«Ciao Flavio… ma sai che stavo pensando che tu, nel ruolo di Tancredi, ti occupi di editoria… e anche nella vita reale… è fantastico!»
Quella frase mi ha fatto riflettere. Non che non ci avessi già pensato, ma il fatto che questa consapevolezza emergesse anche negli altri, che vedessero in me questa trasformazione in simbiosi con il ruolo che interpreto, mi ha colpito davvero.
Mi chiedo se non ci sia un collegamento. Chi mi conosce lo sa: non credo a niente, ma ho abbastanza immaginazione da credere a tutto. Non credo nel destino, eppure l’ho incontrato tra le pagine de L’Anello di Saturno. Era un tipo figo, anzianotto, con una barba lunga quanto galassie e un look da hipster.
Eppure non posso fare a meno di pensare all’ironia della sorte: procedere nella vita verso un ruolo che interpreto in finzione, come se il mio mondo fantastico si riversasse su di me, uomo.
Ci sono molti thriller e horror che affrontano la tematica dell’autore inseguito dalle sue creazioni. Ricordo più di un numero di Dylan Dog che trattava questo tema. Nei videogiochi c’è il meraviglioso Alan Wake, nel cinema mi viene in mente Il seme della follia di Carpenter.
Altri parlano della visualizzazione, quel potere che permette alla mente di forgiare la realtà. Neanche a questo credo. Eppure, nella prossima saga, Il labirinto della speranza, affronto esattamente questo.
Nell’arte della scrittura confronto i miei dubbi. Nella recitazione me li dimentico. È come se i due funzionassero in tandem, una respirazione alternata.
Da quando ho cominciato il mio percorso di artista, 23 anni fa, ho contemplato continuamente più lati della creatività. Ma spesso erano funzioni distinte all’interno di un progetto: assistente alla regia e attore, regista e attore all’interno di un teatro stabile. Poi ho spezzato il mio legame con il teatro per cercare fortuna a Roma, come attore di cinema e tv, regista e produttore.
Dopo anni di fatica ripagata da risate e felicità, ma pochi soldi — e ringrazio di averlo fatto, perché le risate e la felicità te le tieni per sempre dentro di te — ho spezzato anche il legame con la produzione di narrativa audiovisiva “passiva” e ho tentato la strada dei videogiochi. Sempre continuando a fare l’attore.
Nel mio contributo all’impresa videoludica includevo il mio savoir-faire di attore, doppiatore, montatore video, scrittore e regista. Nei videogiochi, tutto fa brodo!
E poi anche questa avventura si è divisa da me. Questa volta perché è volata via con le proprie ali. Io ne sono diventato un osservatore felice, un genitore. Consapevole che a un certo punto bisogna saper stare al proprio posto.
C’è stato un momento, non ricordo esattamente quando, in cui ho compreso che il mio essere così multitasking, eclettico e anche caotico, era d’intralcio allo sviluppo.
La scrittura, emersa proprio nel periodo in cui ho cominciato a interpretare Tancredi di Sant’Erasmo, è il frutto di questa continua rivisitazione di me stesso, alla ricerca di un nuovo orizzonte.
Per me capire il mio posto nel mondo è un esercizio di conquista. Un gioco, si potrebbe dire, la cui fine coinciderà con la mia incapacità di continuare a espandermi.
Sono arrivato al quarto atto del quarto volume della prossima saga. Il mio desiderio di migliorare come scrittore mi porta a rallentare la produzione. Mi forgio strumenti adatti, li implemento nel mio processo creativo, ma insomma, sto andando avanti.
Per la prima volta, forse, riuscirò a fare un «editing strutturale» di un’intera saga, come fosse un unico libro.
Mi servivano strumenti che non esistevano per farlo, quindi me li sono fatti: un tool di visualizzazione dei miei libri, che mi permette di lavorare di analisi e scrittura su tutti i suoi livelli, dal «volume» alla «scena».
Lo sto usando da alcuni mesi, e sarà fondamentale per la seconda stesura della saga.
Passeranno due anni tra l’uscita de L’Anello di Saturno (maggio 2024) e quella de Il labirinto della speranza (spero maggio 2026). Troppi?
Vi aspetto nei commenti.
Alla prossima pagina.
Ciao Flavio è sempre bello leggerti e ascoltarti…no secondo me non sono troppi due anni…io penso che sia un giusto tempo per creare un nuovo romanzo…buona vita
Ciao Flavio a volte immaginazione e realtà coincidono .. sarà il pensarci fortemente… chissà.. Comunque due anni non sono molti.. anche perché sono quasi passati anche con le avventure di Anna e Luca .. Buona giornata
“il labirinto della speranza” … non vedo l’ora di ascoltarlo in audiolibro.
“L’anello di Saturno”, ovviamente tutta la saga, è stata affascinante, difficile da sospenderne l’ascolto. Aspetto fine maggio con ansia.
Gentilissimo, due anni fra un libro e un altro mi sembra un intervallo congruo per dare tempo alla mente di “lasciare” un progetto, immaginarne un altro e realizzarlo, a maggior ragione quando si fanno così tante cose .
un caro saluto
bellissima sentirti parlare, Tancredi …!!!👏👏
Il personaggio di Tancredi enigmatico a volte spiegato ma a volte per me introspettivo enigmatico nel suo essere…forse incompreso… deluso di se stesso….come avrò modo leggerò i suoi libri…ora periodo un po’ complesso…. grazie per la compagnia dei suoi pensieri aspetto con ansia il lunedì….una mamma 😊
Ciao Flavio, grazie aspetto con tanta gioia ogni Lunedì! grazie ❤️
Non sono troppi due anni perché aldilà della pragmaticità editoriale e non le mutazioni interne allo scrittore sono veri “folletti della Cornovaglia” , citazione dal film Potter iano.
Buongiorno Flavio. Non ho avuto modo di leggere i tuoi libri a causa degli impegni di lavoro e familiari ma è una cosa che farò senz’altro. No che non sono troppi! A proposito di mescolare finzione e realtà mi ha colpito che ha interpretato un Tancredi per ben due volte…nome particolare coincidenza strana ma sempre al top. Grazie
A curiosità scrittura e arte ci credi per fortuna e così abbiamo visto tanti bei ruoli ed esperienze tra cui regista attore autore e video giochi.Sei arrivato alla scrittura recitando Tancredi ma anche La divina avventura è un bell esordio,Anello di saturno e molto amato ed ora aspettiamo il labirinto della speranza a maggio continua così buona fortuna alla prossima