Flavio Parenti
Addio, Cultura Popolare

Addio, Cultura Popolare

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4:57

La cultura popolare è morta nel 2009. Può sembrare un’affermazione catastrofica, devastante, ma in realtà, se guardiamo l’ambiente in cui viviamo, è qualcosa di cui dobbiamo semplicemente prendere atto.

Noi non siamo gli Stati Uniti, quindi ci muoviamo più lentamente, ma gradualmente la cultura popolare si sta erodendo anche qui in Italia. Gli ascolti delle reti televisive soffrono la frammentazione dell’offerta, che non è più solo tra canali concorrenti, ma si estende anche alle piattaforme di streaming e, più semplicemente, ai social media.

Cosa è successo nel 2009? I social media sono diventati il primo distributore di contenuti al mondo. Questo ha portato al famoso «second screen», cioè a quell’abitudine malsana (ma che ormai tutti abbiamo) di consumare contenuti sempre accompagnati dal telefono. Guardiamo un film, ma anche il cellulare. Leggiamo un libro, ma di tanto in tanto diamo un’occhiata alle notifiche, e così via. Persino in un evento «live», come può essere una serata tra amici — e io ho visto anche a teatro, durante lo spettacolo — nessuno riesce a togliersi di dosso quell’occhiatina allo schermo del cellulare.

Ma perché tutto questo dovrebbe aver portato alla fine della cultura popolare?

Perché la cultura popolare nasce proprio con l’intento di unire varie fasce sociali, diverse tipologie di persone, attorno a un unico contenuto. «Distretto di Polizia», ma soprattutto «Medico in famiglia», sono esempi eccezionali di quella che era la cultura popolare di quegli anni: la possibilità di radunarsi e parlare tutti della stessa cosa. Questo valeva anche per la musica. Oggi è rimasto solo Sanremo a farla da padrone come colonna portante della cultura popolare, ma anche la musica sta subendo questa rivoluzione.

Di che rivoluzione si tratta? Di quella che chiamo le «macro nicchie». Il panorama dei social network e di YouTube ci mostra come sia possibile avere milioni di follower eppure non essere assolutamente parte della «cultura popolare». È un paradosso dovuto alla frammentazione quasi granulare degli interessi. Vi piacciono le battute legate agli ambienti della finanza? Troverete un comico specializzato che non fa altro che contenuti con questo taglio. Magari ha milioni di follower, ma se camminasse per strada, io non lo riconoscerei, e come me, molti altri.

Sembra che l’era delle star che «uniscono tutti» stia lentamente svanendo, lasciandoci in un mondo così fluido in cui coesistono star globali che fanno contenuti così piccoli e specifici, una iper-specializzazione del contenuto.

Io appartengo a una scuola più classica, forse minoritaria oggi, ma ancora convinta che i valori universali siano la vera linfa della cultura. Una scuola in cui i valori che cerco di toccare sono comuni agli esseri umani. Nei miei libri parlo di desideri, di paure, di ciò che ci rende umani, del mistero. Sono valori che valevano 2000 anni fa e che varranno ancora a lungo. Questo mi esclude dalla «nicchia» e mi rende, paradossalmente, popolare. E forse proprio per questo è più difficile, ma anche più necessario.

Vi faccio un esempio: se io scrivessi soltanto thriller erotici ambientati nei campus universitari americani durante gli anni ’90, sicuramente attecchirei in una nicchia ben precisa, su cui costruire un successo.

Ma che noia! Che noia!

No, e poi no. Mai. Io voglio continuare a scoprire nuovi limiti, a crescere insieme al mio percorso, a diventare qualcosa in più.

Repetita iuvant, dicono. Io rispondo che no, non voglio ripetermi. Non voglio ritagliarmi una nicchia. Voglio continuare a cercare di capire qualcosa di incomprensibile.

Se penso alla recitazione, io sono popolare, faccio parte forse dell’ultima generazione di attori che ancora sono attaccati alla cultura popolare. Mi chiedo come faranno coloro che verranno dopo di me. Come riusciranno a essere parte dello zeitgeist, in queste condizioni?

Ci aspetta un mondo nuovo, pieno di dinamiche da scoprire, di strumenti potenti e pericolosi al contempo.

Una cosa per me è certa: in questa prossima decade sono pronto a scommettere che ciò che conterà di più sarà l’autenticità dell’artista, la testimonianza del suo cammino, la fiducia che instaurerà con chi decide di seguirlo e, poi — ma questo solo il tempo saprà dirlo — la sua capacità di attecchire sui grandi temi della vita: l’esistenza, l’anima, i sentimenti, i desideri, il bene e il male, la natura dell’uomo.

Che in realtà non sono temi intellettuali, ma profondamente popolari, perché toccano i cuori di tutti noi. L’importante è restituirli in una confezione divertente ed esteticamente piacevole.

Alla prossima pagina.

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Commenti (111)

  1. Maria Tavino Abituè

    Hai fatto una fotografia della situazione attuale. …si è davvero essere inglobati, fagocitati dalla solitudine…grazie per le tue tue riflessioni è un piacere leggerti

    1. Flavio Parenti Autore

      Ciao Maria, si. Faccio quello che posso 😅 Il diario è proprio un tentativo di condivisione di una dimensione che non può emergere nel caos dei social: ci vuole silenzio per riflettere, riflettersi. Buona giornata.

  2. Mr Ospite

    Ciao,
    Complimenti mi piace come scrivi ma soprattutto mi piace la tua voce come narratore.
    Gli argomenti molto interessanti purtroppo oggi viviamo in una società dove la tecnologia regna sovrana.
    Avendo due figli mi rendo conto che un lavoro impegnativo tenerli lontano dai dispositivi.

  3. Laura Aspromonte Voce del diario

    La cultura popolare è sommersa dai social ma il cellulare lo seguiamo troppo dovremmo staccare ikmkmmm il divertimento edimmm nostri lato umani musica con lo stereo passeggiata fuori dalla porta film e cellulare in ricarica tempo libero con gli affetti per mangiare vivere sopravvivere cultura popolare non è cook ma alcuni programmi e film erano motivi di comunicazione e conversazioni per chi non sapeva usare il computer
    Grazie per la pagina alla prossima

  4. Stefania Abituè

    Grazie

  5. Maria Tavino Abituè

    Grazie!

  6. Maria Rita Ospite

    Una bellissima iniziativa, che da importanza alla parola e al pensiero. Sentire poi direttamente il pensiero tramite la voce rende tutto molto più vicino

  7. Angela Cacciola Ospite

    Grazie mille

  8. Paola Orlando Voce del diario

    Sono d’accordo con te ❤️😍👏, bellissime le tue parole… perché toccare il cuore di noi tutti 💓🫶 è la cosa più importante secondo me,che va oltre ogni cosa…e tu lo hai intuito in pieno. Grazie Flavio🫂, alla prossima!

  9. Lucia Ospite

    Ho aperto solo stasera questa pagina e mi piacerebbe approfondire.. leggendoti ancora … mi piace quello che scrivi e come lo scrivi… grazie 🤩

  10. Viviana1 Ospite

    Un momento di riflessione

  11. Morena Ospite

    Grazie Flavio

  12. Silvia Laurenti Abituè

    Condivido i tuoi pensieri. I cellulari e la connessione internet hanno cambiato il mondo, sono necessari ma dobbiamo essere noi a capire quanto. Io vivo “sconnessa” per la maggior parte della giornata preferisco leggere ancora su carta stampata. Buon 2026!

  13. Btuna Abituè

    Sono convinta di quello che scrivi purtroppo hai ragione stiamo veramente dimenticando come ci si poteva incontrare che so a tavola, a casa di amici al bar e parlare delle cose di nostro interesse, di attualità
    Siamo sempre un po più soli, ma col cell sempre presente
    E non è bello
    Un saluto

  14. olesia Liardo Voce del diario

    Perfettamente in armonia con il tuo pensiero caro Flavio,alla prossima 😘

  15. Teresa Costa Voce del diario

    Pois eu também sou da geração antiga, educação com valores, que ainda hoje os mantenho, estou muito grata aos meus pais pela educação que me deram e os valores que me passaram. Por isso, faz-me confusão ver famílias à volta da mesa e cada um deles agarrado ao telemóvel, sem trocarem uma palavra!Comigo jamais aconteceu, e ainda hoje não acontece. Foi-me ensinado que quando estávamos todos à mesa era para socializarmos, mesmo no grupo de amigos. Agora não se vê nada disso. As redes sociais, canais streaming vieram “estragar” muita coisa. Eu não tenho notificações activadas, assim que não estou sempre a olhar para o telemóvel. Ainda bem que não nasci e nem vivo nos EUA, a vida é muito acelerada, têm de ter 2 a 3 empregos, porque a vida é cara, o sistema de saúde é muito diferente do meu País. Quando, vejo o que se passa nos outros Países, penso que por enquanto vivo no paraíso, mas que infelizmente já começa a mudar, e isto deveu-se às guerras, então muitos fohem para cá, o problema é que muitos vêm para praticar, assaltos, violações, facadas, tiros… sempre em grupo e de dia. Enfim… eu temo que com toda esta tecnologia, em que basta carregar num botão e lançar mísseis, bombas nucleares… assusta-me, todas estas guerras que podiam ser inevitáveis… mas como há inyeresses por trás…. enfim… se a Europa há décadas se unisse e não dependessem de outros países para ter armamento. Éramos uma grande força! Mas, vejo que muitos países não aprenderam nada da segunda guerra mundial, e já há muitos países europeus de extrema directa! Para mim, impensável!
    Mas, talvez esteja a desviar-me do tema… eu ainda sou uma pessoa com valores, que vai ao cinema, não tenho canais streaming, vou ao teatro e adoro ir à ópera! Sim, alguma tecnologia nos ajuda, mas para mim e já digo isto há muito tempo… está a desenolver-se muito rápido, e a IA, não é bom. Pode não substituir o humano por completo, mas em certas àreas vai substituir o humano por completo, e vai ter os seus erros. Não seria óptimo, sermos nós os humanos deixar o telemóvel de lado e assistirmos, um bom filme, uma boa peça de teatro, uma ópera, sem ouvir os telemóveis a tocar?! Apreciar as boas coisas da vida, sem tecnologia, apreciar um bom passeio em família e socializar, sem ser através de um telemóvel?! Eu sim! E é um prazer maravilhoso!
    É só a minha opinião, de observadora de tudo que nos rodeia. Cumprimentos

  16. Laila Di Gio Battista Abituè

    Ciò che dici purtroppo è vero, i cellulari hanno portato via la mente delle persone,per tutti è così forse anche per trovare in essi qualcuno che ti accetta. Sanremo per me è finito negli anni 2000 dopo schifo totale. Per quanto riguarda il teatro se vado a vedere uno spettacolo il cellulare per me è in silenzio, anche per rispetto alla persona che ha fatto fatica per portare sul palcoscenico Ciò che ha studiato con tanta fatica. Buona giornata è sempre un piacere leggere il tuoi scritti.

  17. Mari Abituè

    Grazie per le tue perle di saggezza.Sereno e prospero 2026❤️. Mari

  18. Emily Abituè

    Ciao Flavio, non ricordo come ho scoperto questo tuo diario ma ti ringrazio di condividere con noi i tuoi pensieri, da quando ti ascolto sono più serena perché finalmente scopro qualcosa di nuovo. Sai a settant’anni ci si annoia facilmente! Adoro ascoltare la tua voce rassicurante ma vivace comunque adoro anche leggere e spero di leggere presto un tuo libro 🍀 Buon Anno!

  19. AMATOMARIAG2011@GMAIL.COM Abituè

    Caro Flavio,
    come non riconoscersi in ciò che dici o scrivi! Parole che riempivano l’anima smarrita nei rumori nelle mille luci che ti abbagliano e non ti lasciano vedere, assaporare ciò che di bello ancora c’è, si, ancora qualcosa c’è di bello!Lo sguardo di un bimbo la sua risata la mano che stringe un’altra mano!
    Basta troppo sdolcinata?!!??
    Un abbraccio affettuoso e… Auguri x un 2026 pieno di belle sorprese M.

  20. rita Tracchia Ospite

    Ciao questa settimana sono in ospedale x un intervento quindi x15 gg sarò assente
    Appena riuscirò riprenderò con piacere la lettura
    Buona giornata

  21. patrizia zappi Voce del diario

    Come sempre riesci a esprime il pensiero di tante di noi ,lo esprimi al meglio casa che io non riuscirei .Sono pienamente d’accordo con ciò che hai detto …purtroppo è la realtà

  22. Natalia Bertolozzi Abituè

    Tutto vero ma purtroppo siamo diventati schiavi senza accorgersi che
    ci stanno privando
    di tutto, dela nostra libertà, della nostra capacità di giudizio, della nostra innocenza, del desiderio di ricercare la felicità. Tutti siamo ingabbiati ma non ci ribelliamo perché ci sembra di stare bene perché ci stanno illudendo che il progresso è questo, che i valori sono solo un retaggio ormai superato…e così moriamo ogni giorno senza aver mai vissuto.

  23. Luisa Abituè

    Complimenti per questa pagina che tanto rispecchia i miei interrogativi e il mio modo di pensare. Appartengo a una generazione più “antica” e provo maggiormente il disagio della smaterializzazione nella comunicazione. Grazie per aver condiviso pensieri e quesiti!

  24. Loredana Frola Ospite

    Credo tu sia una bravissimo attore , ti seguo molto e da un po’mi sono affezionata al tuo personaggio del Paradiso.

  25. Graziosa Abituè

    io non concordo completamente …. che va a teatro non idolatra sicuramente i social… se gli spettatori guardano lo smartphone non sono stati completamente catturati dall’opera… oppure pensiamo che lo smartphone ha anche tante applicazioni che non hanno nulla che vedere con i social. …

  26. Mimma Maio Ospite

    Concordo in toto

  27. Anna Salvo Voce del diario

    Come si fa a non essere pienamente d’accordo con te Flavio; in un mondo ormai incomprensibile ai più l’ arte intesa nel senso classico non può morire, ma continuare ad emozionare grazie ai pochi che, come te, come me, ci credono ancora. Prosegui il tuo cammino, non vedo l’ora di immergermi nella tua prossima creazione. A presto

  28. Danilo Linari Ospite

    Buon Anno. Ho ascoltato il tuo podcast. Quanta verità in quelle parole. Ho visto recentemente a Cinecittà la casa dei Martini. Una stratta al cuore in quanto rappresenta un tempo che non tornerà più. Prima si attendeva un anno per una nuova stagione. Adesso si brucia tutto in fretta… Continua a scrutare il futuro viaggiatore del tempo e cerca sempre nuove strade. Complimenti per i tuoi libri..

  29. Ades Abituè

    Buon anno Flavio!
    Ho letto attentamente ciò che ha condiviso e devo dire che non posso fare altro che condividere il tuo pensiero. Non solo, ma anche rivedere quel che accadeva negli States già più di 40 anni fa,quando appena ventunenne visitai quel grande paese. È poca cosa quel che rimane di popolare ed aggregante e forse, come dici tu , ci sarà prima o poi un ritorno alle origini perché l’umanità è cosi ,segue le mode e poi le ricicla

  30. Deni 🌸 Abituè

    Caro Flavio, voglio dirti grazie.
    In questi giorni ho faticato tanto a leggere e ascoltare notizie di vario genere. Oggi leggerti e ascoltarti è stato un balsamo per l’anima, una folata di leggerezza e inoltre mi trovo in linea con il tuo pensiero e mi piace molto ciò che hai espresso. Grazie è sempre emozionante e bello leggerti e ritrovarti in questo Diario. Un affettuoso saluto

  31. MARIA ROSARIA DI BIANCO Voce del diario

    Buon anno Flavio!
    Come non darti ragione!
    Un curioso come te non puo’ essere ridotto a successi di nicchia e puntare li.
    Essere dentro le note popolari fa di te uno studioso dei valori universali che attraversano il mondo e le persone ma che con il tuo “genius” sottoponi a una lente di ingrandimento che fa di te un vero artista delle bellezze dell’anima.
    Sempre al tuo seguito.
    Auguri Flavio,con tutto il cuore!

  32. Brunella Dellagnolo Ospite

    Ho ascoltato e non letto il pensiero di Flavio Parenti, che dire bellissimo, non so se è dovuto al tono di voce del narratore ma l’ho trovato molto profondo e veritiero.

  33. Giuliana Barsanti Voce del diario

    Come al solito estrai tematiche che ci sfuggono. Non avevo mai pensato alla frammentazione di offerta come elemento disgregante della cultura popolare. Non solo, ha finito col riflettersi sui comportamenti, fino a farci perdere la concentrazione. Intendo quel saltare tra i programmi riuscendo raramente a seguirne uno fino in fondo. Mio personale difetto forse. Com’è una bella pretesa il volersi trovare ‘preparati’ su tutto. Per sapere niente, e sorvolare senza approfondire. I sentimenti manteniamoli vivi per restituirli. Bel messaggio. Grazie. PS Il tuo commento sui vinili, proprio ieri la nipotina 14nne andava a comprarli in un negozio che svende per chiudere…allora ho una fiamma 🔥😊

  34. Carlota Caulfield Abituè

    Dear Flavio
    Many thanks for your reflections! They are crucial for continuing our human quest.

  35. Alessandra Abituè

    Sono pienamente d’accordo. I valori, le emozioni e i sentimenti di sempre si stanno confondendo con cio’ che la società moderna ci presenta e ci invischia in una realtà diversa e quasi non ce ne accorgiamo. Proprio per questo ho iniziato da poco a leggere il libro di Cazzullo Francesco Il primo italiano. Mi piace perchè mi riporta esattamente all’origine, alle battaglie per le sue idee, con le quali è finito in carcere, perchè pericolose. Tutto cio’ che affronta tematiche forti e popolari, come l’amore universale, la spiritualità, la lotta per ideali è scomodo adesso piu’ che mai. Siamo lobotomizzati per perdere questo tesoro. Forse solo così la società potrà gestirci e volerci esattamente come desidera. E’ triste, ma io provo ad oppormi a tutto cio’. Grazie per le riflessioni.

    1. Flavio Parenti Autore

      Buongiorno Alessandra. Questo Diario è proprio un posto in cui io testimonio il mio cammino attraverso i pensieri, le paure e i desideri. Righe più sottili e profonde che quelle che si trovano sui social network, ma ma che non hanno la pretesa di uno spazio su carta. Un luogo di mezzo che esprime l’uomo dietro l’autore, in attesa del mio prossimo libro.

  36. Daniela Abituè

    Caro Flavio,
    grazie per questa riflessione che condivido in toto. Io stessa mi ritrovo, quando guardo una trasmissione in streaming, a “stoppare” la visione per controllare il telefono… e sono decisamente parte di chi ha vissuto la “cultura popolare”!
    Nella mia cerchia di amici c’è però un argomento che ci appassiona e ci accomuna e del quale trascorriamo a volte anche a ore a discutere: lo sport e nello specifico il basket. Forse, a differenza di un programma televisivo come quelli che hai citato, lo sport (e credo che un evento come le prossime Olimpiadi di Milano-Cortina lo sarà) è sopravvissuto come spicchio di cultura popolare in grado di riunire le persone intorno a un unico argomento. Che ne pensi?
    Intanto, buona giornata!

    1. Flavio Parenti Autore

      Hai ragione, lo sport è ancora lì. Il calcio ne è forse l’esempio lampante. Questo dice molto su quanto io navighi anche al di fuori delle sfere popolari (alla domanda “che squadra tifi?” non so neanche cosa rispondere :D). Grazie, mi hai illuminato un sentiero.

  37. Elena D’Addario Ospite

    Grazie per le tue riflessioni. Condivido in tutto

  38. Margherita Ospite

    Non vedo l’ora, di leggerti.

    1. Flavio Parenti Autore

      E io non vedo l’ora che mi leggi! Grazie Margherita

  39. ANNA MARIA Abituè

    La cultura popolare rappresenta il saper essere della nostra società uno specchio di valori, di tradizioni che il linguaggio dei mass media non puo’ riconoscere perchè troppo robotizzato. Essendo uno stile antico in questa società per me non c’è spazio per esprimermi con coerenza, senza maschere. La cultura popolare è il nostro io sociale oggi purtroppo; non ha piu’ voce perchè la robotizzazione nè ha calpestato ingiustamente l’anima. Flavio è sempre molto illuminante ascoltare le tue riflessioni, in cui il nostro animo trova la sua reciprocità piu’ immediata.

  40. Manuela Abituè

    Ciao Flavio è bellissimo leggerti e ascoltarti….le tue riflessioni sono giustissime e le condivido pienamente. Buona vita.

  41. Tiziana Ospite

    Interessante x ora è la prima volta che leggo questo suo commento

  42. liliana buongiorno Ospite

    Anche io sono della generazione che ama la cultura popolare, essere conosciuti da tutti è una grande soddisfazione, conosciuti davvero, non influenzer di nulla, che parlano del nulla. Anche se ho il cellulare a portata di mano, più per le mie amiche lontane e i miei ragazzi.

  43. Rosanne Abituè

    Parole sante, dall’inizio alla fine! Orgogliosa di far parte di una generazione che sa benissimo cosa sia la cultura popolare!

  44. Natalina Areddu Abituè

    Condivido questa tua analisi sulla cultura popolare sopraffatta dalla tecnologia vero che futuro potranno avere le generazioni future se tutto questo viene bruciato a velocità supersonica…io che sono anzianotta godo ancora di andare a teatro dove respiri e condividi gli stati d’animo che gli attori riescono ancora a trasmetterti…

  45. Claudia Ospite

    Grazie! La scelta accurata delle parole è l’anima che ancora abbiamo!

  46. Maria Giaccaro Abituè

    Penso che quello che spinge il consumatore di social network non sia solo la specializzazione ma la curiosità, una sorta di voyeurismo, ma anche di bisogno di riempire i vuoti di questa società moderna, di solitudine. Una frammentazione c’è senza dubbio, soprattutto in funzione delle diverse fasce d’età, e senza dubbio vi è stata una perdita c.d. Cultura popolare, capace di unire tutti. Una cosa è certa, se prima si leggeva poco oggi si legge anche meno.

  47. Franca Cianferra Abituè

    Buongiorno, buona Festa dell’Epifania!
    Io amo la cultura popolare, condivido il senso che lei le dà.
    Cordiali saluti e grazie di cuore.
    Franca Cianferra

  48. Maria pia Poles Ospite

    Quanta verità in questa lettura

  49. mariarita collina Abituè

    Buongiorno Flavio,
    ho letto il tuo diario come tutti i lunedì, lo trovo sempre molto interessante. Ho letto anche i commenti e mi vorrei soffermare su chi dice che” i cellulari rovinano il mondo” ecco io non sono d’accordo con questo perché a me hanno cambiato la vita. Mi spiego meglio, ho due figli che vivono all’estero, una a San Francisco e l’altro a Londra, se non avessi la possibilità di poterli raggiungere così facilmente di sicuro la mia vita sarebbe molto diversa. Non solo, mi piace definirmi una autoartista nel senso che amo ogni tipo di arte e mi piace sempre sperimentare nuove forme di pittura ,restauro e tante altre nuove discipline e questo grazie anche a tutto ciò che posso trovare in rete… Non mi vorrei dilungare troppo ma vorrei solo dire che se si fa un corretto uso del cellulare questo potrebbe anche salvare una vita come è successo a me. Grazie !

  50. Mariu Assunta Aiello Voce del diario

    Ciao Flavio Mi piace come sottolinei l’importanza di non seguire la corrente, ma di creare qualcosa di autentico e significativo. 👏 #culturapopolari #creatività” 😊

  51. Lella Gavazzi Abituè

    Oltre ad essere un bravo attore sei anche bravissimo scrittore condivido tutto ti seguo al paradiso delle signore mi piaci di più senza baffi scusa la frivolezza

  52. Elena Letizia Accomazzo Voce del diario

    Buona sera Flavio. Sempre interessanti i tuoi raaconti. Sono daccordo con te. Toccando questo piccolo oggetto, il telefonino. Ormai dipendiamo.tutti.da lui ,ogni.cosa la cerchiamo.li. sono annche daccordo. Che un’occhiata la diamo sempre om qualsiasi. Dove co troviamo, dipendenti da questo.? Ma sara giusto? Noi mettiamo.la.nostra vita in quel.pjccolo strumento utile. Si ma anche peficoloso,*

  53. Antonella Abituè

    Intanto grazie per la possibilità di ascoltare la tua lettura,senza impegnare i miei occhi fragili…sono ipovedente..un medico alla fine della sua carriera!
    Sono proprio per la condivisione di questi temi che tu chiami popolari…nel senso che ognuno di noi li conosce in quanto sperimentati e ognuno di noi possa leggendo migliorarne l’interpretazione… perchè gli artisti come te sanno porgere le più avariate sfaccettature dell’ amore della società… Evviva la cultura popolare!

  54. Mariaantonietta Tripodi Abituè

    Caro Flavio, hai colto nel segno, non riusciamo più a trovare la concentrazione giusta per vivere quelle emozioni quelle sensazioni o percezioni che ci portano a sognare … nei social è tutto “precotto”.. un cibo che non sa di buono .. peggio ancora un cibo processato.. Mi dirai che riduco tutto al cibo? Non è proprio cosi.. parto dalla esigenza primaria dell’essere umano, mangiare per sostenersi, per vivere, perché da lì parte la sensazione che abbiamo perso il gusto per ciò che è sano, rischiando di assuefarci al cibo spazzatura.. la stessa spazzatura che viene propinata attraverso i social, anche se sembra che ci mettano di fronte gli argomenti o i fatti che a noi suonano familiari e compiacenti.. E’ un inganno ci stanno usando e ci avvelenano ogni giorno di più.. Liberarsi e librarsi in volo .. allontanandosi dalle brutture potrebbe riportarci a cercare ciò che di più popolare può essere un sentimento buono, sincero, che sorga ad esempio, guardando una fiction .. mi vengono in mente gli episodi de “Purché finisca bene” .. eh sì ci piacciono i finali sereni da dove spunta l’arcobaleno.. Sai una cosa? Io sono cresciuta nel periodo degli sceneggiati televisivi.. il mio primo ricordo a 5 anni, è “La Freccia Nera” di Anton Giulio Majano.. Con Aldo Reggiani e Loretta Goggi e l’immenso Arnoldo Foà.. ed altri bravissimi attori.. ebbene la letteratura a misura di teleutente.. bellissimo .. ed il teatro del venerdì sera sul secondo canale..?!? Pura poesia.. grazie per regalarci attimi di bellezza e sentimento popolare .. Mariantonietta

  55. Alessandra Romboli Abituè

    Sono d’accordo che qualsiasi cosa venga fatta oggi viene accompagnata dal telefono, convengo che,con la frammentazione degli interessi che ci vengono forniti dalle reti televisive, stiamo perdendo la cultura popolare. Ma leggere e discutere delle letture che effettuiamo, confrontarsi su quello che ti lascia una lettura, parlare dei veri temi della vita è sempre più difficile ed è un fenomeno raro, specialmente tra i giovani, presi come sono dai personaggi dei social,creati ad hoc,e poco condivisibili

  56. Lucia Bazzi Ospite

    Bravo una bella idea e onorata di poterla seguire,complimenti per il personaggio di Tancredi che sorprende sempre 👏🏼

  57. newfiamm@gmail .com Abituè

    Thank you ,I totally agree with you mobile phones and computers have changed our lives not always for the best .The best etiquette at social events would be to leave the phone at home .Happy New year Joy

  58. Marina Catania Abituè

    Bella riflessione, condivido pienamente questa pagina del tuo diario.
    I cellulari, ottima invenzione, molto utili, ma vengono rovinati dai social che influenzano negativamente il comportamento di molti.
    Non si è più capaci di un confronto sereno e predominano cattiveria e violenza. Riusciremo a tornare ai valori comuni positivi?
    In questo momento provo solo grande sconforto.

  59. Rita.Stefani Abituè

    Grazie, buona settimana

  60. Mario La Mendola Ospite

    I cellulari hanno rovinato il mondo di oggi

  61. Serafina Curatolo Abituè

    Grazie Flavio.Mi associo al tuo pensiero scuola classica con i valori comuni umanitari.
    Credo che diventerà molto difficile in un futuro molto vicino ritrovare i valori comuni e umanitari.🤞🇺🇸

  62. Paola R. Voce del diario

    Flavio sei un “connettore di anime “, la prova è questo spazio in continua crescita , segno che i lettori apprezzano la tua creatività e la autenticità delle emozioni e dei valori universali in cui è facile ritrovarsi e questo, nonostante la digitalizzazione e la frammentazione dei contenuti da parte dei social.media . Io credo che sia in atto un altro tipo di rivoluzione che vuole ribaltare la sovraesposizione a tutti i costi , oggi si cerca qualcosa di più umano , il.contatto , l’ ascolto , la vulnerabilità.
    Il diario rappresenta un ritorno al valore dell’ essere , quella che tu chiami la voce dell ‘anima , forse perchè si cerca un luogo sincero dove trovano spazio limiti , fragilità in cui ognuno può ritrovarsi, non false narrazioni ma semplicemente la vita di tutti non solo dell ‘ artista ma di chiunque . Qui nel diario diventiamo attivisti relazionali , dell ‘ umano , così come i tuoi libri che toccano le corde più intime e che rappresentano l’ essenza della cultura popolare .
    Buona scrittura ne abbiamo bisogno .

  63. Adriana laffranchi Ospite

    Bisognerebbe avere tutti il coraggio, quando si va a un evento, a un incontro, al ristorante con amici, a scuola ecc di lasciare il proprio cel in una busta all’ ingresso… Un po’ come si fa quando si entra un banca e bisogna lasciare chiavi e altro in una cassetta apposita….

  64. Antonella Ospite

    Grazie Flavio, per le tue riflessioni che che condivido appieno.
    E’ un piacere ascoltarti!!

  65. Silvia Abituè

    Pare che il cervello umano sia utilizzato per una minima percentuale del suo potenziale.
    Non credo, però, che sia riferito alla velocità che contraddistingue questo tempo.
    Sbaglierò ma dobbiamo insegnare e tendere alla qualità. Abbiamo bisogno di tempo lento, riflessivo e produttivo o semplicemente di tempo che rasserena, tempo per parlare, ascoltare, osservare, respirare. Altrimenti non è vita. Non per me.
    Buona settimana.

  66. Anna Abituè

    Grazie, Flavio,per i tuoi pensieri e le tue parole che condivido completamente. Ti definisci un inguaribile romantico e io aggiungo…grazie al Cielo se ce n’è ancora qualcuno che sa che la vita non è una favola ma continua lo stesso a leggerla come se lo fosse, almeno in certi capitoli.
    Non rinuncia alla meraviglia, neanche con l’età, l’esperienza o qualche delusione in tasca.
    Ciao, ci scriviamo lunedì prossimo

  67. Marina De Paoli Abituè

    Buon pomeriggio Flavio,
    come sempre trovo la tua pagina del diario molto aderente a quanto penso anche io.
    È vero che mancano, almeno a me, gli sceneggiati e i programmi televisivi degli anni passati ( dal 2009 a tornare indietro di parecchi anni).
    Ora forse troppa scelta non fa riflettere su quanto abbiamo perso.

    Buona serata e buon 2026

    Marina

  68. Anna Ospite

    Non sto bene e per adesso non faccio acquisti

  69. Daniela Ospite

    Mentre tutti corrono non si sa più verso cosa, qualcuno lotta per tenersi stretto il proprio vissuto, il proprio bagaglio di esperienze e sensazioni, la conoscenza costruita in una vita, quella che ti riporta a quel libro e non ad un url. Lo trovo Romantico nel senso più completo del termine. E mi fa stare bene pensare che il mio posto sicuro ci sarà sempre anche grazie ad artisti come te, caro Flavio. Grazie!

    1. Flavio Parenti Autore

      Sono un inguaribile romantico, si.

  70. Agata Cioffi Abituè

    In questa vita caotica e prepotente appare lei: un uomo,un artista autentico, un’anima grande che illumina cervello e cuore.Grazie e prospero 2026. Agata Maria Cioffi

  71. RosAria Abituè

    Grazie, Flavio, per il tuo pensiero. Sono d’accordo con te su tutta la linea.

    Eppure, a volte, mi domando se non siamo troppo ancorati ai nostri “anni belli”, a quelli della nostra giovinezza, che finiscono per diventare una lente attraverso cui leggiamo tutto il resto. Mi chiedo: se oggi fossimo adolescenti, saremmo davvero più in sintonia con questi ultimi quindici anni o, in qualche modo, continueremmo a sentirci più affini a quelli del secolo scorso?

    Forse ogni generazione tende a considerare il proprio tempo formativo come il punto di riferimento più autentico, anche quando il mondo cambia radicalmente. È una domanda che resta aperta, ma credo dica molto del nostro rapporto con il tempo, la memoria e l’identità.

  72. Elena Ottaviani Abituè

    L’umanità toccherà il fondo, ma un giorno…che nessuno di noi vedrà….si ricoprirà nella sua più profonda essenza

  73. Emi Abituè

    Io vorrei una tv meno Babilonia e più profonda. A me piacciono i programmi di libri come Per un pugno di libri che ho adorato, e i programmi di Rai tre che parlano di storia e di nuove edizioni. Programmi che fanno riflettere e mi toccano delle corde. Vedo in vent’anni una tv peggiorata. Non c’è vision e mission. Pochi programmi ancora possono darci degli spunti di riflessione e anche la musica non ha più la profondità di un tempo. Un abbraccio e grazie dei tuoi pensieri

  74. CINZIA DELLO SPEDALE Voce del diario

    Ciao Flavio,
    sante parole le tue!
    Devo ammettere che io non amo molto quest’epoca… Preferivo di gran lunga gli anni ’90.
    Sicuramente, in alcuni campi, come la medicina, il progresso è necessario, ma in altri…
    Chissà dove andremo a finire di questo passo.
    Ne faranno le spese i giovanissimi, già me lo sento.
    Meno male che esistono persone come te, di valore.
    Grazie per le tue riflessioni e alla prossima.

  75. rosa rosa fulco Voce del diario

    Se il nuovo libro non esce a maggio, al Salone del libro non vieni?che peccato!

  76. Martina Petrelli Abituè

    Sono d’accordo su tutto ciò che hai detto;hai descritto bene la realtà che stiamo vivendo… Ormai sta quasi scomparendo la possibilità di radunarsi e parlare tutti della stessa cosa, ormai tutto ciò viene fatto attraverso il telefono( sembra che ormai siamo dipendenti da social media e meno di godersi la cultura e tutto ciò che ci circonda) fortunatamente ne siamo rimasti in pochi che ancora si raduna con persone e parlano della stessa cosa e soprattutto tiene lontano il telefono in presenza di altri e soprattutto a tavola che è la cosa che odio di più…. Buona giornata e Buon Anno❤️❤️❤️

  77. Marzia Pellegrini Abituè

    Trovo sempre molto interessanti e profonde le riflessioni di Flavio; ho acquistato i primi 2 libri de “L’anello di Saturno” e presto mi arriveranno il terzo ed il quarto, quali regalo per l’Epifania da parte di mio marito: non vedo l’ora di avere la saga completa!!!!!

  78. Loriana (lory) Bini Abituè

    Tutto al mondo è cambiato in peggio. Viene predicato bene e razzolato male.

  79. DANIELA NARDELLA Voce del diario

    Ciao Flavio ora con i social i cellulari ci si riunisce sempre meno per vedere e commentare programmi TV.Il pubblico è un po’ di nicchia sia per i comici, attori che vengono seguiti sui social.Confido nell’ autenticità e nelle cose fatte con il cuore come le tue opere.Attendo la prossima uscita della nuova saga.Buona giornata

  80. Raffaela Pate Voce del diario

    Ciao Flavio,
    Come sempre fantastico questo tudo articolo o dico , Piccolo testo del Diário.
    Si e vero Che lá poesia e cultura popolare e stata messa da parte o forse quase dimentocata da um po.
    Gli avanzi e novita della tecnologia e scienza Belle vir d’informaziono e inter tenimemento Hanno povo a pouco affasconato gli seguitori .
    Io acomplonsviluppare Della cultura má sono âncora fan della cultura popolare Che fã sviluppare sentimento Buono come, misteri, spettatvive, sentimenti e Piu umanita.
    Mi Fermo qui.
    Una Bella settimama per tutti.
    Alla prossima,
    Grazie sempre per Il pensiero..

  81. Stefania Abituè

    La cultura popolare unisce anche nella dialettica delle diverse opinioni.
    Mi spiace verificare che non vi è più contraddittorio, ma tanta violenza. Perché girare con i coltelli in tasca?!
    Sono amareggiata e arrabbiata.
    Poi penso che forse sono proprio io a non essermi evoluta, perché preferisco parlare e discutere, se necessario.

  82. Ornella Fidani Abituè

    Ti seguo perché nei tuoi libri esprimi valori che condivido. L’arte, ma soprattutto la scrittura dovrebbe esprimere qcosa che resta, non soggetta a mode, quindi appeezzo la tua scelta.
    Ciao Flavio

  83. Patrizia Cantalanotte Abituè

    Bravo Flavio hai centrato in pieno l’argomento. Menomale che ci sei tu a mettere in evidenza tutto ciò. Perché non c’è più rispetto. Una cosa che mi dà tanto fastidio è il telefono a tavola. Sono l’unica in casa a non metterlo sul tavolo. Comunque grazie di tutto e ti faccio tanti auguri di buon anno

  84. Cecilia Voce del diario

    ❤️❤️❤️❤️❤️

  85. Rita Piazza Abituè

    Sono all ‘ultimo capitolo dell ‘ Anello di Saturno “ , so che mi mancherà , ma lo consiglierò spesso agli amici. Era da tempo che un romanzo non mi prendeva in questa maniera. Bellissimo, un piacevolissimo inizio d’ anno. Ora leggerò altro di Flavio Parenti , e’ stata una bella scoperta.
    Grazie.

    1. Flavio Parenti Autore

      Buongiorno Rita, grazie mille. Sono in procinto di cominciare la prima stesura dell’ultimo volume della mia prossima saga dal titolo “Il labirinto della speranza”. Penso che uscirò quest’anno, ma non so se maggio o settembre. Sarà un thriller psicologico a tinte paranormali in cui affronterò la speranza e l’ambiguità, la manipolazione e l’amore. Come dico spesso, se l’anello di Saturno è il sole, il labirinto della speranza sarà la luna. A presto.

      1. Rita Piazza Abituè

        Leggerò con piacere la tua nuova avventura letteraria . Grazie

  86. Filomena Zappia Ospite

    Condivido quanto sostenuto. Ritengo che proprio i social network siano responsabili della perdita dell’autenticita della persona.

    1. Flavio Parenti Autore

      Diciamo che i social hanno sbilanciato di molto il rapporto tra io interiore ed esteriore. Questo diario è un tentativo di riconciliare questi aspetti, di recuperare un momento prezioso in cui ragionare, confrontarsi e capire cosa significa l’autenticità in questo mondo digitale.

      1. Filomena Zappia Ospite

        Purtroppo, però, i social allontanano sempre più, in particolare i giovani, dal mondo reale e li portano verso una condizione virtuale che, a mio parere, altera gli stessi rapporti tra le persone. Inoltre propongono degli stereotipi che non hanno niente di umano. Personalmente preferisco i rapporti reali con le persone che voglio guardare mentre ci di parla. utilizzo i social solo per lasciare dei messaggi o condividere delle foto.

  87. Cinzia Longo Abituè

    Sei una consolazione, Flavio.
    Le tue riflessioni sono chiare e scevre da partigianeria.
    Un grande abbraccio di Buon Anno.

    1. Flavio Parenti Autore

      Ciao Cinzia, buon anno anche a te. Hai colto nel segno, sono apolide di natura 😂

      1. Cinzia Longo Abituè

        Io, non proprio, ma sulla valenza della Cultura popolare, sono d’accordo con Te.
        Nessun anello di congiunzione tra le persone ed estemporaneità in ogni campo. Ciò che appare, poi scompare.

  88. manuela Abituè

    sono d’accordo su tutto. Non stiamo andando bene….

  89. Donatella da Cremona Abituè

    Una bella riflessione la tua! Hai descritto bene la realtà.Io, che sono nonna, purtroppo la vedo dura!

  90. Vurchio emanuella Abituè

    Meraviglioso come sempre Flavio

    1. Vurchio emanuella Abituè

      Sono d’accordissimo con te nell ultima contenuto alla prossima

    2. Flavio Parenti Autore

      Grazie Emanuella

  91. Cristiana Andolfi Voce del diario

    Buongiorno Flavio, vero : fine della cultura popolare e fine della possibilità di radunarsi e parlare tutti della stessa cosa. Diciamo : viviamo in “bolle Internet personalizzate”, come non ci fosse più niente in comune. Come tu ci insegni : mai smarrire buon senso e , sempre , cogliere l’ opportunità di ricavare dalle situazioni caratteristiche positive. In questo caso : dialogare e confrontarsi ( dal vivo, non tramite chat ) su quali emozioni evocano, in tanti, questi tempi in cui il sentire comune lotta per emergere, per non essere frammentato. Le emozioni della cultura popolare ci tenevano un più uniti. Oggi il confronto può ancora farlo : nei tuoi libri, ad esempio, ci sono storie, personaggi, luoghi geografici e valori universali che uniscono. Grazie alla lettura e alle emozioni non ci si può chiudere in una bolla, si avverte, al contrario, il bisogno di unirsi e di raccontare sensazioni comuni.

    1. Flavio Parenti Autore

      Ciao Cristiana, sì, come dici tu, questo luogo, il diario, i miei libri, sono tentativi fragili di creare qualcosa di alternativo, di vivo e unico, di “digitalmente autentico e popolare”. Vedo che la risposta si fa sempre più florida (tanti bellissimi commenti) e che molti si ritrovano nelle parole delle mie pagine, questo mi fa pensare che vi sia un bisogno di momenti preziosi, di piccole “bolle” extra social che siano stabili, affidabili e profonde. Io continuo, al resto ci pensiamo dopo!

      1. Cristiana Andolfi Voce del diario

        Questo luogo, il diario, i tuoi libri e i tuoi film : sono bellissimi tentativi concreti di creare qualcosa di alternativo. Ci riesci e ti apprezziamo molto.

  92. Teresa di Giambattista Abituè

    La cultura si sta perdendo in questo sistema mediatico… fortunatamente ne siamo rimasti in pochi….

    1. Flavio Parenti Autore

      L’importante è mantenere viva la fiamma, al resto ci penserà la natura umana.

      1. Teresa di Giambattista Abituè

        Concordo grazie

  93. Andrea R Voce del diario

    Ciao Flavio. Ho un amico un po autoritario, ma a ragion veduta, con cui vado al cinema. Mi chiede sempre di sederci in terza fila perché è difficile che nelle prime due siedano persone che, appena iniziato il film, non resistono a guardare le app sul cellulare. Ha ragione. Sono drogati. È più forte di loro. E peggio succede a teatro. Vedi gente di settant’anni che, davanti a te e agli attori che recitano, ogni tanto accendono il cell per connettersi. E nessuno parte col verde ai semafori. Tutti si attardano a leggere… Certo ancora si può parlare con conoscenti vecchi e nuovi di tal Tancredi di Sant’Erasmo che da lupo cattivo è diventato (parrebbe) buono, o di calcio, o persino (orribile dictu) di Ballando con le Stelle, Isola, Affari tuoi… Io spero che in ogni modo resista la cultura popolare e che qualcuno non voglia separarci, frammentarci, isolarci. Che la presunta libertà non diventi una gabbia. Un salutone!!!

    1. Flavio Parenti Autore

      Buongiorno! (E buon anno) perdona la mancata risposta alla pagina precedente, ma ahimè essendo un periodo vacanziero, la mia presenza si era fatta più limitata. Tra l’altro devo dire che la qualità di commenti che arrivano agli articoli mi colma di gioia (anime vive) ma anche di una certa “tensione” nel dover rispondere a tutti. Devo decidere una politica 😂 Detto questo, l’isolamento continuerà, e penso che la risposta sarà fisiologica. I giovani, le nuove generazioni, mostrano già un desiderio di connessione reale, si allontanano dai social, dal digitale, sono curiosi di quei vecchi marchingegni come le cassette e i vinili. Se alcuni di loro manterranno la fiamma accesa, sono ottimista. Un salutone anche a te.

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