prossima.
Ciao hai reso tutto alla perfezione. Sei bravissimo a farci riflettere. Leggerti è molto interessante e soprattutto sentire la tua voce che si trasforma dando l’intonazione giusta ad ogni riferimento. Grazie e buona serata.
Grazie per le tue riflessioni
Shakespeare un po’ mi rende triste ma tu con il tuo raffinato modo di leggere trasmetti pace
Alla prossima
Un pò di tempo fa a chi ti domandava se un giorno saresti tornato a calcare le scene di un teatro , rispondesti che lo avresti fatto solo se ti avessero offerto di recitare Shakespeare, ebbene oggi, solo ascoltando il monologo di Amleto ,ci hai fatto un regalo straordinario per la intensità della tua recitazione. La tua analisi del cambiamento, della trasformazione ci ha portati a riflettere come l’interrogativo di Amleto assume una dimensione universale che tocca ogni essere vivente. Quanto è attuale il suo dubbio , perchè è la capacità umana di pensare che blocca l’individuo prima dell’azione , è la coscienza che impedisce di compiere gesti temerari , ma in quell'”Essere” c’è tutta la forza di essere presenti, l’invito ad agire , anche se questo significa attraversare dolori , sfortune , crisi . La vita vince sempre in nome di una forza invisibile che governa l’esistenza . Flavio aspettiamo la tua nuova storia ,la trasformazione del tuo personaggio, che come dici tu , non appartiene solo a chi lo scrive ma anche in chi lo legge, abbracciamo il cambiamento , la vita
Il continuo trasformarsi aiuta a capirsi e attraverso le storie incontriamo una parte di noi spesso celata dalla paura
Scrivere trasforma, lo constato quando inizio a scrivere un proposito e finisco per capovolgerlo e in tutta convinzione. Una prospettiva che mi facilita immaginare i cambiamenti dello scrittore sul sentiero della narrazione. La trasformazione, rapida e convincente degli stati emotivi, è una delle tue bravure recitative che emerge sempre. Che modernità Shakespeare ! Sentimenti umani scolpiti nella bellezza. Ecco perché si chiamano “grandi”, perché colgono il nostro eterno attuale. Bellissimo il tuo pezzo di autentico teatro, con le premesse sul pensiero moderno e la grande sfida del blocco dell’azione, nel regno dell’azione. Oggi ti avrei dato 10 stelle.
Parole profonde che toccano l anima
Più che leggere è bello ascoltare le tue riflessioni! Sicuramente interessanti! Bravo Flavio!
È vero, è con la sofferenza che si crea il bagaglio emotivo che chiamiamo esperienza. Ed è attraversando la sofferenza che ci ritroviamo più maturi e consapevoli.
Grazie per queste tue considerazioni che favoriscono questo piccolo scambio culturale
ni
È vero. Il processo creativo porta sofferenza nel mentre però è fantastico! Buon pomeriggio Flavio!
Il processo è l’arte ❤️
Grazie Flavio per le sempre tue profonde riflessioni….diventate quasi consigliere della mia quotidianità.
Alla prossima pagina di lunedì prossimo.
Un caro abbraccio
Ma quanto sei bravo!! Continua cosi…grazie!!
Amo Shakespeare da sempre. Mi hai regalato una bella giornata. Grazie.
Personalmente non sopporto i problemi di questa vita per paura di quelli che potrei incontrare dopo la morte ma, banalmente, perché ho cose da portare a termine. La stupida convinzione di voler sistemare il nido ai miei figli prima di andarmene. Detto questo, mi basta respirare al sole perché si apra un sorriso e quindi, forse, mi sto solo raccontando storie. Sono anche convinta che ci sia una nuova vita dopo questa, diversa, dove raccoglieremo i frutti della nostra gentilezza e pagheremo il prezzo della nostra cattiveria. Non sono credente. Forse è solo speranza che, alla fine, ci saranno crediti e debiti per tutti.
Il dolore dobbiamo attraversando, non averne paura, solo allora puoi ottenere le risposte che cerchi e qualche attimo di felicità
Condivido in pieno. Rinascere vuol dire ripassare attraverso. Attraverso un dolore, perché solo il dolore ti fa ripiegare su te stesso. E in questo spasmo ti ritrovi,un te stesso diverso da prima, più consapevole più sperimentato.
Proprio così, ho scritto varie poesie a riguardo. https://www.flavioparenti.com/phoenix-2/
Grazie per queste tue riflessioni. A lunedì prossimo
Ciao Flavio. Ogni lunedì aspetto con ansia il tuo diario d’artista. Oltre che arricchirmi culturalmente, mi stimola ad uno scambio intellettuale che, grazie a te, trovo possibile.
Grazie come sempre di cuore. Buona settimana.
Che bello, Flavio, mi son lasciata cullare dalla tua voce meravigliosa e dalle eterne parole di Shakespeare, che scende egregiamente nei meandri contorti dell’animo umano con le sue speranze e le sue paure….
Hai ragione quando dici che il personaggio di una storia diventa più interessante quando cade e poi si rialza….più cade più il lettore lo sente vicino e il motivo risiede nel fatto che la nostra vita è fatta di insuccessi e successi….di fango e di gloria.
Grazie Flavio per tutto l’amore nascosto nelle tue parole!!!
…È un vero piacere ascoltarti..buona giornata!!!
Mi piaci molto come attore…ma anche come come scrittore devo dire niente male…complimenti!!!
Shakespeare si pone il l’interrogativo esistenziale del vivere soffrendo oppure reagire, secondo me è più nobile soffrendo.Shakespeareinsegna la complessità dell’animo umano, facendo emergere temi che interessano tutti, come l’amore, il potere , la gelosia e la vendetta.Grazie! perché ogni settimana ci regali pillole di saggezza che tale portone a riflettere
Ciao Flavio,
per me la ricetta della felicita’ è invece amare ed essere amati, seguire le proprie passioni…
Bellissimo Shakespeare, sempre molto attuale.
Alla prossima.
Grazie di Cuore per tutto questo.Perle tue splendide riflessioni…anche ascoltarti è bellissimo….
Grazie Flavio, per le tue preziose riflessioni che ci condividi e che portano (grazie alle tue parole, ai tuoi pensieri) ad accendere l’anima … Grazie e buona giornata ❤️🌹
Grazie…starei ad ascoltarti anche leggere l’elenco telefonico 😍
Buona settimana..e a lunedì prossimo 🤗👋
Grazie e una meraviglia ascoltarti. Buon inizio di settimana.
Essere o non essere….. Tra il vivere momenti dolorosi in questo ultimo anno,non facile per me, io ho scelto di esserci.. Di attraversare ogni dolore, viverlo ed accettarlo.
Grazie perché leggendo ciò che scrivi mi si apre tutto…. Ancora grazie. Cecilia
Felice di essere utile. La vita è un sali e scendi, si sa…
😊👏 La tua arte è un viaggio nel cuore della condizione umana, dove la scrittura e la recitazione si fondono in un abbraccio di trasformazione. Tocchi il cuore con i tuoi scritti bravo Flavio
Bello iniziare la settimana con le tue riflessioni sono di conforto e mi aiutano a non pensare alle catastrofi umane di questo periodo….devo essere sincera a volte il tuo personaggio Tancredi del PDS, mi distrae….grazie di cuore
Una meraviglia “ascoltarti”… grazie,anima grande!🩵
Grazie
Buongiorno Flavio, il monologo di Amleto di Shakespeare è sicuramente la riflessione più moderna dopo gli antichi greci😉😉 sul senso della vita! Grazie per il tuo approfondimento e considerazione, sempre molto pregnanti e introspettive. Buona giornata saluti🍀🤗🍀💚
Che bel momento che mi hai regalato questa mattina, Flavio! L’hai reso speciale, unico. Nutrimento per il pensiero e per l’anima. Grazie!
Buongiorno Flavio
Ho letto e riletto molte volte (solo per diletto) il monologo di Amleto pensando a come recitarlo, all’intonazione, alle pause, ma mai approfondendo il tema proposto dall’autore sull’interrogativo direi fra i più importanti della nostra vita.
Grazie alla tua introduzione ci sono entrata appieno.
Ho trovato che il monologo sussurrato al microfono risalti ancora di più. Questo fa capire quanto era profonda la scrittura di shakespeare. Pensiero puro.
Grazie Flavio, sempre preziose le riflessioni che le tue parole (meravigliosamente poetiche e materiche) stimolano. Felice di ascoltarti e grazie per la generosità.
Ciao Flavio anche nel nostro percorso di vita ci sono salite,discese, ostacoli, dubbi amletici e in noi avviene il cambiamento e si spera di uscire migliori di come si è entrati.Buona giornata e grazie per questi spunti di riflessione.
Buongiorno gentile Flavio. Fiction bella e delicata “La Ricetta della Felicità” e il tuo personaggio vive un percorso di vita, complesso, che costringe alla fuga, a valutazioni sull’ esistenza, che obbliga all’esame di coscienza. Apprezzo molto questa tua analisi storica e letteraria ” Il Rinascimento ha messo l’uomo al centro. Shakespeare lo incrina con il dubbio ” e penso che i dubbi e le domande servano molto nella vita .
Grazie