Flavio Parenti
La tragedia a lieto fine

La tragedia a lieto fine

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L’autore deve confrontarsi con il genere. Ma perché?

Perché il genere classifica la storia, la impacchetta in modo che si possa spiegare più in fretta.

• “È un libro per bambini” (Il piccolo principe).

• “È un romance ottocentesco” (Jane Eyre).

• “È un documentario marino d’avventura” (Moby Dick).

Che piccolezza!

Ma le riduzioni sono effettivamente molto utili, perché grazie alle categorie possiamo scegliere il nostro gusto preferito, come i gelati dal gelataio. Una carta del menù.

All’epoca dei Greci, avevamo la tragedia e la commedia. Ora abbiamo il gusto puffo.

Sta di fatto che mi sono chiesto a quale genere io appartenga, come scrittore.

Chi mi conosce può capire la mia avversione all’etichettatura. La odio.

Io non voglio appartenere. Non fa per me. Figuriamoci l’auto-etichettatura. Il peggio del peggio.

Vi svelo questo piccolo segreto:

da piccolo, quando ero in Francia, dicevo di essere italiano, e viceversa in Italia, dicevo di essere francese.

Sono bastian contrario nel cuore. Un tifoso del no.

Ma visto che porto il cappello da venditore e faccio pubblicità ai miei libri, confrontandomi anche con il lato mercantile dell’arte, ho deciso di scavare, anche in maniera creativa, tra le varie specie di genere, per capire in quali mi vorrei riconoscere.

Niente nicchie.

Mi piace viaggiare. Variare nell’offerta.

Non scrivo commedie. Nemmeno tragedie, almeno, non del tutto.

Amo pensare che la mia storia abbia curato i miei personaggi, e anche i miei lettori.

Il percorso narrativo deve essere un cammino sui carboni ardenti. Un rito di passaggio.

Vorrei che ci fosse un prima e un dopo.

(Soprattutto per i miei personaggi, quindi anche per me che me li vivo, ma se fortuna vuole che riesca a farlo fare anche a chi mi legge, sarebbe bellissimo).

E vorrei che, finita l’ultima pagina del libro, il lettore stesse davvero meglio.

Meglio con sé stesso, con il mondo, con il passato, il futuro.

Meglio con le sue paure.

Della tragedia, mi piace l’intensità, la potenza, l’ineluttabilità.

Mi piace l’altezza a cui parla, l’ampiezza della sua voce, la profondità dei suoi personaggi.

Ma della commedia, mi piace il lieto fine.

Da lettore/spettatore, voglio finire più felice di quando ho cominciato.

Ma questo non vuol dire ridere, anzi.

Voglio patire le pene dei personaggi, comprenderli. Voglio vederli splendere, crollare e risalire, come fenici.

Voglio tragedie a lieto fine.

Peccato che su Amazon la categoria non ci sia. 😂

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Commenti (51)

I commenti per questo articolo sono chiusi.

  1. Patrizia Zappi

    I tuoi libri sono un misto di vari generi e devo dire che mi piace molto e lo trovo originale

    1. Flavio Parenti Autore

      Grazie, provo a usare il genere come strumento narrativo

  2. olesia Liardo

    Apprezzabile e condivisibile ogni tuo pensiero caro Flavio.
    Hai perfettamente ragione ,le etichette non piacciono nemmeno a me ....ed è vero che ogni libro letto deve lasciarti qualcosa ....deve essere un dono per il cuore e per l'anima.
    Grazie Flavio,alla prossima

    1. Flavio Parenti Autore

      Alla prossima!

  3. Giuliana Barsanti

    Molto enigmatica la copertina di oggi. Purtroppo non riesco a individuare alcun indizio nel messaggio frontale, e ancora meno in quello sul nastro (se di messaggio si tratta). Però posso dire che l''insieme mi ricorda la poesia "Piangente". Bello !

    1. Flavio Parenti Autore

      L'idea di uno scrittore solitario... che pensa a cosa appartenga 😂

  4. Nelda menendez

    No existe un género literario que reúna estas dos antinomias? Pues inventémoslo!! “Novela per i tifosi del No” o como dices “Tragedia a fine lieto”
    Y si no te gusta ninguna, sácale el rótulo y que cada lector lo clasifique como quiera. Y que lo disfrute!

  5. Elena Letizia accomazzo

    Già rilasciato.commemto ho rimesso.le credenziali spero.non.sua stato.eliminato.

  6. Mariangela Cicchetti

    Buongiorno, Flavio. Sono in linea con il tuo pensiero e credo che qualunque vero Artista lo sia perché l’Arte lascia messaggi imperituri ed eterni, sprigionando contenuti recepibili da ogni uomo e da tutti in qualsiasi epoca quindi, toccando le corde emotive e facendo pensare, magari insegnando anche qualcosa di nuovo.
    Anche io odio le classificazioni ,e tanto più questo , secondo me , è naturalmente comprensibile in un Artista che scrive ”come il cor va significando” suoi contenuti personali elaborati secondo la propria sensibilità , così da lasciare un’impronta unica, non riproducibile. Poi, perché ridursi a dimensione di classe ., inscatolarsi quasi, quando un’opera d’Arte parte dalla vita e alla vita ritorna? … Quanto al bastian contrario ti capisco molto bene e credo sia speciale attitudine dei giovani questa propensione a disginguersi dalla massa, anche contraddicendola per affermare la propria identità umana.
    Quanto a veicolare contenuti i tuoi libri lo fanno sicuramente, anche solo per gli sprazzi di bellezza che certi tuoi paesaggi impongono all’attenzione del lettore , facendolo viaggiare con la fantasia verso luoghi già sognati e magari non ancora raggiunti o forse mai raggiungibili…
    E poi fondamentalmente si sente, sotto il racconto anche fantastico , un saldo impegno da parte di chi scrive , un pensiero solido e moralmente orientato, nell’ anelito a raggiungere sempre qualcosa di grande, di prezioso che nobilita la dimensione terrena e la apre a una dimensione più alta…in una continua ricerca che è dei tuoi personaggi come si sente tua , personale.
    Anzi, ti ringrazio per il tuo impegno nei confronti di noi lettori e dell’affetto che lo nutre , una preoccupazione se mi consenti quasi paterna verso di noi, sicura garanzia di successo, perché è così che si ottiene il largo e duraturo consenso , il pubblico difficilmente propenso a lasciarsi ammaliare da superficiale attenzione e mediocrità.
    Felice primo giorno di primavera allora, caro Flavio, e buona scrittura. Alla prossima pagina che spero mi arrivi via mail, visto la svista che ho commessa…mentre questa ultima non mi è arrivata.
    Grazie ancora.
    Mariangela C. Savona

    1. Mariangela Cicchetti

      Correggo: universale anziché imperituro.
      Mariangela

    2. Flavio Parenti Autore

      È così, conta la scrittura, l'anima di chi scrive, il genere è solo un modo che abbiamo per creare le categorie.

      1. Mariangela

        Grazie!

  7. Nadia Benvenuto

    Spero che ti sia arrivato il messaggio . Vivo la vita giorno per giorno e godermi tutto ciò che questo mondo mi sta dando. Ciao Nadia 🌹🌹🌹

    1. Flavio Parenti Autore

      Arriva tutto 🙂

  8. Miriam Usai

    Ancora non ti conosco come scrittore, solo come attore però questa idea di "tragedia a lieto fine", come tu hai spiegato, mi piacerà sicuramente, è nelle mie corde di lettrice e mi piace il tuo intento di far star bene il lettore.E'bella questa cosa, grazie!!!

  9. Alma

    Chi non vorrebbe una vita così? Densa, mai scontata, con l'intensità delle lacrime ma la leggerezza del lieto fine; da guadagnarsi con sudore e impegno ma che finisca con un volo di farfalle... io la vorrei!
    Forse è proprio per questo che catalogare, quando si parla di vita e sentimenti, non è l'azione corretta, e un libro ha sempre vite all'interno delle sue pagine.
    Mi incuriosisce molto l'idea di leggerti.

    1. Flavio Parenti Autore

      Se vuoi puoi cominciare senza impegno, vuoi che ti mandi i primi capitoli dell'Anello di Saturno?

  10. Paola R.

    La catalogazione diventa utile, forse , per le case editrici, che spingono un autore ad utilizzare un topos letterario specifico di quel genere e a seguire quindi una struttura coerente, così il lettore immagina cosa aspettarsi. Con te ,però ,abbiamo capito che difficilmente un libro può essere considerato "puro " poiché se pure ci sono elementi di un genere specifico ci sono sempre delle contaminazioni che garantiscono un effetto sorpresa per il lettore. Con l'Anello di Saturno si è verificato proprio questo . Nasce come un romance ma nella evoluzione della saga hai avuto la libertà di farla diventare drama , thriller , fantasy, romanzo di formazione e ancora non conosciamo l' epilogo. Chi è arrivato al 4 volume, uno dei più intensi della saga , dimentica quasi il punto di partenza, ovvero il "genere romance" , perchè alla fine ci sono i personaggi che raccontano una storia, che è quella che ci vuole raccontare l autore , che attraverso l 'evoluzione di tutte le vicende della saga conduce il lettore verso vette che non si aspetta in una narrazione psicologica e intimista.
    Credo che alla fine conta la storia ,come ci viene raccontata , i personaggi ,che parlano attraverso la penna dell 'autore, cosa ci vogliono trasmettere e dove ci vogliono condurre e in questo caso la catalogazione non ha senso.

    1. Flavio Parenti Autore

      Esatto, è qualcosa di utile per le CE, ma non per gli artisti. Come diceva qualcuno, "a forza di seguire il pubblico, finirai solo per vedergli il sedere". Evviva l'ignoto!

  11. Giuliana Barsanti

    Anch’io aborro le etichette. Nel caso dei libri perché ne influenzano la scelta spesso in maniera fuorviante, in particolare nel fantasy. Però servono, per vendere bisogna pur esporre la “merce”. Io per esempio, per quello che ho letto di tuo, ti vedrei inserito in un realismo magico alla Murakami, che poi è il migliore Murakami, secondo me. La Divina Avventura è anche decisamente un romanzo di formazione e L’Anello di Saturno un Fantastico-Meraviglioso nella sovrapposizione di fenomeni naturali e sovrannaturali. Definizione ricordata da uno studio di scuola su E.T.A.Hoffmann. Ma conoscendoti in continua evoluzione, chi lo sa cosa dominerà nelle prossime saghe ? Intanto predisponiamoci alla tragedia a lieto fine, con buona pace dei Drammaturghi Greci (com’era la storiella ? Eschilo Eschilo perché qui si Sofocle ma state attenti perché le scale sono Euripide 😃). Leggere fa stare meglio come dici tu, e se c’è poesia ancora di più, nei tuoi racconti non manca certo. Assolutamente d’accordo che debba essere l’Autore a convincere, più che il genere, raramente inizio un libro senza conoscerlo, anzi, cerco e ascolto interviste, perché Cosa dice l’Autore e Come lo dice è fondamentale per me. Grazie sempre.

    1. Flavio Parenti Autore

      Soprattutto considerato che ultimamente, gli americani non hanno la minima idea di come affrontare il fantastico, e quindi hanno appiattito il genere con effetti speciali, senza creare metafore e allegorie. Il fantastico, tra l'altro, non è neanche un genere, solo un momento tra i tanti in una bella storia

  12. Serafina Diana Truglio

    👏👏👏👏

  13. Samantha

    Sarebbe bello una tragedia a lieto fine però come dici ti purtroppo nn c'è. Le categorie si sono un po' invadente perché nn a tutti piace il fantasy o il romance o altro però aiuta. Io leggo di tutto e non mi pongo il problema così sono aggiornata su tutto. Bisogna farci l'abitudine. Un abbraccio

    1. Flavio Parenti Autore

      Un abbraccio a te!

  14. Cristina M.

    Buongiorno Flavio, certo la tragicommedia 😉puoi benissimo cimentarti in qualcosa del genere e anche l’Alcesti di Euripide è una tragedia che comunque ha il suo lieto fine tutto sommato anche l’Elena poi benissimo ispirarti e dare libero sfogo alla tua fantasia e creatività, se ti garba,😉 ma sicuramente le conosci molto bene, vista la tua passione per la letteratura greca e la filosofia antica 🤗🍀

    1. Flavio Parenti Autore

      e per il teatro, da cui io provengo! Mia figlia si chiama Elettra, fai te 🙂

  15. Anna Salvo

    Ti comprendo benissimo caro Flavio, nella mia vita ho sempre detestato le etichettature, purtroppo come docente ho dovuto insegnare ai miei alunni i generi letterari, le correnti artistiche,ma ,appena possibile, li facevo volare con me nel mondo della Fantasia per ricreare,lontani da ogni limite, ciò che ci faceva stare bene.

    1. Flavio Parenti Autore

      Esatto, conoscerli per poi scardinarli. Mi sembra giusto

  16. Anna Maria

    Io penso che prima di conoscere lo scrittore che andiamo a leggere un minimo di riferimento al genere sia necessario per un primo approccio. Nel momento successivo perderà la sua utilità perché sarà lo scrittore ad essere decisivo.

    1. Flavio Parenti Autore

      Giustissimo. È il punto di contatto. L'impronta immediata. Fondamentale, perché si può fare una volta sola. Per questo la chiarezza di intenti è importante

  17. Anita Cervi

    Caro Flavio,dopo aver letto con attenzione quello che hai scritto ed essendo d'accordo con le tue riflessioni, ho ordinato subito i primi due volumi. Li attendo con ansia.
    Meglio che non ci sia una categoria ben precisa.

    1. Flavio Parenti Autore

      Ma grazie per la fiducia! Aspetto di sapere che ne pensi 🙂

  18. Antonella Orofino

    Semplicemente fantastico, originale, mai banale. Grazie

  19. Sonia Paolin

    Certo hai ragione di non volere appartenere a un essenza precisa.Ma volare in mondi paralleli e fare volare gli altri in questo mondo sopra le righe ciao Flavio 🥰

  20. Maria rosa fulco

    Ho avuto tante tragedie d'amore, altro ancora. Per colpa del mio carattere che non riesco ad accettare la sconfitta

  21. Charlotte

    A tragedy with a happy ending. 100%, for me too. Where the heart can learn a good lesson, which life itself maybe hasn’t told yet.
    Maybe you have to use up all the slashes? 😃 I would recognise the effort to escape this dilemma. And think of it more like an invitation, the “first smile” then a label.

  22. Cristiana Andolfi

    Hai ragione "Ora abbiamo il gusto puffo". In ogni caso : un bellissimo esempio di personaggio che accetta di
    affrontare ostacoli per raggiungere un nobile obiettivo è Luca, insegue il suo amore Anna. La sua vita è complessa. La vita mette alla prova e pone davanti degli ostacoli da superare. C’è chi è in grado di affrontare queste sfide con coraggio, chi tentenna ma non molla la strada della risalita e chi di fronte ad un principio di ostacolo si lascia travolgere e comincia a vedere tutto nero. La grande forza di volontà di Luca è evidente. Io penso che una storia sia bellissima quando (al di là del finale) ci dimostra la stoffa dei protagonisti, i loro encomiabili tentativi di trasformare la loro debolezza in forza diventando un modello a cui ispirarsi e facendosi portatori di messaggi di coraggio e speranza.

    1. Flavio Parenti Autore

      E chissà cosa succederà nel cinque...

      1. Cristiana Andolfi

        Non vedo l' ora che sia svelato ..

  23. Andrea R

    Ciao Flavio. Al di là di ogni riflessione penso che in futuro scriverai liberamente secondo il tuo estro perché scrivere è una esigenza. Immagina se a Kafka avessero chiesto a che genere pensava di appartenere. In un solo caso si preoccupò evidentemente del problema "genere". Quando pubblicò La Metamorfosi. Preso dal terrore che il suo racconto simbolico fosse preso per un racconto di Fantascienza, scrisse immediatamente al suo editore "in nessunissimo caso che venga rappresentato lo scarafaggio in copertina!!!". È un aneddoto che mi ha fatto sempre sorridere. Nessuno può prescindere dalle leggi di mercato... Un salutone

    1. Flavio Parenti Autore

      Questa mi ha fatto ridere. Me la rigiocherò... quanto lo capisco. La paura di non essere compresi, ridotti a un colore, un aggettivo... è il mercato, bellezza

  24. marina capecchi

    Quando esce il 5 volume dell'anello di saturnio?

    1. Flavio Parenti Autore

      A Maggio, in occasione del salone internazionale del libro di Torino

  25. Raffaela Pate

    Secondo me I titoli sono buoni per Far capire aí lettori di qualé genere parliamo.
    Lá vita e una tragedia dantesca, Dove se Ride, si piange e si balla. Dobbiamo scrivere su lá relata má bisogna abre Il savoir Fair" Che ci porta ALL immaginazione do come vogliamo Che lá storia abbia um fone bello e romântico . Forse sia importante Nei gioni attuali Che vivíamos.
    Baci.

    1. Flavio Parenti Autore

      Si, il titolo serve a comprendere di cosa potrebbe parlare il libro, di cosa tratta, e anche il suo genere, è vero. Ma allo stesso tempo, voglio riuscire, se riesco, a far si che sia il mio nuovo libro ad essere interessante, perchè ciò che conta, alla fine, è la prospettiva dell'autore, il suo punto di vista, la sua voce. A prescindere dal genere, no?

  26. CINZIA DELLO SPEDALE

    Ciao Flavio,
    oggi è uno dei più bei blog di sempre. Chapeau!
    Davvero complimenti...
    Frasi brevi, ma d'impatto.
    Anche io penso che uno scrittore non deve per forza 'etichettarsi' in un genere...
    Alla prossima.

    1. Flavio Parenti Autore

      Trovo che sia nel ruolo dell'artista quello di spaziare nella realtà, e quindi di non infognarsi in un genere o sottogeneri. Ma poi, il percorso di ognuno è diverso. Penso che questo sia il mio.

  27. ANGELA GENTILINI

    ❤️

  28. MARIA ROSARIA DI BIANCO

    Oggi ho atteso piu' delle altre la tematica che ,caro Flavio,avessi attenzionato agli occhi dei tuoi (fedelissimi) lettori!
    Etichette a parte, mi piace l'idea di usare le "categorie" non per identificarsi o farsi rappresentare da esse,ma semplicemente come funzionali allo scrittore per veicolare la sua arte.
    Essa svolge una semplice funzione in cui l'autore e' sempre lo scrittore e cio' che vuole trasmettere e restituire al lettore.
    A me piace pensare che l'ultima parola di "chiusa" di una qualsiasi storia,commedia,tragedia che sia ,va lasciata al lettore come possibilita' di aggiungere altro alla storia come " continuum" di ricerca personale.
    Grazie Flavio!

    1. Flavio Parenti Autore

      eh si, un tema a me caro, tra l'altro voglio continuare a scavare perchè credo ci sia qualcosa di importante. Cioè l'idea che ciò che conti non sia il genere, ma l'autore..

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