Flavio Parenti
Il Fascino Oscuro della Manipolazione

Il Fascino Oscuro della Manipolazione

Ascolta
3:14

Conoscete i culti? Avete mai avuto a che fare con sette, guru e meccanismi di manipolazione?
Chi mi dirà di no, vuol dire che è stato «fregato». In realtà, il culto è ovunque: viviamo in un mondo circondato da squali che vogliono i nostri soldi, la nostra attenzione, il nostro lavoro. Vogliono «succhiarci» via tutto quello che abbiamo.

Vi confesso un piccolo segreto: sono un appassionato di manipolazione, di figure mistiche che riescono, in modo misterioso, a farsi seguire da milioni di persone. Mi affascinano, non so perché. Forse è questa attrazione verso il male, il fascino del lato oscuro. Li osservo e li studio, anche per non cadere vittima delle loro trappole.

Fin da giovane, forse dai 10-11 anni, ho sempre avuto un grande interesse per il mistico e l’esoterico. Sono passato dall’astrologia — mi sono fatto il tema natale — ai I Ching. Poi mi sono appassionato a grandi strutture come Scientology, i Raeliani, Osho. Quando ho iniziato il mio cammino di attore, ho studiato i metodi di comunicazione moderni, da Stanislavskij a Strasberg, e poi ho cominciato a leggere saggi specializza, dalla “pragmatica della comunicazione umana”, “la struttura della magia” (che ha dato gli albori alla programmazione neurolinguistica, anche li sarebbe da aprire una parentesi lunga un chilometro). Insomma, ho avuto una vera e propria ossessione per questo tipo di conoscenza. A pensarci bene, forse era per non farmi fregare.

Ricordo che, mentre giravamo «Parlami d’amore» con Silvio Muccino, facemmo tutti un piccolo stage di poker, perché dovevamo sembrare bravi a giocare. Ci sedemmo al tavolo, e davanti a noi c’era un esperto di poker, giocatore internazionale, uno tosto. Non ricordo il nome, ma ricordo le sue credenziali.

Ci disse le classiche frasi tipo «se non vedi polli al tavolo, il pollo sei tu» e altre simili. Poi, ad un certo punto, ci guardò tutti e disse: «Qui, l’unico che mi intimorisce è lui». Indicò me. Ne fui fiero.

Perché mi conoscete: non bazzico il lato oscuro, anzi. Voglio elevazione, perfezione, purezza d’intento. E quindi, vedere che un esperto di manipolazione e di analisi del comportamento come sono i pokeristi mi considerasse qualcuno da tenere d’occhio, fu una piuma al mio cappello.

Detto questo, nella prossima saga che sto scrivendo — sono al quarto volume, prima stesura — racconterò proprio di questo. La storia di un uomo, e molti altri personaggi, di una setta e di molti dei meccanismi manipolatori usati in quell’ambito ma anche in altri, interpersonali. Penso a “Misery non deve morire” ma anche a “chi ha paura di virginia woolf”, mondi meravigliosi che parlano proprio di come l’altro manipoli l’altro.

Non sarà certo un manuale contro il “credere” o il “non credere”, ma un tuffo vibrante nell’ambiguità: nella nostra fragile, eterna incapacità di distinguere davvero ciò che è buono da ciò che è male. Perché è proprio lì che si nasconde il fascino.

Sarà un viaggio affascinante, intellettuale, emozionante e intenso.

Alla prossima pagina.

Restiamo in contatto

Ricevi il mio diario. Stacca dal rumore dei social: ogni lunedì, un momento solo per te. Gratis, per sempre. Accendi l'anima.

LeadformDDA - Organico
Ti è piaciuto? Vota!
0.0 / 5 (0 voti)
🎉 Ti piace? Fallo sapere!
Link copiato!

Commenti

3 min · 0
3:14