Può essere l’arte digitale? Oppure deve avere una sua manifestazione tangibile nella realtà? Questa domanda riporta al centro del discorso il significato stesso dell’arte. Cos’è, prima di tutto, l’arte? Una manifestazione di bellezza che testimonia un processo di ricerca di senso da parte dell’artista.
Nel corso del tempo, con l’avvento della tecnologia capace di riprodurre la realtà con una quantità di dettagli ben superiore a quella della mera mano umana — basti pensare alla fotografia rispetto alla pittura, al CAD nell’architettura e così via — l’arte si è fatta più concettuale, più remota. Un po’ come l’esistenza del divino. Se un tempo il sole veniva considerato la frontiera del divino, ora, con telescopi ed esplorazioni spaziali, il divino si colloca oltre i quasar, in una dimensione metafisica, addirittura oltre il concettuale.
L’atto creativo, che è parte integrante dell’artista, può dunque essere puramente concettuale: basti pensare alla poesia, alla musica su carta, ai libri. E se può essere concettuale, allora può essere tramandata nella sua essenza anche in forma digitale.
Ma questo ci conduce a un paradosso: se è digitale, allora è riproducibile in quantità illimitate, e questo la porta, per natura, a non valere più.
È il grande vantaggio della proprietà intellettuale, che ha una natura talmente eterea da poter essere «moltiplicata» senza costi aggiuntivi. Uno dei motivi per cui ho scelto di muovermi da solo, senza editori, nella creazione delle mie storie, è quello.
Perché il loro valore non risiede solo nei temi e nella mia prosa, nella fatica e nelle ore dedicate alla creazione di volumi, atti, capitoli, scene, parole, personaggi e luoghi che diano a chi legge la possibilità di accendere la propria visione del mondo. Il valore sta nella loro capacità di essere, nel caso in cui le cose andassero bene, «moltiplicabili».
In realtà, è già così. Gutenberg ha realizzato quello che è di fatto il primo «moltiplicatore» di proprietà intellettuali: la stampa.
È ciò che Andy Warhol ha dimostrato con la pop art: la sua riproducibilità non ne abbassava il valore. Anzi!
Affascinante. Dall’artigianato all’arte. Dall’oggetto al concetto.
Nel mio romanzo La Divina Avventura mi chiedo se sia possibile digitalizzare l’anima. Un pensiero glaciale, quasi mostruoso. Ma in realtà è semplicemente questo di cui ho appena parlato, portato all’estremo. Ci troviamo di fronte, con le nuove tecnologie, a simulacri che imitano l’uomo, il suo fare, la sua arte, il suo pensiero.
Dov’è allora l’originalità? E l’autenticità? E l’anima?
Io non ho risposte certe, ho solo molte domande. E cerco, proprio perché credo che questo diario sia una componente della mia ricerca, di condividere con voi i motivi che mi spingono a creare, a scrivere, a recitare.
Ci sarà sempre più bisogno di questo: di creatività, di umanesimo, di metafisica. Perché sono il regno delle domande aperte, delle risposte che non soddisfano, del mistero.
Più un’opera è intellettuale, più la scintilla che accende l’anima si trova dentro chi ne fruisce. L’artista diventa quindi un vettore, uno specchio che restituisce una chiave di lettura dell’io a chi accetta di abbracciarne la poetica.
Per questo le storie devono avere un valore universale, devono approcciare tematiche alte senza risultare pedanti o intellettuali. I personaggi devono vivere, soffrire, pensare, desiderare, ma queste sofferenze e gioie devono essere lo strumento di qualcosa di più alto.
Una parabola, la chiamavano gli antichi.
Un chiasma.
Una forma perfetta che è anche sostanza.
E che faccia una cosa:
Accenda l’anima.
Alla prossima pagina.
Hai mai guardato un bimbo piccolo disegnare?Da quello che noi identifichiamo come uno scarabocchio,il genio del piccolo crea meraviglie,un’arte che arriva dal cuore,semplice e complessa,ricca di un vissuto donato come cosa naturale.Il bimbo esplora, guarda,crea,sente,ascolta,comunica… è un animista di natura.Quanto noi adulti abbiamo perso tutto questo…l’arte è dentro di noi,ma noi abbiamo dimenticato di averla e di saperla comunicare senza espedienti.’L’essenziale è invisibile agli occhi..’diceva il piccolo principe…occorre cercare dentro di noi….
Ti auguro allora, con tutto il cuore,una buona ricerca dentro e fuori di te,come un viaggio meraviglioso.
Emanuela D’Alterio….l’altra volta mi era scappata una ‘e’ finale nel nome.
Grazie sempre per le tue riflessioni!
Buongiorno Flavio,l’ Arte è l’ anello di congiunzione tra noi e l’ Universo.
È la dimostrazione che esiste qualcosa o qualcuno molto più grande di noi,e,a sua volta,si manifesta attraverso l’ artista.
Ciao Flavio,
anche quest’oggi mi sorprendi con riflessioni davvero interessanti.
Grazie e alla prossima.
Il tuo bellissimo romanzo “La Divina Avventura” ci invita a riflettere, ci chiediamo se sia possibile digitalizzare l’ Anima. Le pagine del tuo romanzo mi fanno venire in mente tante cose. Ricordo l’ episodio 11 della stagione 5 della celebre serie “The X-files” (intitolato “Kill switch – Intelligenza artificiale”) in cui gli agenti Fbi, che indagano, comprendono che il genio dell’ Informatica Donald Gelman ha realizzato il “sogno contorto” di tutta la sua vita : la costruzione di un’intelligenza artificiale senziente, programma per computer con una sua consapevolezza. Gelman aveva lasciato il programma su Internet così da potersi evolvere (ambiente molto simile al brodo primordiale dal quale si è evoluta l’umanità.) Gelman si era reso conto di avere osato troppo, era, perciò, sul punto di creare uno speciale programma virus, soprannominato “Kill Switch”, capace di distruggere il sistema. Mi auguro che, come sostieni, ci sarà sempre più bisogno di creatività, di umanesimo, di metafisica e di empatia. È vero : il regno delle domande aperte, delle risposte che non soddisfano, del mistero è ciò che rende speciale e unica la vita e l’ essenza di noi esseri umani.
Sì può sicuramente riprodurre un’opera d’arte, qualunque essa sia, e questa è una cosa meravigliosa. Chi può, però, riprodurre le sensazioni, le emozioni che hai provato mentre scrivevi? Quello che c’è “dentro” non è duplicapibile, resta esclusivo e non accessibile a tutti.
Grazie sempre per le riflessioni che ci porti a compiere.
Ciao Flavio.
L’arte come e cos’e?
Un bellissimo tema.
L’arte e una dismostrazione di pensiero Dove um artista puo parlare do sentimementi , do momenti storici, di un mondo dove lá fantasia e bellezza nasconde uma realta egoista e disumana.
E amore , illusione, dramaticita . Che parla al cuore e pensieri do una umanita fino o mostro giorni.
Una bellissima settimana.
Grazie sempre per Il pensiero.
Alla prossima.
Si…. Speriamo che si riaccenda l’anima, anche perché credo che molti ne siano sprovvisti… Grazie❤️
Cecilia
Concordo pienamente con te Flavio per quanto si possa riprodurre l’arte in mille maniere ma l’animo no… l’animo è unico !
Un bel pensiero, molto profondo. Mi auguro con tutto il cuore che l’anima non sia riproducibile, perché è unica. Grazie per le tue belle parole
L’arte,a mio avviso, anche quella più piccola è sempre espressione dell’animo umano anche se poi viene riprodotta infinite volte, come una foto.
Grazie Flavio, per le profonde parole che come ogni lunedì fanno pensare
Non so se l’ anima, un giorno, verrà riprodotta . Se lo si può pensare , mi sache lo si può fare. È un pensiero che fa paura. Però, credere che la creatività venga spenta da ciò…anche no visto che è infinitamente…infinita e mutabile nelle sue rappresentazioni . Ciò, mi consola e mi fa stare tranquilla sul futuro di questa umanità tanto attaccata e provata.
Ciao Flavio l’ arte è sempre un’ espressione di creatività il sistema digitale è solo un modo per renderla fruibile ma questo non toglie nulla all’ estro ed all’ originalità dell’artista. Grazie per questo pensiero del lunedì che ci fa riflettere.
È molto bello il discorso e profondo!
Grazie per le parole che attendo ogni lunedì
In questa epoca siamo bombardati da ogni cosa, l’anima spesso si spegne di fronte a tante notizie orribili.
Ma chi ha un’ anima riesce a raccogliere e a raccontare meglio le varie sfaccettature della vita.
La tecnologia per come è utilizzata non vibra, vibra per il programmatore il risultato del suo sorgente, perchè sta creando qualcosa di nuovo. Non il software, ma ciò che lui sta creando. La società attuale è priva di emozioni e vibrazioni che diversamente, almeno a me, può dare un musicista di strada che tocca il suo violino e ne fa uscire armonia. L’anima umana non è duplicabile. Siamo pezzi unici siamo benchè ci vogliano far credere il contrario. Ovviamente opinioni..
Ciao Flavio.. grazie per queste meravigliose pagine .. In ogni riga si percepisce la tua passione nel raccontare…sei bravissimo 👏 Complimenti e buona vita sempre.
L arte per me è il risultato di quello che riusciamo a concretizzare dei nostri pensieri,del nostro modo unico e originale di cogliere le sfumature della vita.Arte è espressione e creatività. Non sempre ci è concesso di esprimerci attraverso j canali che vorremmo,ma se siamo in grado di liberare le nostre emozioni,l Arte si manifestera’ in tutto ciò che faremo.
Se anche Dio ha avuto bisogno di un corpo per manifestarsi, noi abbiamo bisogno del corpo per manifestare l’anima. Lo spirito, il concettuale, hanno bisogno della materia. La scrittura è la manifestazione della poesia. Il concetto ha bisogno dell’oggetto per rendersi visibile. Le copie possono moltiplicarsi, non gli originali. Gli originali siamo noi, gli autori. La tecnologia diffonde sempre più in perfezione richiedendoci più preparazione, ma non crea. Opinioni, ovviamente non ho risposte. Penso a quante volte qui ci hai parlato di arte, eppure sono certa che ne siano uscite un’infinità di visioni e mai uguali. Buon compleanno Diario🍀